Youthspeak Forum: riflessioni da Perugia2 min read

Giulia Compierchio | 25-03-2018 | Attualità

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Due giorni ambiziosi, di sfide personali per tanti ragazzi e di obiettivi caparbi per le istituzioni. Perugia ha ospitato tra il 22 e il 23 Marzo, all’interno delle sue mura in pietra rossiccia, le parole e i progetti stampati AIESEC, organizzazione di volontariato mondiale gestita da giovani e volta alla mobilitazione delle generazioni emergenti. Molti momenti di dibattito, di conoscenza, di riflessione su tematiche globali, destabilizzanti alle volte, ma in realtà tanto vicine alla nostra quotidianità da essere concrete.

Lo Youth Speak Forum svoltosi nel capoluogo umbro è stato il terzo appuntamento italiano patrocinato dalle Nazioni Unite ed ha avuto la mole di 64 lezioni tenute contemporaneamente in disparati licei perugini, durante le quali degli studenti hanno tentato di sensibilizzare ed informare gli alunni dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile stilati nell’agenda 2030. Queste sono le basi con le quali si è realizzato un appuntamento nazionale tanto impegnativo, e il risultato è stato, almeno nella mia ottica, abbastanza soddisfacente e positivo. Ovviamente il mio alter ego dannatamente polemico ha reso spesso un poco spinosa la comoda seduta in aula magna, sulla quale mi sono girata e rigirata nelle ore di conferenze.

Alle volte ho dovuto mordermi la lingua, altre non sono riuscita a non alzare la mano per sostenere l’irrazionalità di un mondo di volontari che esclude in alcune occasioni chi ha a disposizione solo il proprio tempo e le proprie energie. Perché sì, frequentemente mi è apparso, cercando e sfogliando programmi di mobilità studentesca, che si cada nella pecca di rendere elitario un progetto che di per sè non dovrebbe mai escludere nessuno. Non capita sempre ovviamente, ma comunque più del dovuto. Chiusa questa amara parentesi ho potuto conoscere ragazzi che credono veramente in un cambiamento che parta dalle giovani leve e che possa sopperire al menefreghismo di troppe influenze mondiali. Un lavoro grande, enorme, che dovrebbe però pretendere molto di più: tutti noi studenti stiamo sperimentando sulla nostra pelle una fase di crescita cruciale e occorrerebbe valorizzare con più tenacia il tempo e la volontà di coloro che intraprendono una lotta tanto importante.

Intanto cerco di elaborare quest’esperienza dall’interno e mi pongo due obiettivi immediati. Occorre alzare la testa, e combattere la disinformazione che spesso rende noi giovani troppo schiavi dell’inerzia (link a fine articolo). Dopodichè c’è bisogno di scaldare la voce, ché è tempo di farsi sentire.

Link:

http://asvis.it/

Youthspeak 2018

https://aiesec.org/


Giulia Compierchio

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