TOP 10: LE USCITE CINEMATOGRAFICHE DEL 20154 min read

Amministratore | 21-01-2016 | Cultura - Locomocinema

Le dieci pellicole (secondo me) più valide distribuite nelle sale italiane nel 2015

1) LEVIATHAN di Andrey Zvyagintsev

Senza dubbio il miglior film dell’anno. Un èpos contemporaneo che concilia la mastodontica potenza drammatica della narrativa russa e quella allegorica dell’opera di Hobbes. Uno spaccato di vita tra quadretti di Putin e vodka liscia che è allo stesso tempo un’opera di sapiente denuncia politica (l’aggettivo “coraggiosa” ci sembrava superfluo) del potere corrotto nella Russia odierna.

 

 

2) BIRDMAN or The Unexpected Virtue of Ignorance di Alejandro Gonzàlez Iñárritu

Trionfo meritatissimo agli Oscar e scelte artistiche da cinema d’autore con la A maiuscola: solo 50 scene e lunghe magnifiche carrellate nei corridoi del backstage dell’opera teatrale di un Micheal Keaton mai stato così in forma, capace di fornire un’interpretazione solida e allo stesso tempo di fare satira sul ruolo dell’attore talentuoso, sempre pronto ad alzare la cornetta alla prima chiamata della Marvel.

 

 

3) INHERENT VICE -Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson

Dopo Iñárritu parliamo di un altro grande autore contemporaneo. Un figlio della stessa generazione di giovani cineasti tedofori del cinema di qualità ad Hollywood. Parliamo anche di un’opera minore di P.T.A (ma neanche così tanto) di sicuro molto sottovalutata quest’anno. Un neo-noir che si richiama a Lynch e a Fincher, con un Joaquin Phoenix magnetico e un’atmosfera accattivante, piacevolmente seduttiva e carica di ironia ed erotismo.

 

 

4) THE TRIBE di Myroslav Slaboshpytskiy

Per fare dell’ottimo cinema spesso le parole sono superflue. Al loro posto devono parlare le azioni. Ebbene in questo film ucraino non udirete una sola parola, anche se non siamo di fronte ad un film muto. La storia é ambientata in un collegio di sordomuti di una terra povera e sottoproletaria. Gli attori sono realmente sordomuti e, soprattutto, non sono attori. Il risultato è crudo e sorprendente.

 

 

5) MAD MAX -FURY ROAD di George Miller

Il fenomeno cinematografico più apprezzato dell’anno, inequivocabilmente il miglior action-movie degli ultimi dieci. Sin dal primo atto veniamo scaricati in vortice di azione e colori in cui tutto è portato al proprio limite. Ottimo e frenetico il montaggio, superbe anche regia e sceneggiatura, le quali, solo con l’uso delle immagini, impartiscono le regole chiare di un mondo strano e controverso ma coerente con se stesso.

 

 

6) “TAXI TEHERAN” di Jafar Panahi

Orso d’oro a Berlino e altro potente film di denuncia politica. Girato da Panahi clandestinamente in un taxi per scampare al divieto assoluto di scrivere, dirigere film e viaggiare all’estero impostogli dal governo iraniano. Oltre l’obiettivo della camera il ritratto fedele di un Iran che prova ad aprirsi alla modernità, ma che deve ancora crescere tanto come stato democratico.

 

 

7) EX-MACHINA di Alex Garland

Una science-star lavora in segreto in un laboratorio futuristico immerso nella natura rigogliosa, uno stagista vince una settimana con lui (e con la sua affascinante creatura). La svolta al clichè dell’intelligenza artificiale sta nell’aggiunta del tema sessuale-sentimentale che conferisce alla trama dinamismo e venature di profondità psicologica. Il resto lo fanno tre giovani promesse: Oscar Isaac, Alicia Vikander e Domhnaal Gleeson.

 

 

8) THE LOBSTER di Yorgos Lanthimos

E voi cosa fareste se foste rinchiusi in un hotel, costretti a trovare l’anima gemella entro 40 giorni, pena la trasformazione in un animale a vostra scelta? O meglio, quale animale scegliereste? Idea vincente in partenza. Film che, nonostante qualche lacuna e una seconda parte non all’altezza della prima, assume un tono schietto, grottesco e stampa sul viso un sorriso divertito e compiaciuto lungo due ore.

 

 

9) MUSTANG di Deniz Gamze Ergüven

Una storia toccante ambientata nelle periferie della Turchia che affaccia sull’Occidente, dove cinque giovani ragazze vivono in un’anacronistica condizione di reclusione, sottratte al mondo. La Turchia di Erdoğan sta facendo grossi passi indietro nella libertà di espressione e perciò questa pellicola è quantomai necessaria, tanto da aver indotto la Francia (nazione co-produttrice) a candidarla agli Oscar come film straniero.

 

 

10) THE MARTIAN di Ridley Scott

Una messa in scena precisa degli aspetti più tecnici e scientifici di un potenziale viaggio su Marte e ricercata nella rappresentazione di un’effettiva sopravvivenza in un ambiente così ostile. Storia ben sviluppata nel calarsi nella mediaticità moderna, molto attenta anche a rispondere a tutti gli interrogativi. A parte uno: quante volte dovremo sederci su una poltrona rossa sperando che qualcuno salvi Matt Damon?

 

di Angelo Farina


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