TERREMITI: LE FALSE CREDENZE SUGLI EVENTI SISMICI ALLE QUALI NON DAR RETTA4 min read

Alessandro Pisello | 31-10-2016 | Smonta la bufala

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La diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e la “socializzazione” del modo di fare giornalismo hanno sicuramente velocizzato il nostro modo di interagire tra di noi e ci hanno aiutato a sviluppare una coscienza mondiale che prima non apparteneva agli esseri umani.
D’altro canto, è stato aperto anche un terribile vaso di Pandora: pare che ad ogni catastrofe o evento di portata mondiale, tutti si sentano in dovere di polemizzare contro qualcosa o qualcuno anche se la conoscenza dell’argomento si limita ad aver letto qualche titolo di pseudoarticoli in pagine o siti che campano di click-baiting.
I nefasti avvenimenti degli ultimi giorni non hanno che rincarato la dose, se ne riportano di seguito diversi esempi con relativi tentativi di riportare calma e razionalità.

LUI LO SAPEVA! LO AVEVANO DETTO!!! HANNO FATTO FINTA DI NIENTE!!!
Lo stato della scienza odierna non ci permette di prevedere i terremoti.
Lo riscrivo: lo stato della scienza odierna non ci permette di prevedere i terremoti.
Chi vi parla di sciami sismici precursori o è ignorante o in malafede, l’Italia è situata in una zona sismicamente attiva ed ogni giorno si registrano decine di terremoti che sono precursori di niente.

HANNO ABBASSATO LA MAGNITUDO!!! NON CI VOGLIONO DARE I SOLDI!!!!
La definizione di Magnitudo Locale è il logaritmo in base dieci dell’ampiezza dell’oscillazione misurata da un sismografo normalizzata sulla distanza dall’epicentro.
La maggior parte delle persone che sostengono la teoria di cui sopra, probabilmente non saprebbe spiegare nulla di questa definizione, ma dall’alto del ventotto sudatissimo ottenuto al mio esame di geologia strutturale, proverò a spiegarlo: la definizione nasce dall’esigenza di classificare i terremoti in una scala “assoluta” laddove prima esistevano solo classificazioni di natura “relativa” (vedi scala Mercalli) che classificavano un terremoto a seconda dei danni che esso aveva provocato.
Perciò si decise che la caratterizzazione giusta di un terremoto fosse quella registrata a 100km di distanza dall’epicentro, ma ovviamente è molto improbabile che si misuri un terremoto esattamente a 100 km di distanza; vengono quindi applicate delle funzioni di normalizzazione che “aggiustano” il dato. Poi c’è il problema della definizione dell’ipocentro e dell’epicentro, insomma per farla breve ci stanno un sacco di variabili che sono soggette ad errore e più o meno tutti gli enti mondiali forniscono dati diversi. Si può osservare che INGV (l’ente nazionale che si occupa dei terremoti) in generale sottostimi gli eventi, e qualcuno tra gli addetti ai lavori sostiene che le stazioni “di posto”, cioè troppo vicine all’epicentro, non siano adatte a definire la magnitudo, ma da qui a vederci la malafede ce ne corre. Pare che l’ultima scossa misurata 6.5 da INGV e 6.6 dall’ente statunitense abbia messo a tacere tali voci.

IL METEO E IL RISCALDAMENTO GLOBALE HANNO CAUSATO IL TERREMOTO!!!
Proprio no. Per farla breve, i terremoti sono la conseguenza del moto relativo delle varie placche terrestri che si muovono sotto la spinta di moti convettivi del mantello. Praticamente in ogni catena montuosa è facile scovare le tracce di faglie che ci dicono che i terremoti sono sempre esistiti, essi sono una caratteristica del nostro pianeta con cui dobbiamo convivere.
Purtroppo la nostra memoria storica sembra essere molto breve e ogni terremoto che arriva pare essere una catastrofe totalmente inaspettata.

È STATO DIO CHE HA PUNITO LE NEFANDEZZE UMANE!/SONO STATE DISTRUTTE LE CITTÀ SIMBOLO DEL CONSUMO DI CARNE, GO VEGAN!
Non credo ci sia bisogno di spiegare qualcosa qui. Forse ci meritiamo l’ISIS.
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E quindi cosa possiamo fare?

Non sappiamo quando, ma più o meno sappiamo dove.
Da questa mappa pubblicata nel 2006 (quindi antecedente all’evento dell’Aquila) si nota come tutti i terremoti significativi degli ultimi anni siano avvenuti in zone ad alto rischio sismico. Questi dati sono assolutamente conosciuti dalle amministrazioni che quindi sanno se si trovano in zone ad alto rischio sismico. Quindi, ogni terremoto che provoca una strage è in realtà una catastrofe annunciata.
La vera colpa delle istituzioni è semmai quella di chiudere un occhio sulle precauzioni antisismiche delle costruzioni vecchie e nuove, soprattutto in zone semirurali dove magari c’è poca conoscenza.
La soluzione del problema è facile a dirsi: costruire una coscienza comune del pericolo, affinché ogni evento sismico non venga percepito come un’eccezione ma come quello che è in realtà: la normalità.
La conseguenza sarebbe un mondo felice in cui ogni edificio sia antisismico e in cui ogni terremoto non significhi per forza strage.
La stessa cosa vale, ad esempio, per il rischio idrogeologico in Liguria.
Purtroppo l’abusivismo edilizio è nemico della prevenzione, e quindi, dati i vizietti tutti italiani che ormai conosciamo, questa soluzione è ancora difficile ad attuarsi.


Alessandro Pisello

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