Terra dei Fuochi: un olocausto biologico5 min read

Amministratore | 25-03-2015 | Nazionale

Se ne parla molto, ma non abbastanza di quel pezzo di terra situato tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. 88 comuni, 1.335 siti, 970 ettari inquinati, 2.531 roghi tossici appiccati alle discariche abusive, è questa la Terra dei Fuochi. Da pneumatici usurati allolio esausto, dall’eternit al piombo, ma anche veleni industriali di ogni sorta, che dopo lincenerimento avvelenano il territorio e diventano parte del passato. Come risulta da numerosi studi epidemiologici ufficiali larea del napoletano-casertano è impregnata di diossina ed altre sostanze velenose, la cui presenza massiccia è censita fin dagli anni 90. E fu proprio in quegli anni che entrò in scena una figura chiave per la “scoperta” della Terra dei Fuochi: Carmine Schiavone, il boss che teneva l’amministrazione dei Casalesi, si pentì. Fu il primo a svelare i traffici del più potente clan camorristico e, soprattutto, a raccontare come e quando le province di Napoli e Caserta sono state trasformate in un’immensa discarica dove accogliere ogni tipo di rifiuto tossico.
Schiavone non fu un pentito qualsiasi, “la sua collaborazione fu fondamentale – racconta il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, che nel ‘93 raccolse le parole di Schiavone e sostenne l’accusa al processo – fu il primo esponente del clan che ha aperto uno squarcio sul sistema criminale creato dai casalesi e l’unico che davvero ci ha aiutato a capire una realtà in cui accanto alla forza militare c’era una rilevante forza economico-imprenditoriale.” Una forza economico-imprenditoriale che va ben oltre l’immaginazione!

Nel 1997, Schiavone depose alla commissione d’inchiesta sui rifiuti: “per l’immondizia entravano 100 milioni al mese, poi mi sono reso conto che il profitto era di almeno 600-700 milioni al mese. […] Dalla Germania arrivano camion che trasportano fanghi nucleari, arrivano in cassette di piombo da 500 […], fusti che contengono toluene, provenienti dalle fabbriche della zona di Arezzo e rifiuti che arrivavano da Massa Carrara, Genova, La Spezia, Milano. Vi sono molte sostanze tossiche come fanghi industriali, rifiuti di lavorazione di tutte le specie, tra cui quelli provenienti dalle concerie, dovrebbero esserci anche rifiuti radioattivi collocati in un terreno sul quale oggi vi sono i bufali e su cui non cresce più erba.” Quando gli fu chiesto di quante migliaia di tonnellate di rifiuti stesse parlando, Schiavone rispose così: “ma quale migliaia, qui si parla di milioni e milioni di tonnellate. Per bonificare la zona ci vorrebbero tutti i soldi dello Stato di un anno”. La conseguenza Schiavone la conosceva bene, già nel 1997: “gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno, rischiano di morire tutti di cancro entro 20 anni, avranno forse 20 anni di vita, non credo che si salveranno”. Ed aveva ragione, i dati parlano chiaro. Le esenzioni 048, quelle per i pazienti affetti da tumori, nel 2009 erano 111. Ora sono diventate 286. Questo dato si riferisce unicamente all’Asl di Napoli 3. Provate a farvi il resto dei conti. Ad Acerra, città di 55 mila abitanti, ha destato sconcerto e paura nella popolazione la circostanza che 4 bambini hanno contratto la medesima malattia, il medulo blastoma, una forma di tumore al cervello che per quanto molto diffusa, ha comunque un incidenza di 2 casi ogni 100 mila bambini. I tumori cerebrali sono le più comuni neoplasie solide dellinfanzia e sono la prima causa di morte per cancro nei bambini. Di solito si attribuisce “al destino” l’insorgere di questa patologia. Eppure in un recente studio scientifico internazionale pubblicato su Current Neurology and Neuroscience le cause vengono riportate ad alterazioni epigenetiche. Che come è noto sono molto sensibili agli stress ambientali.

Non è finita qui. Il Pcb, policlorobifenile, è una sostanza oliosa a grande stabilità chimica utilizzato per le condutture elettriche dellalta tensione. Nel 1983 è stata dichiarata sostanza illegale in Italia perché altamente tossica. È un cancerogeno certo, ovvero la semplice esposizione diretta è causa primaria di neoplasia. Anche per questo motivo smaltirla costa parecchio. Ed è per questo motivo che la criminalità organizzata si è subito buttata sullaffare. Il pentito di camorra Gaetano Vassallo ha raccontato di aver spalmato come ammendante nelle campagne migliaia di tonnellate di Pcb. I camion di Gomorra Spa percorrevano la statale 162 che attraversa tutta la regione da Acerra (appunto) al litorale Domizio. Ad ogni svincolo “libero” da testimoni scomodi, uscivano e sversavano. Guarda caso oggi lungo il tragitto di questa strada si concentra il maggior numero di discariche abusive e i più alti picchi di incidenza tumorale e mortalità.

Così, ad un anno dall’approvazione della legge sulla Terra dei Fuochi, siamo ancora al punto di partenza. NULLA è stato fatto per dare garanzie e sicurezza ai cittadini. Di quei 10 milioni destinati alla bonifica e al controllo dei territori inquinati, 9,7 sono stati investiti per l’EXPO, il cui tema è NUTRIRE IL PIANETA. Alla luce di quanto detto finora, vi sembrano tollerabili le affermazioni della Ministra Lorenzin, firmataria, insieme al ministro delle politiche agricole e quello dell’ambiente, del decreto sulla Terra dei Fuochi? Questa donna ha avuto il coraggio di sostenere che l’aumento di patologie tumorali, malformazioni, aborti, allergie ed infertilità sia una conseguenza dello scorretto stile di vita dei Campani. Cara Ministra, i bambini che muoiono di leucemie e tumori, di certo non bevono alcol e non fumano sigarette. Venga a farsi un giro dalle nostre parti e poi vedremo quali sono le vere cause di questo “biocidio”.

P.S. Schiavone è morto stroncato da un infarto. Come lui, anche Federico Bisceglia, PM della Terra dei Fuochi, è morto, ma in un incidente stradale. Due morti significative, avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Mi risulta molto difficile credere al caso.


Amministratore

Descrizione non presente.