MAFIA, TELEJATO NON SI FERMA7 min read

Amministratore | 07-12-2014 | Senza categoria

Una toccante testimonianza dellamico Nicola Capizzi, ex militante della Sinistra Universitaria-UDU di Perugia, che lavora a fianco di Pino Maniaci, sugli atti intimidatori recentemente subiti dal direttore dellemittente di Partinico, in provincia di Palermo.

Nicola oggi vive a Perugia ma, siciliano dorigine, da molto tempo collabora con il telegiornale Telejato e ne conosce bene il responsabile, Pino Maniaci, che tutti i giorni a suon di nomi e cognomi denuncia i colpevoli delle attività mafiose.
Sono dei giorni scorsi, purtroppo, le notizie di due gravi atti intimidatori contro Pino Maniaci stesso, lultimo e il più grave dei quali è la vile uccisione dei suoi due cani, Billy e Cherie. Nicola, che ha fatto da tramite tra Perugia e Telejato in questi anni, oggi ci regala la sua testimonianza.

 

Vi racconto una storia, una storia damore. Vi racconto la storia di un lui ed una lei che vivevano insieme, e della loro famiglia. Vi racconto una storia che finisce in tragedia. No, tranquilli, nulla a che vedere con Shakespeare e con Verona. E soprattutto nulla di inventato. È la storia di due cani, Billy e Cherie. La cui unica colpa è stata quella di non avere colpa. Perché lunica colpa, in questa amara vicenda, è attribuibile solo a chi, infinitamente meschino, ha deciso di porre fine alla loro esistenza e allamore che provava per loro la famiglia che li ha adottati. Sì, adottati. I cani sono membri della famiglia e se qualcuno di voi vive con uno di loro, capisce bene cosa intendo.

Una storia questa che intreccia malaffare, sangue, mafia e una famiglia che della legalità ha fatto ragion dessere. È la storia di Telejato, della famiglia Maniàci, dei loro Billy e Cherie.

Pino, Telejato, la sua famiglia. Vi parlo adesso, seppur brevemente (troppo brevemente mio malgrado), della storia dellemittente televisiva Telejato e del suo direttore, Giuseppe Maniàci. Giuseppe Maniàci, Pino per gli amici, è un uomo che vive in un paese in provincia di Palermo, Partinico. Ha tanti amici, un lavoro da direttore del TG in una TV locale, una meravigliosa famiglia sempre al suo fianco. Tutto in regola insomma. O almeno così sembra. Se non fosse che lui ha deciso di dedicare la sua professione alla lotta al malaffare, e la sua famiglia di seguirlo nella sua missione. In Sicilia, quando si parla di criminalità, non si può non parlare di mafia. La questione è come ne parli. Pino, a differenza di tanti altri, non si è mai dispensato dal fare i nomi e i cognomi di chi cerca di piegare un intero popolo ai propri piedi. Il suo popolo. Il popolo siciliano. Grazie alle inchieste e ai servizi mandati in onda, molti uomini (uomini si fa per dire) donore (anche onore, si fa per dire) sono stati condotti in quello che Pino definisce “il loro habitat naturale”, le patrie galere. Tutto questo però ha il suo prezzo. Un prezzo alto, a volte insostenibile. Non è facile ricordare il numero delle lettere intimidatorie inviate a Pino e alla sua famiglia, le auto date alle fiamme, le gomme tagliate, i parabrezza sparati. In tutto questo, va annoverato anche un tentativo di strangolamento miracolosamente sventato. Quella volta Pino se lè davvero vista brutta. Quando la figlia Letizia lo andò a trovare in ospedale, le disse che forse era arrivato il momento rallentare un po. Almeno fino a quando le acque non si fossero calmate. Perentoria fu la risposta di Letizia: “non ti preoccupare pà, tu riposati. Adesso vado in televisione e ci penso io a questi pezzi di merda”.

Se Pino è la voce di Telejato, Letizia ne costituisce gli occhi. Due occhi azzurri e profondi come il mare che abbraccia la Sicilia. Oltre a Letizia, che si occupa delle riprese e del montaggio, cè il resto della famiglia. Gianni e Simona che stanno alla regia e mamma Patrizia che si occupa del resto.

Durante lanno molti sono i giovani che decidono di venire per qualche giorno a Partinico per dare una mano e vivere una grande esperienza. La famiglia Maniàci non è mai sola. Nel corso degli anni tanti sono i stati i figli “adottati”. Tanto era lamore che questa famiglia aveva da dare, che ha deciso di prendere con sé anche due amici a quattro zampe: Billy e Cherie.

Billy e Cherie. Billy e Cherie erano due cani bellissimi (ammesso che esistano cani brutti) che Pino e la sua famiglia hanno tolto dalla strada. Cherie dormiva in un recinto e il resto del tempo lo passava il libertà. Billy era invece uno spirito libero, molto affezionato al suo padrone. Dormiva sotto il portone della redazione, faceva la guardia. Ma non al suo territorio, come è solito per un cane, ma al suo amico Pino. Lo accompagnava tutte la volte che arrivava in televisione, dalla macchina al portone e dal portone alla macchina quando andava via. Gli correva dietro per un pezzo di strada, come se la pattuglie dei carabinieri che lo scortano ogni giorno non bastassero.

Una volta scortò anche il mio amico Danilo. Anche lui collabora con Telejato e una volta si trovò a fare un servizio sul randagismo a Partinico. Telecamera in spalla, iniziò a seguire un branco di cani che si dirigeva verso il centro cittadino. Billy lo ha accompagnato per tutto il tragitto e fino al ritorno. Immagino cosa avrà pensato: “Non mi piace che Danilo vada dietro a quei brutti ceffi, che per altro stazionano sempre davanti la redazione tutte le volte che la mia Cherie va in calore. Meglio accompagnarlo”. Poi Cherie. La prima arrivata. La fimminedda da coccolare. Chiunque avesse qualcosa da mangiare in mano non poteva che dividerlo con lei. Impossibile resistere al suo sguardo languido. Una sua taliata e ti scioglievi. Vivevano insieme Billy e Cherie. Condividevano la ciotola dellacqua, quella del cibo e le carezze. Cherie era così golosa di coccole, che quando arrivava qualcuno, a volte Billy si faceva da parte per lasciarle tutte a lei. Billy voleva bene a Cherie.

Purtroppo su qualcuno i loro occhi non hanno avuto effetto. Li hanno presi e ammazzati barbaramente. Non contenti del vile gesto li hanno appesi ad un palo, luno di fronte allaltra, come carne da macello. Una barbarie indicibile.

Vorrei averli davanti questi schifosi. Vorrei chiedergli come si fa a uccidere due esseri così innocenti. Con quale ferocia si può compiere un atto così infame. Facile prendersela con chi è buono, possibilmente Billy e Cherie hanno pure scodinzolato quando li hanno visti. Erano due cani mansueti loro. Ma cosa vi aspettavate, che Pino e la sua famiglia si sarebbero arresi davanti a questo atto intimidatorio? Che non avrebbero fatto di tutto affinché i bastardi (bastardi non sono mai i cani, ma quegli uomini che si macchiano di tali crimini) artefici di questo vile gesto non venissero consegnati alla giustizia?

La storia damore tra Billy, Cherie e la famiglia Maniàci è stata così brutalmente interrotta. Da quanto emerge, i pezzi di merda autori di questo delitto, hanno agito nella notte. Ma le indagini sono in corso e sono fiducioso, anzi sicuro, che questi balordi finiranno in galera.

La cosa che mi conforta e mi da coraggio di andare avanti è il calore che Perugia non sta facendo mancare alla famiglia Maniàci. I ragazzi dellUdu Perugia e quelli della Rete degli Studenti di Perugia si sono incontrati per registrare e inviare dei video di sostegno a Pino e alla sua famig
lia. Hanno lanciato la campagna a sostegno di Telejato #TELEJATONONSIFERMA. Tutto questo mi fa ben sperare. Mi dice che anche qui a Perugia le coscienze si stanno svegliando. Più volte Pino ha partecipato a manifestazioni organizzate dai ragazzi portando la sua testimonianza. Ma cè ancora tanto da fare. Ndrangheta, Cosanostra e Camorra nel Centro Italia fanno affari doro. Ormai la mafia non ha più confini. Bisogna parlare di mafia, perché non è qualcosa che riguarda solo una parte dello Stivale. Ecco perché linformazione, unica arma di Telejato, è lo strumento più forte in grado di contrastare il sistema mafioso. È necessario che la lotta alla criminalità organizzata entri nei primi posti dellagenda di chi amministra.

Spesso però si gira la testa dallaltra parte. Meglio farsi gli affari propri, meglio non vedere. Daltronde, occhio non vede cuore non duole. Ma se il cuore si ferma, gli occhi non vedranno più nulla.

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Tutte le ragazze e i ragazzi dellUDU-Perugia e della redazione de La Locomotiva vogliono essere vicini a Pino, alla sua famiglia, a Telejato e a coloro che ogni giorno si battono contro la criminalità organizzata in tutto il nostro Paese.
Forza Pino e forza Telejato! Siamo tutti con voi!

Questo è il link al video-messaggio realizzato da Nicola assieme ad alcuni di noi: https://www.youtube.com/watch?v=Vl2i9DFQiss

#TELEJATONONSIFERMA


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