Spazio Antifascista4 min read

ANPI - Sez. Studentesca di Perugia | 06-03-2018 | Attualità

immagine Spazio Antifascista4 min read

Da oltre un anno a questa parte, la cosiddetta “questione antifascista” è riemersa in maniera dirompente nel dibattito pubblico nazionale. Tra l’attentato di Traini e gli scontri in varie città d’Italia, si respira un’atmosfera e un clima di tensione sociale che paiono simili a quelli degli anni ’70.

In particolare, sempre nello stesso lasso di tempo, la nostra città è stata suo malgrado protagonista di episodi di fascismo duro e puro: a partire da manifestazioni di piazza fino a giungere a ben note aggressioni. Potremmo in realtà ricondurre lo sdoganamento di questi fenomeni, almeno a livello territoriale, a quando la neoeletta amministrazione del Sindaco Andrea Romizi si ritrovò gioiosamente in piazza sulle delicate note di “Partigiano Vattene Via”, come riportano svariate testimonianze di nostri tesserati presenti in zona, per poi passare gli anni successivi ad ignorare un problema che diveniva sempre più ingombrante.

Poco più di un anno fa rinnovava ad Elce la propria sede Casapound, per poi annunciare la propria venuta mesi dopo con un corteo di condanna “Contro immigrazione e degrado” presso Ponte San Giovanni. Mesi dopo l’approdo di Forza Nuova, con sede in Viale Roma. Il tutto coronato dall’affissione della targa “Macerata non è che l’inizio” sul quadro di Paolo Vinti in via della Viola, in chiaro riferimento all’attentato di matrice fascista avvenuto pochi giorni prima, e l’aggressione a Ponte Felcino dei due militanti di Potere al Popolo.

Non ci sono parole per descrivere l’ingresso a Perugia di forze politiche che fanno della violenza prassi e che si rivedono in modelli che la nostra città e cittadinanza hanno sempre rigettato. Non ci sono parole per giustificare la concessione di spazi a forze di questa natura. Bisogna a questo punto domandarsi che risposte e che pratiche applicare per l’estinzione di fenomeni di questo genere.

Per fortuna la risposta di cittadinanza, amministrazioni e corpi intermedi non si è fatta attendere: sia per il corteo di Casapound presso Ponte San Giovanni che per l’inaugurazione della sede di Forza Nuova, le associazioni di quartiere hanno rilasciato comunicati stampa in cui ripudiavano la presenza di associazioni a stampo fascista nelle proprie vie. Per ognuno dei gravissimi atti che hanno colpito la nostra città, manifestazioni partecipate e vive hanno invaso le vie ed i quartieri, dal centro fino alle periferie.

La sera del 27 Febbraio, stesso giorno dell’inaugurazione della sede di Forza Nuova, presso la sala “CULT” dell’Università degli Studi di Perugia, realtà associative della città si sono ritrovate per elaborare in maniera collegiale strategie e pratiche a lungo termine per far sì che queste forze non trovino ulteriore terreno fertile nel territorio.

Il consiglio regionale dell’Umbria aveva approvato, la stessa mattina del 27, la mozione del consigliere Solinas che impegna la Giunta regionale a sollecitare i Comuni della Regione affinchè adottino atti necessari in relazione alla concessione di spazi pubblici, coerenti con i principi costituzionali e di ripudio del fascismo e del nazismo. Per la prima volta in Italia una Regione approva una mozione di indirizzo politico rivolto a sensibilizzare le Amministrazioni Comunali affinché adottino strumenti e procedure atti a difendere gli spazi pubblici da un uso contrario ai principi della Carta Costituzionale da parte di organizzazioni fasciste. Provvedimento affine era già stato preso dal Comune di Marsciano, mentre uno uguale verrà presentata al Comune di Perugia.

E’ proprio questo il punto a cui vuole giungere questo breve articolo: oltre alle risposte di piazza ed alle risposte culturali, la chiave di volta del problema sta negli spazi, intesi come sia fisici che sociali. Il processo politico che può portare alla fine dell’incubo fascista parte da percorsi trasversali e associativi: parte dai servizi e dalle buone pratiche che ogni partito ed associazione deve portare nelle strade e nelle stanze delle proprie città e quartieri, passando per il non permettere che chi ripudia la democrazia possa ottenere democraticamente degli spazi pubblici. Non concedere spazio a chi vuole toglierlo al prossimo è dovere etico e costituzionale di chiunque si reputi democratico ed antifascista. Recuperare le periferie ed i luoghi di aggregazione, sostenere i corpi intermedi e sciogliere e combattere legislativamente chi pretende voce rinnegando i principi costituzionali. In un’epoca in cui l’individualismo regna sovrano, in cui corpi di stampo fascista alzano la testa con arroganza per sottrarre voce al dibattito, solo una risposta collettiva può essere abbastanza forte da contrastare questo fenomeno. Riprendiamoci gli spazi, le nostre vie ed i nostri quartieri. Collegialmente e democraticamente. In sostanza, da antifascisti.


ANPI - Sez. Studentesca di Perugia

ANPI - Sez. Studentesca di Perugia

Descrizione non presente.