Snowden – Una storia che interroga tutti3 min read

Enrico Guarducci | 26-11-2016 | Cultura - Locomocinema

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Il progresso tecnologico negli ultimi venti anni ha subìto una accelerata incredibile sotto tutti i punti di vista, siamo ormai adagiati in una bolla di comodità, di comunicazoni immediate e veloci, di social network e di informazioni fruibili da tutti. A quale prezzo però?
Oliver Stone, regista già vincitore all’Academy, firma un film che racconta la vita dell’uomo che forse per primo e sicuramente più di tutti ha sollevato questo interrogativo negli ultimi anni. Un uomo che ha perso tutto guadagnando però l’onore di aver svegliato le coscienze di miliardi di persone nel mondo. Questo uomo è Edward Snowden.
Nato e cresciuto negli Stati Uniti e ultimo di una famiglia legata all’ambiente militare, Edward (interpretato da un bravissimo Joseph Gordon-Levitt) è un tecnico informatico che per anni ha svolto lavori di primo piano all’interno dell’Agenzia per la sicurezza Nazionale e della CIA fino al 2013. Nel Giugno di quell’anno infatti ha rivelato al mondo diverse informazioni sui programmi di intelligence segretati, tra cui il programma di intercettazione telefonica tra Stati Uniti e Unione Europea riguardante i metadati di tutte le comunicazioni. In sostanza, Edward, ha rivelato al mondo che per scopi più o meno legittimi il Governo degli Stati Uniti d’America controlla le comunicazioni con qualsiasi contenuto di una quantità spropositata di cittadini americani e non, violando tutte le più basilari regole sul rispetto della privacy e della vita privata.
Il film di Stone racconta tutta la vita di Edward da quando era recluta nell’esercito fino ai giorni odierni in cui è il ricercato numero uno tra i non terroristi, passando per gli amori, i problemi, e le malattie che ha dovuto affrontare. Da fervente Repubblicano amante incorruttibile della patria a protagonista della più grande rivelazione sui modi operativi ben poco ortodossi dell’intelligence americana. Un film dalla doppia valenza dunque: interessante perché racconta dal punto di vista tecnico a cosa siamo sottoposti tutti i giorni, i controlli e le intrusioni che subiamo senza esserne a conoscenza, le nostre comunicazioni, le nostre videochiamate, le nostre foto inviate, che potrebbero essere visionate in qualsiasi momento da un qualunque funzionario statunitense. Emozionante ed interrogativo perché raccontando come Edward si sia convinto ad uscire allo scoperto pone il grande interrogativo anche a noi: siamo disposti a pagare questo prezzo? Siamo disposti ad essere di tanto in tanto spiati e intercettati per salvaguardare quella che apparentemente è la sicurezza del mondo occidentale?
Una questione certamente complessa, che se si risolve in un totale e completo appoggio a Snowden in relazione al modo in cui è stato trattato dal suo governo che lo ha sostanzialmente rinnegato e gli impedirà a lungo di spostarsi da Mosca dove è rifugiato, non del tutto chiusa e priva di diverse posizioni lo è per quanto riguarda la bilancia dei costi e dei benefici. Libertà, sicurezza, privacy, antiterrorismo: come una bilancia dalle molte braccia che difficilmente trova equilibrio, così questi aspetti delle nostre vite hanno bisogno di peculiari riflessioni e azioni affinché trovino ognuna il proprio spazio.
Per Edward la bilancia era troppo sbilanciata, fino al punto di volerlo rivelare al mondo perdendo quasi tutto di sé. Grazie a questa pellicola capiremo le sue ragioni e anche noi potremo darci una risposta: accettiamo o no quello che Snowden ha rifiutato ad un livello così alto dell’espressione “categoricamente”?

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Enrico Guarducci

Enrico Guarducci

Studente di Giurisprudenza atipico. Appassionato della Città di Perugia, di Cinema e di Sport, curo la rubrica Locomocinema sulle nuove uscite in sala e la rubrica Locomotiva Biancorossa sulle imprese del Grifo. «Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi»