SMONTA LA BUFALA#26 min read

Amministratore | 17-03-2016 | Smonta la bufala

Chiamatemi ellaOne

Pillola dei 5 giorni dopo? Pillola abortiva? Pillola contraccettiva? “Panacea” di tutte le gravidanze indesiderate? Cos’è, ma soprattutto, cosa non è ellaOne.

a cura del Segretariato Italiano Studenti Medicina – sede locale di Peruga

Pur prendendo tutte le precauzioni del caso, di imprevisti, durante un rapporto sessuale, ne possono capitare. Ora, non per tirarti sfiga, ma se domani ti si rompesse il preservativo sapresti cosa fare per non finire in sala parto senza passare dal Via? Dal momento che ogni donna è libera di scegliere come, quando e se diventare madre, è importante avere chiare tutte le opzioni a disposizione per gestire le possibili conseguenze di un rapporto non protetto o del fallimento di altri metodi contraccettivi.
Parliamo dunque della “nuova” pillola (in realtà in commercio dal 2008), oggi sotto i riflettori a causa delle nuove indicazioni di distribuzione promosse dal Ministero della Salute; stiamo parlando di ellaOne (ulipristal acetato – 30mg, per gli amici). Commercializzato in Italia già dal 2011 – con ricetta medica e test di gravidanza negativo alla mano – da maggio 2015 EllaOne è diventato, per le maggiorenni, un farmaco da banco quindi acquistabile senza l’obbligo di prescrizione.
Questo farmaco si è guadagnato diversi soprannomi, talvolta fuorvianti; vediamo di chiarire qualche dubbio.

Pillola Abortiva?
Innanzitutto sarebbe bene chiarire la differenza tra contraccezione d’emergenza e aborto.
Con contraccezione d’emergenza, o contraccezione post-coitale, ci si riferisce a “metodi di contraccezione che possono essere usati per prevenire una gravidanza nei primi giorni dopo il rapporto. Essa è prevista per un utilizzo d’emergenza in seguito a rapporti non protetti, fallimento o uso improprio di contraccettivi (come pillole dimenticate o preservativi rotti), stupro o sesso non consenziente” (definizione OMS). Tutti i contraccettivi d’emergenza infatti possono solo prevenire e non interrompere una gravidanza già in atto.
L’aborto invece prevede l’interruzione della gravidanza, che ha inizio quando l’ovulo fecondato si impianta con successo nell’endometrio uterino. Sono dunque considerati abortivi quei meccanismi, sia fisici che chimici, volti a provocare il distacco dell’embrione dall’endometrio.

Genesi di una gravidanza: circa a metà del ciclo mestruale, una donna “ovula” (il suo ovaio espelle l’ovulo prescelto per essere fecondato). L’ovulo entra nelle tube e si dirige verso l’utero. In questo percorso potrebbe incontrare uno spermatozoo (chissà come c’è finito lì…) ed eventualmente essere fecondato: lo spermatozoo entra nell’ovulo, si uniscono i patrimoni genetici e la cellula risultante viene chiamata zigote. A questo punto l’ovulo fecondato entra nell’utero dove può impiantarsi nella parete e iniziare a crescere.
Questo breve excursus perché? Innanzitutto per spiegare dove agiscono sia l’ulipristal acetato che il levonorgestel: lulipristal acetato è un principio attivo in grado di interferire con i recettori per il progesterone, ormone responsabile dellovulazione mentre il levonorgestel è un farmaco progestinico. Entrambi agiscono bloccando o ritardando l’ovulazione e quindi impedendo o ritardando lincontro tra ovulo e spermatozoi che porta alla fecondazione dell’ovulo.
Ad alcune di voi potrebbe essere capitato di incontrare farmacisti che, professandosi obiettori di coscienza, si rifiutassero di vendere la pillola del giorno dopo (Norlevo), o quella dei 5 giorni dopo (EllaOne).

Epic fail n°1: ad oggi, ai farmacisti non viene legalmente riconosciuta la possibilità di appellarsi all’obiezione di coscienza, diritto riservato invece ai professionisti sanitari dall’art. 9 della legge 194.
Epic Fail n°2: alla base di questo rifiuto c’è l’idea che queste pillole possano agire oltre che ritardando l’ovulazione (no ovulo, no parto!), anche alterando l’endometrio uterino per renderlo inadatto all’impianto dell’ovulo fecondato. Attorno a questo punto si gioca un vivace dibattito che vede i pro-vita chiamare queste pillole assassine perché impedirebbero l’impianto “della nuova vita, prodotto della fecondazione” e quindi il suo sviluppo in essere umano; dall’altro lato troviamo una comunità scientifica che non riesce a proporre definizioni universalmente condivise di termini essenziali per i dibattiti bioetici (embrione umano, aborto, fecondazione, inizio di vita umana). Anche la letteratura scientifica al momento non produce risultati univoci che spieghino gli effetti di questi farmaci.

Studi condotti in vitro dimostrano chiaramente che EllaOne e Norlevo non hanno nessun effetto anti-annidatorio (contro l’impianto dell’ovulo fecondato), tuttavia la letteratura scientifica circa questo possibile effetto in vivo è ancora limitata e talvolta contrastante. Per quanto riguarda la Norlevo, in commercio da molto più tempo esistono molti studi che escludono l’effetto anti-annidatorio e sia la Federazione Internazionale di Ginecologi e Ostetrici (FIGO) che l’Agenzia Europea del Farmaco hanno garantito che il farmaco non impedisce l’annidamento dell’ovulo fecondato. Per quanto riguarda l’ulipristal acetato invece ci sono studi che dimostrerebbero un’azione a livello uterino che potrebbe rendere difficile l’impianto,, tuttavia sembrerebbe che le basse dosi di principio attivo contenute in EllaOne non abbiano effetti inibitori sullattecchimento dellovulo fecondato. In ogni caso, sebbene la maggior parte degli studi escludano la capacità di questi farmaci di impedire l’impianto o di avere effetti sull’embrione già impiantato, ulteriori ricerche sono necessarie per comprenderne pienamente la farmacodinamica.
Tra i contraccettivi di emergenza, ellaOne è lultimo farmaco messo in commercio, ma non lunico; sebbene infatti risulti comunque più efficace del Norlevo (la cui percentuale di insuccesso è del 2,15% contro l1,36% per lUlipristal acetato), il contraccettivo di emergenza più efficace rimane la spirale al rame (IUD-Cu), che interferisce con la motilità e la vitalità degli spermatozoi, impedendo la fecondazione o limpianto dellovulo fecondato, provocando una lieve reazione infiammatoria che modifica la parete uterina. Questo tipo di contraccettivo necessita comunque di una visita ginecologica per linserimento del dispositivo e la sua successiva rimozione. EllaOne è per questo considerato al momento il contraccettivo di emergenza di elezione per buona efficacia e facile reperibilità.

Pillola dei 5 giorni dopo?
Il nome di “pillola dei 5 giorni dopo”, il più utilizzato, è a nostro parere fuorviante. Si deve al fatto che il medicinale deve essere assunto entro e non oltre le 120 ore dal rapporto a rischio ma è importante ricordare che l’efficacia diminuisce con il passare delle ore quindi non è il caso di prendersela troppo comoda! Se siete tentate di rimandare all’ultimo minuto (co
me si fa con il pagamento delle bollette o delle tasse universitarie) ricordatevi che in questo caso si rischia ben più che una piccola mora!

“Panacea” di tutte le gravidanze indesiderate?
La contraccezione di emergenza non è sempre efficace: si stima che su 100 donne che assumono ellaOne, in circa 2 casi si verifica una gravidanza, motivo per cui, in seguito alla sua assunzione, è sempre opportuno effettuare un test di gravidanza. É importante che eventuali gravidanze insorte nonostante l’assunzione di ellaOne vengano segnalate dalla stessa paziente o dall’operatore sanitario quando se ne conoscerà lesito (ad esempio, se il bambino è nato oppure se ha scelto di interrompere la gravidanza o ha avuto un aborto spontaneo) in un apposito registro di gravidanze on line ( www.hra-pregnancy-registry.com). Ovviamente tutti i dati raccolti rimarranno anonimi. Va inoltre sottolineato che ellaOne evita che si instauri una gravidanza ma, nel caso in cui questa si sia già instaurata, non avrà effetto. Non vi sono prove, infine, che ellaOne influisca negativamente sulla gravidanza e sullo sviluppo fetale, qualora si decidesse di portarla avanti.

Pillola anticoncezionale regolare?
EllaOne, essendo un contraccettivo di emergenza, deve rappresentare un’opzione aggiuntiva da utilizzare nei casi di rischio, di emergenza appunto. Per scongiurare il rischio di una gravidanza indesiderata è opportuno ricorrere ad una contraccezione programmata da scegliere insieme al ginecologo in base alle proprie esigenze personali. Di metodi ce ne sono davvero tanti: il preservativo, la pillola contraccettiva, l’anello vaginale, il cerotto a rilascio ormonale, i dispositivi intrauterini (spirale con rame o ormoni) e altri ancora, ognuno con i suoi pro e i suoi contro.


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