Se il nazifascismo non è più il “male assoluto”2 min read

Tancredi Marini | 22-12-2014 | Internazionale

Negli ultimi giorni di novembre la Russia ha presentato all’ONU una mozione che condanna i tentativi di glorificazione dell’ideologia nazista e la conseguente negazione dei crimini di guerra attribuibili allideologia stessa, compreso l’Olocausto. La mozione è passata con 115 voti favorevoli, 3 contrari e 55 astenuti.
Il risultato ideologico invece è stato disastroso per l’occidente: Stati Uniti, Canada e Ucraina sono stati i tre votanti contrari e quindi contrari alla condanna del nazismo. I Paesi dell’Unione Europea invece, quindi anche l’Italia e la Germania figlie ferite della ferocia nazifascista, si sono astenuti e l’unico Paese dell’attuale “blocco occidentale” a votare favorevole è stato Israele, lo Stato ebraico che, con tutte le sue contraddizioni, è pur sempre nato dall’Olocausto.

Perché il cosiddetto “blocco occidentale” ha votato in questa maniera?

 

La scelta è dovuta ad un’applicazione scellerata della realpolitik: la necessità di contrastare la politica russa ed essere vicini al nuovo governo di estrema destra ucraino distrugge tutto il fattore valoriale che una mozione di condanna al nazismo porta con sé. L’etica viene messa da parte dai Paesi occidentali e democratici che su quell’etica fondano le loro costituzioni e i loro stessi governi.
Il nazifascismo è stato definito “male assoluto” e la battaglia per sconfiggerlo ha unito popoli nel nome della democrazia e del rispetto dell’uomo. Oggi invece i valori vengono scansati, il mondo in guerra per la spartizione di potere e ricchezze non ha più la necessità di difendere la libertà e l’uguaglianza vestendo d’ideologia questo tipo di battaglia.

Non è ammissibile che la condanna al nazifascismo cada in un limbo di ambiguità dovuto all’opportunità.
I ministri degli esteri europei e in prima linea la nuova Lady Pesc, il cosiddetto ministro degli esteri della UE, la renziana Federica Mogherini dovrebbero prendere in mano la situazione e riequilibrare questo inaccettabile passaggio della storia. La condanna al nazifascismo deve restare un punto fermo del mondo che continua a considerarsi democratico e figlio della liberazione dalle catene create da Hitler e Mussolini.
Se il governo di Kiev, già fin troppo schierato sull’ideologia nazifascista, si trova ad essere in disaccordo con il profondo valore di questa mozione è chiaro che gli altri paesi dovranno porsi qualche domanda sulla qualità delle proprie alleanze.

L’antifascismo resta un valore universale a cui gli Stati democratici dovrebbero rimanere legati indissolubilmente, senza porsi limiti dovuti alla convenienza politica o economica. La memoria passa dalla continua condanna dell’orrore, della brutalità e delle violazioni di ogni diritto che nazismo e fascismo portarono come simbolo del loro potere nella distruzione che la seconda guerra mondiale portò all’Europa.
Una società che cresce non può dimenticare i valori conquistati in un passato oscuro, restiamo umani e restiamo antifascisti.

Qui sotto il registro del voto della mozione all’ONU: la Y sta per Yes, la N per NO e la A per Abstain.


Tancredi Marini

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