Sclerosi Multipla: una speranza “Made in UNIPG”2 min read

Raffaele Brilli | 16-10-2017 | Sui Binari della Scoperta

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Non c’è bisogno di fare premesse sul dramma della Sclerosi Multipla e di quale sia il suo impatto sulla vita di chi ne è colpito. Quel che vogliamo presentare, al contrario, è un risvolto promettente nella lotta alla malattia attraverso lo sviluppo farmacologico. E con orgoglio evidenziamo che tale sviluppo è targato proprio “Università degli Studi di Perugia”.

Il lavoro condotto dalla squadra ha portato alla progettazione di un nuovo farmaco che disporrebbe della capacità di ridurre le risposte autoimmunitarie e infiammatorie che costituiscono la radice della sintomatologia e della persistenza della malattia nei pazienti. Il meccanismo d’azione alla base della terapia consiste in un potenziamento dell’attività di IDO 2.0, un enzima di importanza cruciale nel controllo delle difese immunitarie che, nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla, si trova in quantità deficitarie.Il team europeo dietro queste ricerche è presieduto direttamente dalla professoressa Ursula Grohmann, in carica al Dipartimento di Medicina Sperimentale, e dal professor Antonio Macchiarulo, del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche.

Grazie a questo ambizioso progetto l’Ateneo ha ottenuto, per la prima volta dalla sua fondazione, il “Proof of Concept”, un illustre e consistente finanziamento alle ricerche sperimentali concesso dall’European Research Council. Per mezzo di questi fondi gli scienziati potranno passare dalla teoria alla pratica, svolgendo le prime prove di somministrazione ai pazienti e, in caso di esito favorevole, compiere la prima fase di commercializzazione.
“In questo progetto teniamo in considerazione tutti gli aspetti funzionali di IDO, sia quelli di carattere catalitico che quelli di segnalazione. Ci aspettiamo che un simile approccio ci possa permettere di acquisire ampia conoscenza sull’enzima, che costituisce la chiave per modellare terapie innovative per malattie tumorali ed autoimmuni”, dichiara la professoressa Grohmann al riguardo.

IDO

Schema rappresentativo del funzionamento di IDO nelle cellule tumorali.

È bene non dimenticare che questo non consiste nell’unico successo di risonanza internazionale ottenuto dalla professoressa Grohmann, che ha infatti ricevuto il riconoscimento di Top Italian Woman Scientist per la carriera e l’elevato numero di citazioni in articoli scientifici nel campo biomedico. Una ragione di prestigio quindi non solo per la nostra Università, ma anche per il ruolo della donna nell’ambito della ricerca scientifica.

Al seguente link è possibile consultare il paper completo, pubblicato su Researchgate:
https://www.researchgate.net/publication/313832492_DIDO_-_Innovative_drugs_targeting_IDO_molecular_dynamics_in_autoimmunity_and_neoplasia_-_ERC

 


Raffaele Brilli

Raffaele Brilli

Entra nella redazione nel 2017 come responsabile tecnico della piattaforma online del giornale. Studente di Ingegneria Informatica ed Elettronica, nel tempo libero si diletta nel web writing e nel web design. Le sue passioni spaziano dalla scienza alla letteratura, dall'alta tecnologia alla musica.