Rogue One – Uno stupendo spin-off canonico2 min read

Enrico Guarducci | 16-12-2016 | Cultura - Locomocinema

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C’era chi aveva paura che la Disney avrebbe definitivamente rovinato l’esperienza Star Wars. C’era chi temeva che uno spin-off in quanto non canonico sarebbe stato un film scialbo e poco spettacolare. E invece Rogue One è un incredibile, stupendo, inaspettato capolavoro. Le vicende del film si pongono a cavallo tra Episodio 3 ed Episodio 4 e narrano le vicende che hanno portato al furto dei piani di costruzione della temibile Morte Nera, l’arma micidiale dalla forma e dimensione di un piccolo pianeta, costruita dall’Impero per soggiogare la galassia e per sterminare l’alleanza ribelle. Già da questo si intuisce che Rogue One non è un vero e proprio spin-off in quanto la storia si svolge sì nello stesso universo dei sette leggendari film di Star Wars ma non narra vicende parallele e lontane da quelle della saga, ma anzi spiega e racconta fatti fondamentali che chiariscono anche una notevole quantità di questioni irrisolte nel resto dei film.
È uno Star Wars diverso Rogue One: più cupo, crudo, meno fiabesco, in cui c’è la totale assenza di Jedi e spade laser.
Ciò che però più colpisce e sconvolge in positivo è l’incredibile sensatezza e coerenza della trama col resto dell’epopea stellare, l’universo e l’ambientazione fedelmente ricostruite forse meglio che nel recente Episodio 7 Il Risveglio della Forza, la potenza e la bellezza di molte scene che sono destinate a diventare leggendarie.
Un Gareth Edwards alla regia in stato di grazia, ha concesso alla narrazione potenza e allo stesso tempo attenzione a una infinità di dettagli e citazioni.
Un film dal finale risaputo ma che incredibilmente sorprende fin dall’inizio e per tutta la sua durata: personaggi nuovi ben caratterizzati e che entrano subito nel cuore, il ritorno da brividi di Darth Vader e di altri personaggi storici, scontri corpo a corpo spettacolari, battaglie tra navi spaziali incredibili. Insomma c’è di tutto e di più in questo Rogue One, perfino scene che mettono letteralmente i brividi per il loro forte simbolismo o per la paura che incutono. Un film di cui non si sentiva l’impellente necessità, che aggiunge cose importanti ma nessuna assolutamente fondamentale, ma che è eccezionalmente ben prodotto e che piacerà sicuramente ai fan e ai meno appassionati. Una emozionante e ben riuscita parentesi in una galassia lontana lontana.

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Enrico Guarducci

Enrico Guarducci

Studente di Giurisprudenza atipico. Appassionato della Città di Perugia, di Cinema e di Sport, curo la rubrica Locomocinema sulle nuove uscite in sala e la rubrica Locomotiva Biancorossa sulle imprese del Grifo. «Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi»