ROCCA PAOLINA INFESTATA DAGLI “INSETTI” DI DANILO CREMONTE3 min read

Sara Oriani | 01-11-2017 | Cultura

immagine ROCCA PAOLINA INFESTATA DAGLI “INSETTI” DI DANILO CREMONTE3 min read

Ottobre si chiude con un evento degno di nota: lo spettacolo del laboratorio teatrale interculturale Human Beings, dal titolo “Oh Gregor!- gioco scenico in uno stanza”, rappresentato a partire dal 29 ottobre all’interno della Rocca Paolina.
La fortezza rinascimentale che con la sua mole sinistra domina Perugia, simbolo del passato potere papale, si configura come una vera e propria città sotterranea con vicoli stretti, archi a mandorla e antri semilluminati, tra cui le volte della Sala Cannoniera. È quest’ultimo lo spazio che funge da scenografia dello spettacolo e non si può dire che non sia impressionante: conci e laterizi accolgono, inflessibili, il riflesso delle luci -e delle necessarie ombre-e sorvegliano i movimenti e gli spostamenti degli attori allungando e rendendo grottesche le loro figure (invece agilissime).
Lo spettacolo parte da una lettura dell’opera di Kafka, svolta in modo originale sulla base, in particolare, del testo della Metamorfosi. La sorella del protagonista, vedendo il fratello-scarafaggio arrampicarsi su un quadro per evitare che venga portato via, esclamerà proprio, piena di disperazione: “Oh Gregor!”.
Oh Gregor! non è, si specifica nella descrizione, la rappresentazione del racconto (nè di un solo racconto in particolare), dopotutto la lingua non è quella meravigliosa di Kafka, i personaggi non proferiscono se non qualche babelica parola, mentre la scena è popolata da versi elettrici di insetti e dai passi veloci degli attori che zampettano per la stanza convulsamente. In questa tana gli insetti si muovono al ritmo marziale dei soldatini che battono in ritirata sotto i mobili, acquattandosi furtivi all’udire rumore di passi umani, spaventati per la paura o, invece, avvicinati per la fame, secondo l’istinto.
Lo spazio della scena, reso claustrofobico dell’affollarsi degli attori-insetti per la stanza, si rimpicciolisce gradualmente per l’accumolo di materiali diversi, come travi di legno, panchine, uno scrittoio con una candela, continuamenti spostati e riposizionati, trasformandosi infine in un angoscioso ripostiglio che intrappola tutti, spettatori inclusi.
Lo spettacolo non lascia lo spazio per commuoversi e Cremonte, regista e attore, che di teatro e di stranieri ne sa certamente qualcosa (il laboratorio è infatti attivo dal 1994) in questo spettacolo, bandita la retorica del diverso, riformula il linguaggio del corpo, spezza i movimenti degli arti e dota i suoi attori di zampette e corazza, interrogandosi sul senso dell’essere umani e, anzi, fino ai limiti in cui questo “umano” si trasforma nell’Ungeziefer, l’insetto immondo. In una delle prima scene assistiamo alla metamorfica involuzione dell’uomo che, nella derisione generale, liberatosi dalla placenta umana, si fa l’insetto che “non lo si può far vedere neanche da lontano”. Coperte e nascondigli a nulla valgono, da questo momento, a coprire il corpo mostruoso.
Va da sè che un mondo così svelato non contempla nè un concetto come quello di “straniero”, nè garantisce dei rapporti stabili al suo interno: non ci sono personaggi fissi, ma gli attori, come in un vortice, sono lanciati sulla scena sotto forma di tipi (dis)umani diversi che come in un carnevale mutano di continuo il loro ruolo.
S’intravede tuttavia, tra i ghigni di strambi personaggi con il sigaro, sadiche lapidazioni di mele e sputi denigratori, nello straziante suono del violino da parte di una ragazza la cui ombra sulla parete disegna un’immagine leggiadra, la possibilità del bello.
Nato dal montaggio delle improvvisazioni svolte durante il laboratorio, il lavoro di Cremonte e dei suoi attori (Stefan Godonoga, Arian Imani, Axel Lepper, Rita marinelli, Anna Poppiti, Jhnas Serna Rayme e Waqas Ali Majeed) è uno spettacolo autentico e poetico, di cui sentivamo assolutamente il bisogno, a Perugia e non solo.
Sarà possibile assistere alla rappresentazione il 31 ottobre e successivamente il 5,6, 7 novembre


Sara Oriani

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