RIFLETTENDO SU SHARJAH4 min read

Amministratore | 14-06-2016 | Cultura

Lesposizione sulla cultura islamica a Perugia

di Nadia El Habibi

Dal 3 maggio al 5 giugno 2016 si è tenuta a Perugia unesposizione dal titolo “Sharjah – Bellezza e mistero della civiltà araba”. Il titolo mi ha molto incuriosito perché, pur essendo araba, non conoscevo il significato della parola Sharjah. Primancora di recarmi al Centro Espositivo della Rocca Paolina in cui si teneva leposizione, mi sono informata e ho scoperto che Sharjah è il nome di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. È indicata come lemirato culturale dello Stato Unito perché si impegna nella divulgazione culturale e musicale nel mondo. Ho poi compreso meglio che lesposizione riguardava questa parte della civiltà araba dalle esibizioni che si erano tenute in Corso Vannucci dal Gruppo Folkloristico di Sharjah. La tipologia di musica, gli strumenti e la parlata appartenevano, infatti, alla zona medio-orientale.

Vorrei, infatti, spiegare a chi ancora ha le idee un po confuse sugli arabi che la civiltà araba comprende gli Stati del Maghreb, il Nord Africa in maniera estesa e il Medio Oriente. Le caratteristiche comuni a questi Stati sono due: la lingua araba come lingua ufficiale e lIslam come religione più praticata. Poi, in realtà, studiando a fondo ogni Stato ci si rende conto che, seppur avendo molti fattori in comune, esistono usanze, tradizioni e lingue parlate diverse. La religione è un aspetto molto importante per un arabo che, in genere, è musulmano o cristiano. Sottintendo il fatto che in molti Paesi arabi vi è anche una comunità ebrea molto ampia e tutto ciò dà luogo a società caratterizzate da un forte melting pot. Pongo lattenzione sul melting pot delle società arabe che è presente in maniera evidente anche nella nostra città. Tutto è legato al melting pot e anche questa esposizione, o meglio, lo scopo di questa esposizione è legato al melting pot.

Facendo un giro al centro, ci si rende conto che la società perugina non ha nazionalità, o meglio, le ha tutte. È per questo motivo che penso sia molto utile ed importante ogni tentativo di avvicinamento e scoperta verso qualunque cultura. È, soprattutto, più utile quando si hanno accanto anche le persone appartenenti a quella cultura. In questo caso si tratta della cultura araba e sono sicura che, in particolar modo in un periodo storico come il nostro, sia molto importante chiacchierare, fare domande e togliersi ogni tipo di dubbio. Di poche cose sono sicura e una di esse è che solo attraverso il dialogo e lapprofondimento su un determinato argomento si riescono ad avere opinioni meno affrettate e qualche volta, forse, poco corrette.

Mi è piaciuta molto loriginale inaugurazione con gli spettacoli musicali folkloristici on the road. Il gruppo musicale cercava di coinvolgere nel ballo la folla intorno e non sono mancati continui selfie. I figuranti erano abbigliati con i vestiti tradizionali molto diffusi tra gli abitanti degli Emirati Arabi Uniti e cioè con djellabah e tuniche lunghe fino alle caviglie. La djellabah è, in realtà, un abito tradizionale diffuso in tutto il Mondo Arabo, ma ogni Paese ha il suo modello tradizionale con i suoi specifici decori e colori.

Entrando nel Centro Espositivo della Rocca Paolina, la prima sala posta allingresso conteneva numerose antiche cartine geografiche disegnate da arabi e non. Alcune erano incentrate sullarea medio-orientale, mentre altre si allargavano allAfrica e altre ancora erano mappamondi. È stato interessante osservare le bellissime cartine, frutto di un lungo lavoro fatto di viaggi e calcoli senza utilizzare le tecnologie che ora possediamo.
Andando avanti, si notava un enorme tavolo posto al centro della sala con libri in arabo o tradotti in altre lingue di scrittori arabi e non sulla società medio-orientale.
Le altre sale contenevano foto riguardanti il lavoro artigianale e artistico molto importante anche per leconomia di Sharjah, gli abiti tradizionali per importanti cerimonie e il salotto-tipo di una casa a Sharjah.
Infine, lesposizione si concludeva con magnifici quadri caratterizzati dallarte calligrafica araba e molti plastici e ricostruzioni di varie tipologie di navi e pescherecci (settore molto importante per la Storia e leconomia di Sharjah), delle Moschee Khoor Fakkan e Obaid bin Issa (la più antica di Sharjah) e della prima difesa costruita contro gli invasori, la fortezza di Sharjah.
Per alcuni è stata anche loccasione per farsi decorare per la prima volta con il tatuaggio temporaneo realizzato con lhenna.

Al termine della visita, confrontandomi con alcuni miei conoscenti, sono stata piacevolmente colpita dal loro entusiasmo e attenzione. Infatti, interessandosi ad una cosa, si cerca di comprenderla e, cercando di comprenderla, si riesce a non cadere nellerrore figlio del luogo comune.

 

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