#READY4HILLARY3 min read

Alessio Smacchi | 26-01-2016 | Internazionale

Saranno pronti gli Stati Uniti ad eleggere il loro primo presidente donna nel 2016? Quando Hillary Clinton decise di correre per la carica, i numeri suggerirono e suggeriscono che lei può diventare il prossimo presidente. In questo articolo mostrerò i motivi per cui penso che Hillary potrà vincere le elezioni:

1. I suoi numerevoli sostenitori: Secondo numerosi sondaggi, Clinton era avanti nel consenso rispetto ai suoi avversari repubblicani già prima che iniziasse la sua corsa. Circa metà degli intervistati disse che avrebbe votato per lei alle elezioni, mentre l’altra metà era divisa tra altri candidati repubblicani e indecisi. Ma suppongo che non sarà difficile che guadagni ulteriori consensi, soprattutto dall’elettorato più giovane che apprezza la sua posizione in materia di istruzione, in particolare riferimento alla problematica dei debiti degli studenti.

2.Bill Clinton e gli “anni doro”: Sotto lamministrazione Bush, le condizioni economiche erano tuttaltro che ideali, alcuni, come per gettare la colpa sullattuale amministrazione, ricordano o per meglio dire invocano lera di Bill Clinton, quando furono creati milioni di posti di lavoro, generando un miracoloso surplus. La gente tornerà col pensiero a quel periodo di prosperità economica sotto lamministrazione Clinton. Hillary conta di rianimarlo.

3. La sua esperienza: Una delle maggiori perplessità circa Barack Obama nelle elezioni del 2008 è stata la sua mancanza di esperienza. Lo stesso non si può dire per Hillary. Come senatrice degli Stati Uniti, First Lady, Segretario di Stato, nonché uno degli avvocati più influenti del suo tempo, ha dimostrato più e più volte di saper esattamente quello che sta facendo ed di essere in grado di gestire la pressione in qualità di futura guida di un intero paese.

4. Non ci sono degni avversari: Non cè semplicemente nessuno di meglio tra la schiera dei repubblicani. Anche Glenn Beck, un conservatore di vecchio stampo, disse che il partito repubblicano non sarà in grado di rispondere: “Mentre i Repubblicani stanno parlando di tecnicismi e del loro passato glorioso, lei vincerà.”

5. È arrivato il momento: È il XXI secolo ed è passato quasi un secolo dalla ratifica del 19° emendamento, che permise alle donne di votare. Nel 2012, diversi sondaggi mostrarono che il 90% degli americani voterebbe per un candidato donna e il 72% ritiene probabile che una donna possa essere eletta come presidente alle prossime elezioni.

Questi sono i motivi per cui Hillary ha tutte le carte in regola per vincere, ma per inquadrare meglio il personaggio è necessario un piccolo flashback storico, riportato nel suo libro “Living History”:

Ella scrive: “Al liceo, mi sono battuta per la presidenza degli studenti contro alcuni ragazzi e persi. La cosa non mi sorprese, ma ancora fa male, specialmente perché uno dei miei avversari mi disse che ero veramente stupida se credevo che potesse venir eletta una presidente donna.”

Lei conosce il valore della sconfitta, ma non ha paura di tornare in campo per il “run the ball”, come dicono gli americani. Come senatrice degli Stati Uniti e come segretario di gabinetto, ha imparato a scendere a compromessi e a lavorare con i suoi rivali. Hilary, essendo cresciuta nella classe media, è in grado di testimoniare il valore e il duro lavoro dei suoi genitori, sapendo che altri non sono stati così fortunati in questa circostanza familiare. Per quanto concerne la tematica della politica estera, ha la consapevolezza che i nemici possono diventare dei potenziali partner; oggi ad esempio persino i sigari cubani possono essere venduti nei piccoli negozi locali. Hillary si è recata in 112 paesi, diventando così la segretaria che ha viaggiato di più nella storia degli States. Ha frequentato 306 incontri diplomatici e ha trascorso lequivalente di 87 giorni pieni sugli aerei. Anche solo con queste statistiche, lei si pone in vantaggio sui suoi sfidanti democratici o repubblicani, per quanto riguarda la sua familiarità con i leader mondiali ed i loro alleati. È uno dei primi candidati presidenziali a parlare apertamente di etnie e delle questioni riguardanti il “Black Lives Matter Movement” dopo la sparatoria nella chiesa in South Carolina nell’estate 2015. Sostiene i latini e gli altri immigrati che vorrebbero ottenere la cittadinanza.

E per me questo è più che sufficiente per dire che l’America è pronta per Hillary.

 

di Smacchi Alessio


Alessio Smacchi

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