PERUGIA VISTA DAGLI STUDENTI ERASMUS8 min read

Amministratore | 20-07-2016 | Erasmus - UNIVERSITÀ

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Intervista ai ragazzi dellErasmus Student Network

Nell’opinione comune, spesso e volentieri benché non di rado un po’ ingenuamente, non c’è molto da fare a Perugia, o comunque non abbastanza, soprattutto se hai studiato tutto il giorno, è una sera qualunque –quindi niente UJ, IJF, no niente di simile- ancora peggio se sei uno sfortunato-non-fuorisede, e quindi nemmeno a dire che è semplice sfrattare i tuoi genitori e organizzare una pizzata con gli amici. Ed effettivamente non raramente mi è capitato di domandarmi, o di sentire gente che domandava, che caspita potesse combinare di sera e non solo il popolo Erasmus che ravviva Perugia (compreso il popolo di giovani made in USA, un’altra minoranza studentesca che non poco frequentemente si incontra nei vicoli perugini del sabato), o in generale come si potesse sentire ad essere catapultato in una realtà non esattamente “metropolitana”, magari tanto più piccola di Valencia, Varsavia, e tutte loro.
Dunque in un non troppo caldo pomeriggio di Giugno siamo andati a disturbare senza troppi convenevoli il desk di ESN (Erasmus Students Network, di cui parleremo più giù), per parlare con i diretti interessati e cercare di convincerli a darci le risposte più aperte e sincere possibile sulle loro condizioni generali da Erasmus e sulla nostra città che li ospita. E attenzione che dalle loro parole abbiamo anche scoperto spiccati elementi di folklore italianissimo che non conoscevamo (ad esempio voi non lo sapevate ma il giovedì in tutta Italia si fanno gli gnocchi. -?-)
Molti dei nostri intervistati sono spagnoli, e infatti non è segreto che siano loro la nazionalità in maggioranza a Perugia (“a Perugia” si fa per dire, visto che da bravi ex Erasmus possiamo confermare che le comitive di Erasmus spagnoli sono in maggioranza un po’ ovunque).

Infatti subito disponibile a fare due chiacchiere è Joaquin, studente spagnolo di Farmacia che, indeciso inizialmente tra Bologna e Perugia, ha scelto quest’ultima come meta per il suo Erasmus. Grazie ai suoi compagni spagnoli dall’arrivo a Settembre nella nostra città non ha incontrato grosse difficoltà, facendosi dunque un’impressione positiva già dai primi tempi. Tra corsi ed esami tutti in lingua italiana, la cosa più difficile ci rivela esser stata il metodo d’esame più italiano che ci sia, ossia quello dell’interrogazione orale, cosa totalmente nuova per lui. Oltre a scoprire Perugia vivendola, Joaquin ha avuto modo di viaggiare l’Italia in lungo e largo visitando Venezia, Verona e Padova. 

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Altra testimonianza spagnola e sincerissima è quella di Laura, una ragazza originaria di Valencia che, in ottimo Italiano, ci dà l’idea di essere la più “europea” degli intervistati, visto che è sì cresciuta a Valencia ma studia musica nel Regno Unito, a Newcastle, ed è da lì che è stata spedita a Perugia. Non ha problemi a dirci che “È stato un casino all’inizio”, visto che il corso di musica elettronica che avrebbe dovuto frequentare al Conservatorio di musica non era nemmeno disponibile a inizio anno, e il coordinatore generale assente. In effetti confessa subito che Perugia, come l’Italia in generale, non erano state esattamente la sua prima scelta, visto che avrebbe preferito l’Olanda o la Danimarca, aspettandosi gli Italiani “un po’ come gli spagnoli”, uniti dalla stessa mediterraneità calorosa e un po’ caciarona. Ora come ora invece si dice affascinata da un modo di fare e vivere tutto solo italiano, tanto che percepisce un pervasivo “senso della tradizione”, come lo chiama lei –uno degli aspetti più interessanti da denotare nella percezione di uno straniero, probabilmente-, che va dal cappuccino ai dialetti del Sud dei suoi coinquilini, fino ad arrivare alla curiosa tradizione degli gnocchi il giovedì che qualcuno le ha segnalato (nonostante la nostra insistenza Laura non ha saputo darci, giustamente, le motivazioni di questo dato di folklore che ci stupisce, quindi chiunque ne sappia qualcosa parli). Unica nota un po’ dolente (ma non del tutto) è Perugia stessa: Laura ce la descrive come una realtà singolare, piccola ma poliedrica e a suo modo internazionale, anche se “soprattutto d’inverno non c’è moltissimo da fare”. Se non fosse stato per gli eventi ESN, quindi, sarebbe stato più difficile viverla.

Prendendoci una pausa dalla ricca parentesi spagnola conosciamo Eva, che invece è polacca, di Varsavia, studia Economia del Turismo e ha vissuto nel Collegio Innamorati. Anche lei parla un italiano sinceramente sorprendente (ci dice che lo studiava da tempo in Polonia), ed è arrivata a Perugia lo scorso mese di febbraio dopo averla scelta come meta Erasmus in maniera abbastanza casuale. È bello vedere che è entusiasta essenzialmente di tutto, tanto che esordisce con “in Italia è tutto bello”, pur sottolineando che forse fa più caldo in Polonia che in Italia in questo strano Giugno, secondo lei, e che parte di questa bellezza è dovuta a “Pizza, pasta e gelati”. Infatti ci sorprende anche lei nel rivelarci chicche gastronomiche a noi sconosciute: a Perugia si mangia il gelato al gorgonzola, lei l’ha mangiato e dice che è buono (nessuno di noi due lo sapeva ma ci fidiamo naturalmente). Anche lei nota evidenti differenze di metodo all’università, relative alla maggiore fissità dei programmi italiani, ma le difficoltà non si sono rivelate gravose e ci dipinge una realtà perugina vivibile, internazionale nel suo “piccolo” e ricca di eventi. Anche nella sua esperienza il contributo di ESN è importante per visitare il Belpaese. Ultima nota d’entusiasmo è la soddisfazione con cui ci dice “Ero, sono e sarò sempre Erasmus”, e con cui ci parla di quanto l’Erasmus cambi sì la percezione del mondo tutto e di ciò che è “straniero”, ma in particolare dia stimolo a quel sentimento d’appartenenza Europea che ogni Erasmus ha sperimentato almeno una volta con assoluta chiarezza.

I prossimi che disturbiamo sono Ahmet e Nazif, entrambi turchi, con cui parliamo in inglese visto che, come loro stessi ammettono, c’è ancora molto da fare sull’italiano. Della città gli piacciono le persone, anche un po’ la folla al Tandem linguistico del martedì, ma da subito ci parlano del principale bastone fra le ruote che hanno incontrato: i trasporti. Vivendo durante il primo semestre lontani dal centro era difficile muoversi con libertà per le evidenti falle del trasporto pubblico perugino note a ciascun nostro collega studente, nessuno escluso. Per il resto ci evidenziano luci e ombre anche relativamente all’università, dove naturalmente hanno dovuto sostenere esami, prevalentemente orali, in inglese: nonostante la disponibilità di alcuni docenti, e la volontà dimostrata di aiutare e cimentarsi in orali in inglese, non è difficile immaginarsi che sia potuta sorgere qualche difficoltà. In generale però il bilancio è positivo, anche grazie, di nuovo, all’ attività di ESN che li ha portati un po’ in giro per l’Italia, tanto che auspicano, per il futuro, qualche tour Europeo.

Chiudiamo giustamente con unaltra quota Spagna, ossia con David, spagnolo, anche lui studente di Economia del Turismo. Arrivato a Perugia lo scorso 16 Settembre di quasi un anno fa, David ci parla entusiasta della sua esperienza, ritenendo Perugia una città affascinante. Data la
sua buona conoscenza dell’italiano al momento dell’arrivo non ha trovato particolari difficoltà nell’inserirsi nel contesto perugino. Ci parla poi delle tante serate/nottate trascorse nei vari locali e pub della città, dall’Alphaville al 110. È talmente forte il legame con la città che lo ospita che David ci rivela la sua volontà futura di tatuarsi il simbolo del Grifo. Anche per lui l’esperienza erasmus è stata motore di quel sentimento di “cittadinanza europea”, vivendo la città e viaggiando per l’Italia con i suoi amici spagnoli e non solo, grazie agli eventi della sezione locale dell’ESN. Ah una cosa di Perugia che David non ama particolarmente c’è: le scalette dell’acquedotto!

Dopo le interviste agli studenti, parliamo anche con Marco Bagnato di ESN Perugia, per avere un’idea generale di chi è e cosa fa ESN, e soprattutto per capire come può concretamente muoversi a Perugia.
Marco ci spiega che Erasmus Student Network è un’associazione no-profit con l’obiettivo di fornire accoglienza e aiuto agli studenti Erasmus al loro arrivo nella nuova città, attraverso ogni tipo di attività, tra gite, feste, cene, tandem linguistici e anche corsi di lingua. Tramite tutto questo ESN diventa un vero punto d’appoggio per lo studente appena arrivato, generalmente spaesato e il più delle volte poco seguito nei primi passaggi d’adattamento dalle istituzioni universitarie ufficiali. In più oltre a far conoscere la città in questione e l’Italia stessa a tutti gli studenti in mobilità internazionale, è naturale che ESN vada a creare sia una rete di contatti tra italiani e stranieri permettendo di conoscersi e creare nuove amicizie, sia una collaborazione tra sezioni nazionali che permette di organizzare ancora più eventi.
L’associazione è formata da volontari e dunque per diventarne parte attiva non sono richieste particolari competenze se non l’impegno e la serietà, anche se è ovviamente una buona conoscenza delle lingue straniere può solo che aiutare.
Ad oggi non c’è stato ancora un riconoscimento ufficiale di ESN da parte dell’UniPG (in qualche occasione c’è stato invece per quanto riguarda l’UniStraPG), ma nonostante questo è evidente che il rapporto stia evolvendo in meglio. L’obiettivo è infatti quello di intraprendere un percorso insieme agli atenei perugini, collaborando più spesso sia con l’UniPG che con l’UniStraPG, sul modello di tante città europee come la stessa Bologna, che in Italia è una delle sezioni più radicate, attive e considerate sul territorio. Fine ultimo di questo percorso è quello di sviluppare a pieno le potenzialità che Perugia ha, secondo Marco, di diventare un meltingpot Erasmus ideale, per le dimensioni, l’atmosfera, la vivibilità, magari iniziando dal miglioramento del sistema dei trasporti.

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