PERUGIA, ENORME RISPOSTA COLLETTIVA PER LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI6 min read

Amministratore | 14-09-2015 | Locale

                                                                                             ©Credit Fotografie: Anna di Prima.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne unaltra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno. Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle”, ha dichiarato il Forum per l’Accoglienza dei Richiedenti d’Asilo.

 

                                                 ©Credit Fotografie: Anna di Prima.

 

 

 Abbiamo atteso alcuni giorni prima di dare alla luce questa  riflessione.
 Perchè? In primo luogo, riteniamo che sia molto più utile  che notizie di questa portata vengano trasmesse in tempi  più dilatati, non limitandosi quindi soltanto al singolo giorno  in cui un Paese decide di unirsi per i diritti umani.

 Vogliamo che quanto accaduto nelle piazze italiane negli  ultimi giorni sia soltanto l’inizio di un percorso che veda  uniti individui nel perseguire una grande metà: pace ed  uguaglianza per tutti.

 In secondo luogo, volevamo vedere come avrebbe reagito il  mondo dei social, la stampa, L’Italia e le sue istituzioni a  quella marcia che sebbene simbolica e dalla durata limitata,  sarà sempre ben impressa nelle menti, e ci auguriamo  anche nei cuori, di chi ha partecipato come di chi ha  visto quanto accaduto nella giornata dell’11 settembre.

 Venerdì scorso infatti abbiamo ritrovato migliaia di persone  riversate nei centri delle principali città italiane: persone,  che siano vecchi, bambini, studenti, dalla pelle chiara o  scura, questo non importa. Ed è decisamente questo uno  dei messaggi più importanti che dovrebbe passare a tutti  coloro che si son ritrovati tra tanta gente a marciare, che  hanno letto giornali o ne hanno sentito parlare: i diritti di  uno sono i diritti di tutti, fin quando questa verità faremo  finta di non vederla non saremo mai effettivamente liberi.

 Dovrebbe esser pensiero comune che la drammatica scelta  della migrazione che ora affligge gli abitanti del Nord Africa  come anche della Siria e dellAfghanistan è un’ultima  spiaggia, quella che a volte nemmeno riescono a  raggiungere tutte quelle persone che sono costrette a  prendere questa drastica decisione.

 Persone, esattamente come me che scrivo e te che leggi,  che per non abbracciare una morte sicura, decidono di  sfidare l’ignoto e si ritrovano in una situazione in cui le  certezze di vivere sono equiparabili a quelle di morire. Si  lascia tutto in mano allincertezza. Si lascia decidere al  Caso.

©Credit Fotografie: Anna di Prima.


 È inconcepibile che ci siano persone che lascerebbero al caso (purtroppo  quando si parla della natura non si può dir altrimenti) di un barcone tra le onde  del mare che imperversa i propri figli, i propri cari, loro stessi, con il terrore che  in ogni attimo può esser l’ultimo, che qualcuno ce l’ha fatta, qualcun altro no.

 E mentre cè chi dietro alle paure di queste persone ci fa soldi e ci costruisce  i propri imperi, si barrica dietro lodio e fa finta che queste grida di aiuto non  arrivino, dall’altra parte quelli che dovrebbero esser paesi civilizzati ed educati,  pronti dopo anni di migrazioni dovute alle più disperate situazioni, si bloccano.  A questo punto è necessario che la società ricordi a chi li governa che anche se  loro sono paralizzati dinnanzi a questo dramma che si consuma  giorno dopo giorno da diversi anni, noi cittadini reagiamo.

 In particolare, l’11 settembre reagiamo a piedi scalzi ed in silenzio, marciando  per quelle strade che percorriamo giorno dopo giorno, unendoci alle migliaia di  persone che esattamente in quel preciso momento si trovano a percorrere un  esodo verso una salvezza, dove la guerra, l’odio e la morte dovrebbero essere  lontane.

 Purtroppo mi ritrovo ad usare questo condizionale per il nauseante motivo che  se si leggono i giornali, girano le strade e seguono i telegiornali o i social, ti  ritrovi persone che innalzano barriere, fisiche e anche politiche, contro chi viene  a chiedere aiuto.

L’Italia non ci sta, l’Italia scende in piazza e marcia con quelle persone, per quelle persone, unita ed il messaggio passa: i diritti umani vanno garantiti.

©Credit Fotografie: Anna di Prima.


 Perugia, Venerdì 11 Settembre, circa le 17.30 del pomeriggio e più di  una centinaia (non decine come potete trovar scritto in alcuni articoli)  di cittadini umbri si ritrovano a Piazza Italia per lanciare un chiaro  messaggio al proprio Paese: i diritti umani vanno rispettati, le persone  che cercano rifugio e sono in cerca di asilo soccorse, le discriminazioni  vanno abbandonate. 

 Numerose le adesioni che hanno promosso levento a Perugia. Assieme  al coordinamento umbro dei Giovani Musulmani dItalia e della Tavola  della Pace troviamo infatti Amnesty International Umbria, Centro  Antiviolenza di Perugia, Associazione Libera…Mente Donna, Partito  Democratico Perugia, Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia,  Sinistra Universitaria UdU Perugia, Provincia di Perugia, Radicali  Perugia, ISDE Perugia, Associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica,  Regione Umbria, Chiesa Valdese di Perugia, Centro Sperimentale per la  Promozione della Salute e lEducazione Sanitaria dellUniversità degli  Studi di Perugia, Associazione Terra Umbra Eggi-Spoleto, Teatro di  Sacco, Giovani Democratici Umbria, Libera Umbria,  Monimbò Bottega  del Mondo, Cooperativa Sociale Perusia, Associazione Margot,  Cittadinanzattiva Umbria, Associazione Sinistra Lavoro, Un Ponte per…,  Ya Basta! Perugia, Forum Regionale Giovani dell’Umbria, Arci,  Smascherati-Human Beings, ASGI Umbria, Federconsumatori Umbria,  Associazione Gylania, Felcos Umbria, CISL Umbria, ANPI Marsciano,  Acli Perugia, Camera del Lavoro di Perugia, Comitato per la pace di  Umbertide-Montone-Lisciano Niccone, Rifondazione Comunista  dell’Umbria, Altra Europa con Tsipras Umbria, Rete delle donne  antiviolenza,  Cidis Onlus, Rivista “San Francesco Patrono D’Italia”. Ed  anche noi, Redazione della Locomotiva, eravamo presenti. 

 A colpire la nostra attenzione non soltanto le tante realtà umbre che si  sono ritrovate unite sulladottare nuove forme di politiche, a livello  locale, nazionale ed europeo, per promuovere diritti
e garantire  accoglienza verso chi ne ha più bisogno, ma anche la presenza fisica di  chi a piedi scalzi e in silenzio ha marciato davvero, verso un futuro  migliore. 

 

©Credit Fotografie: Anna di Prima.

Vogliamo concludere ricordando che il cambiamento si muove con noi, attraverso noi. Nella piazza, oltre le grandi lettere in polistirolo che formavano le parole “Diritti Umani” si leggevano tanti cartelli “Difendi i Diritti”, “Elimina i Pregiudizi”, Proteggi gli Indifesi” “Condividi” “Vinci Lindifferenza”, ” Restiamo Umani”. Facciamo in modo che quanto scritto su quei fogli non resti lì sulla carta ma viaggi attraverso noi, condividendolo con gli altri. Restiamo Umani.

                                                                            ©Credit Fotografie: Anna di Prima.


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