Perchè Putin non può piacerci e non può essere nostro amico4 min read

Francesco Pisanò | 22-03-2018 | Attualità

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Nel caso non fosse ancora chiaro, anche le ultime vicende di Londra confermano che la Russia di Putin non è nostra alleata.

Quelli che, dopo gli avvenimenti in Crimea, continuavano a strizzare l’occhio a Mr. Putin, chiusi a bolla in un mondo immaginario che vedeva l’uomo del Cremlino pronto a ‘sganciare l’atomica se l’ISIS si fosse avvicinato all’Italia[1]., dovranno, forse, finalmente ricredersi. E scrivo finalmente perché ne sono passate di cose. Dall’invasione in Crimea, condannata apertamente dall’ONU e dalla Comunità mondiale come violazione del diritto internazionale, passando per avvenimenti ad Aleppo o ad Idib, finendo con l’uso di gas nervino nel centro di una capitale europea.

Il sentimento pro-russo in Italia ha, di fatto, preso un po’ tutti. Secondo recenti sondaggi, fino a qualche anno fa erano il 66% degli italiani a credere che la Russia fosse una nazione forte, in grado di influenzare le politiche mondiali, mentre un 28% degli intervistati vedeva in Putin il personaggio politico più influente al mondo[2]. In parallelo si moltiplicano i gruppi social che inneggiano al Presidente russo, mentre il sentimento pro-Europeo in Italia oscilla. Solo il 30% degli italiani, stando ai sondaggi, crede che stare nell’Unione Europea sia un bene[3], ed il voto politico del 4 marzo ne è una conferma.

Perché questo dovrebbe preoccuparci? Perché ad un pescatore siciliano o ad un pastore sardo dovrebbe interessare cosa la Russia ‘putiniana’ abbia fatto dall’altra parte d’Europa? Sono due i motivi.

Da una parte la rivoluzione nella natura del warfare, inteso come conflitto armato. In parole poche, invadere uno stato sovrano non è più considerata azione giustificata. Questo significa che le guerre sono diminuite? No, significa solo che il modo di fare guerra è cambiato. Questo è meglio esplicato dall’utilizzo della ‘quinta colonna’. Ovvero un gruppo di locali, utilizzati da stati esteri come collaborazionisti ed informatori e che, nel lungo andare, possono aiutare avversari a fomentare rivolte e squilibri interni, giustificando, in successione, azioni estere per ‘riportare pace’ o ‘proteggere minoranze etniche’. Ricorda qualcosa? Per quelli che ancora non ci sono arrivati, la parola chiave è una sola: Crimea.

Il secondo motivo ha a che fare con la natura globalizzata del mondo contemporaneo, che non ci permette più di rintanarci dietro ai nostri bei recinti e far finta che fuori il mondo non esista. Il fatto che in pieno centro a Londra la vita di alcune persone sia stata messa in grave pericolo a causa di squallidi giochi di potere, decisi a porte chiuse a Mosca, non dovrebbe far sentire nessuno al sicuro[4].

Ora possiamo andare avanti all’infinito, cercando di giustificare per l’ennesima volta il comportamento di un uomo che, per anni, ha cercato di portare avanti non gli interessi del popolo, e neanche della Russia, ma i propri. La retorica del ‘bombardamento contro l’ISIS’ cade[5], quando si scopre che sono i civili i soggetti maggiormente affetti dai bombardamenti russi. Per la maggior parte nelle città roccaforti dei ribelli appoggiati dalla comunità internazionale in Siria. Così come viene meno la retorica del ‘magnanimo presidente’ che interviene in protezione delle minoranze russe quando ci si rende conto che, mentre la Crimea è stata immediatamente annessa, anche considerando i porti strategici di Sebastopoli, per l’accesso al Mar Nero e al Bosforo, le comunità russe in Ucraina orientale vivono ancora in un clima di frozen conflict, probabilmente perché quel territorio è in attesa di essere utilizzato come merce di scambio per il riconoscimento politico della Crimea come regione russa.

Tutte queste dinamiche, questi avvenimenti, portano ad una sola considerazione. Putin non è alleato europeo, tantomeno ha a cuore l’incolumità dei civili o la emancipazione dei più deboli. Putin porta avanti interessi nazionali e, molto spesso, personali. E questo negli anni, ha riportato in essere un clima di guerra fredda e insicurezza internazionale che, se affiancato alle difficoltà mediorientali, la crisi dei sistemi partitici europei e la questione migratoria, offre una panoramica non rassicurante sul futuro di tutti noi. Detto in parole povere, Putin non è nostro alleato. Non è nostro amico e non è il salvatore del mondo. Cerchiamo, finalmente, di mettercelo in testa.

 

[1] http://www.butac.it/putin-pronto-difendere-litalia/
[2] https://it.blastingnews.com/opinioni/2016/10/vladimir-putin-perche-piace-agli-italiani-001191661.html
[3] http://www.repubblica.it/europa/2017/04/28/news/nell_ue_cresce_il_sentimento_pro-europeo_ma_in_italia_c_e_scetticismo_e_indifferenza-84094/
[4] http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_16/ex-spia-russa-avvelenata-gas-nervino-arrivato-londra-valigia-b20713b4-2902-11e8-b8d8-0332a0f60590.shtml
[5] Ultime indagini hanno dimostrato la scarsissima precision dei bombardamenti a tappet russi in Siria https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/23/siria-i-bombardamenti-propaganda-della-russia/2990623/

Immagine in evidenza: tratta dal video musicale Rasputin – Vladimir Putin – Love the way you move (Funk Overload) https://www.youtube.com/watch?v=YgGzAKP_HuM


Francesco Pisanò

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