Parola di Dio – Rendiamo grazie al cinema russo2 min read

Enrico Guarducci | 29-10-2016 | Cultura - Locomocinema

immagine Parola di Dio – Rendiamo grazie al cinema russo2 min read

La storia della letteratura, della cinematografia, e dell’arte in generale è ricolma del tema di Dio e della religione. Per questo, accingendomi a visionare questa pellicola mi ero fatto un po’ di pregiudizi aspettandomi la solita riflessione e i soliti discorsi in circolo che alla fine sarebbero arrivate alle stesse antiche e risentite conclusioni. Parola di Dio si è invece dimostrato un geniale piccolo capolavoro, che affronta il tema del rapporto col Creatore e con la religione in un modo fresco e affascinante, con trovate registiche e di sceneggiatura davvero inaspettate. Il grande successo riscosso all’ultima edizione del Festival di Cannes e la vittoria del premio Francois Chalais non sono quindi state un caso. Il russo Kirill Serebrennikov dirige quello che fondamentalmente è un dramma dell’assurdo, in cui ogni personaggio vive la religione in un modo proprio peculiare, rappresentando quasi tutta la società e i diversi modi di porsi nei confronti di Dio. Protagonista della pellicola, personaggio centrale intorno al quale girano tutti gli altri, è Veniamin, un liceale che dopo il divorzio dei sui genitori e l’abbandono della casa di famiglia da parte del padre, si è buttato o per meglio dire aggrappato alla lettura della Bibbia che lo ha plasmato esageratamente portandolo a vivere e a comportarsi rispettando i versi della parola di Dio alla lettera. Niente costume da bagno, nessun rapporto con le ragazze, la camera da letto spoglia e povera, ed un proselitismo che mette in crisi e infastidisce madre, insegnanti e compagni. Il mondo di Veniamin è messo in crisi dalle sue istrioniche dimostrazioni di fede, e viene interrogato e colpito nonostante le sue siano almeno in apparenza soltanto sparate di un ragazzo troppo shockato da una situazione familiare difficile. Questioni come l’esistenza di Dio, la coerenza della Chiesa, i costumi liberi ed il relativismo che imperversano questo nostro secolo, sono quindi affrontate durante discussioni e vicende accese e forti, che sfoceranno poi in un drammatico epilogo. Una particolarità estremamente piacevole e che da’ credibilità e struttura alla sceneggiatura, al film tutto, e al personaggio di Veniamin è il fatto che ad ogni citazione biblica di quest’ultimo (e non sono poche) compare graficamente sullo schermo indicando il riferimento al libro, capitolo e versetto da cui essa è ripresa. Ciò contestualizza le esagerazioni del ragazzo e fa riflettere lo spettatore. Una vicenda cruda con riflessioni ficcanti su Dio ambientata in una Russia laica ma segretamente (forse nemmeno troppo) ultra religiosa e contro tutto ciò che si allontana dalle scritture e dalla morale in esse contenute. Un piccolo grande gioiello ed una importante visione.

postmodperugia

paroladidio2


Enrico Guarducci

Enrico Guarducci

Studente di Giurisprudenza atipico. Appassionato della Città di Perugia, di Cinema e di Sport, curo la rubrica Locomocinema sulle nuove uscite in sala e la rubrica Locomotiva Biancorossa sulle imprese del Grifo. «Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi»