ONERI, (prestito d’)ONORE E LA STELLA POLARE5 min read

Riccardo Colangeli e Cecilia Ferretti | 18-05-2017 | Attualità - Locale - Politica universitaria - UNIVERSITÀ

immagine ONERI, (prestito d’)ONORE E LA STELLA POLARE5 min read

Colpa forse del clima elettorale che inizia a inficiare i rapporti tra i consiglieri e magari complici i primi tepori primaverili che risvegliano gli animi, ma l’atmosfera in Sala Dessau lunedì scorso era decisamente calda.

I primi accenni di tensione si sono manifestati con la designazione di Giulio Paolo Francesco Dastoli quale rappresentante degli studenti nel Consiglio Bibliotecario, avvenuta con una votazione che ha visto i dodici voti di Baffa (Gruppo misto) e Sinistra Universitaria-UdU a favore dell’eletto contrapporsi agli otto voti ricevuti da Federica Meloni, candidata di Student’s Office e Idee in Movimento.
Ma la questione cogente ad aver dato il via al conflitto vero e proprio è stata la presentazione della mozione di IdM, Student’s Office e Narni Universitaria per la richiesta di attivazione di convenzioni per l’introduzione di prestiti agevolati agli studenti. Il progetto, esposto con l’assistenza professionale del docente Alberto Burchi, prevedeva che l’Università degli Studi di Perugia si attivasse per stipulare convenzioni con istituti bancari che consentissero agli studenti di accedere a somme di denaro per sostenere le spese di studio, da restituire in rate mensili con tassi d’interesse fissi e agevolati (dal 6% al 12%) a partire dal conseguimento della laurea.
I firmatari della mozione hanno suffragato la loro proposta allegando circa 1100 firme raccolte nell’ateneo e sostenendo la potenziale utilità del servizio. Portando l’esempio di altre università in cui il prestito d’onore è già attivo, i rappresentanti hanno messo in luce quanto possa essere oneroso mantenersi agli studi senza gravare sulle proprie famiglie, soprattutto se si è esclusi da contributi come le borse di studio ADiSU. Il prestito è stato pensato come spendibile anche per attività collaterali alla semplice vita universitaria (acquisto di libri, tasse, affitti) come l’ipotetico avvio di una start-up da parte di uno studente e potrebbe coinvolgere un contributo statale oltre che bancario.

I consiglieri UdU hanno dissentito dalle dichiarazioni dei gruppi firmatari della proposta, argomentando a loro volta. La prima ragione di disappunto è stata la presentazione delle firme su fogli senza intestazione, rendendole così contestabili in quanto non riconducibili ad una causa determinata. Ma la posizione avversa non si è limitata al rilievo di un difetto di forma, lo scontro vivo ha avuto ad oggetto la dimensione contenutistica. Secondo la Sinistra Universitaria il prestito d’onore non rappresenta un servizio agli studenti o una tutela del diritto allo studio sancito dalla Costituzione, anzi lo andrebbe a minare, ponendo sul capo degli universitari la spada di Damocle di un debito estinguibile in non pochi anni. (Il nostro giornale online ha pubblicato un articolo a riguardo http://lalocomotivaonline.com/?p=1776) Debito che sarebbe estinguibile con il raggiungimento della sicurezza economica che solo un lavoro fisso può dare; a tale proposito i dati sull’occupazione giovanile riportati dai consiglieri UdU non sono così rassicuranti: AlmaLaurea relativamente al 2016 segnala che un laureato su cinque con titolo triennale a un anno dal conseguimento dello stesso è disoccupato.
Perplessità sono state sollevate anche da Baffa, il quale ha ipotizzato che per restituire la cifra ricevuta uno studente si trovi nella condizione di rinunciare alle proprie passioni e accettare un impiego affatto consono al proprio titolo di studi pur di avere degli introiti. Questa dinamica andrebbe a vanificare anni di sacrifici e lo stesso prestito d’onore, pattuito per potersi specializzare nel settore di propria scelta.
Il gruppo UdU ha tenuto a sottolineare come la garanzia del diritto allo studio passi attraverso l’incentivo ai finanziamenti stanziati per borse di studio e servizi come mense e agevolazioni fiscali, forniti agli universitari a titolo gratuito e da enti governativi che sono tenuti a investire nei propri giovani, piuttosto che coinvolgendo privati e affibbiando agli universitari un debito che si poteranno dietro per anni, come avviene da tempo negli Stati Uniti d’America.
Dopo oltre un’ora di dibattito, la Presidente Martina Domina ha posto la mozione in votazione, che è stata respinta con 13 voti contrari e 7 favorevoli poiché il lungo dibattito non aveva spostato i consiglieri dalle rispettive posizioni.

Chiusa questa amara faccenda è stata presentata da Beatrice Bernardini (UdU) la Carta del Tirocinante, un documento stilato sull’esempio dell’Università di Roma3 che andrebbe a normare e tutelare i vari aspetti dei tirocini svolti in ambito universitario, tramite ad esempio la compilazione di un questionario di valutazione da parte del tutor e del tirocinante al termine dell’attività.
Il consigliere Luzi (IdM) ha dunque preso la parola sostenendo che fosse preferibile istituire un tavolo tecnico assieme alla dirigenza universitaria per elaborare congiuntamente la suddetta carta e non presentarla al Senato e al Consiglio di Amministrazione come un documento già definito; tenendo comunque fermo l’interesse della propria associazione perché il tirocinio sia tutelato. Questa affermazione ha suscitato gli strali polemici dei consiglieri UdU i quali hanno sottolineato che Idee in Movimento in un passato consiglio ha approvato un nuovo regolamento di contribuzione studentesca contemplante un significativo aumento delle tasse, ritenendo che eventuali modifiche sarebbe state realizzate in collaborazione con l’ Ateneo tramite un tavolo tecnico, che però non è stato ancora accolto dal management universitario. La fiducia nella possibile realizzazione di un proficuo tavolo sulla tematica dei tirocini sarebbe dunque vana.
Idee in Movimento e Narni Universitaria si sono dunque astenuti nella votazione della carta del tirocinante, che è stata dunque approvata con 12 voti favorevoli.

Per definire quali siano i servizi agli studenti si è affrontato anche in merito alla nota informativa Udu riguardante la richiesta di prolungamento del servizio di Mobilità Notturna “GIMO” (attualmente in sperimentazione), che a detta dei consiglieri della Sinistra Universitaria, sta avendo un andamento positivo. Ma secondo il consigliere Cesarini (IdM) la matematica non è un’ opinione e con la mancanza di dati statistici esatti ed ufficiali sarebbe stato impensabile dare il proprio supporto a questa causa. Pur riconoscendo la nobiltà del progetto GIMO, per lo meno secondo le dichiarazioni in sala Dessau, basandosi su quelli che sono i dati approssimativi forniti dal consigliere Rrapaj (Udu) la Mobilità Notturna starebbe comportando un perdita di economie per BusItalia. Questa affermazione è risultata inaccettabile per Pinti (UdU) che ha invitato i consiglieri a seguire la “stella polare”: concentrarsi in quanto rappresentanti su ciò che è un vantaggio per gli studenti. A seguito delle elencate argomentazioni la votazione ha visto l’astensione del gruppo Idee in Movimento e il parere favorevole della maggioranza Udu.

Dopo tre ore di intenso dibattito e polemiche la Presidente ha sciolto la seduta, ma la possibilità di godersi gli ultimi raggi di sole della giornata forse non è bastata ai consiglieri per recuperare forze e buonumore. Né in tutta onestà è bastata a noi redattori politici.


Riccardo Colangeli e Cecilia Ferretti

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