Perché lomofobia non è diritto dopinione.5 min read

Amministratore | 16-03-2015 | Over the rainbow

Siete in sala d’attesa dal dottore e ci sono quattro persone prima di voi: si preannuncia un lungo, noiosissimo pomeriggio, così allungate la mano verso il tavolo delle riviste “ammazzatempo” e vi concedete un attimo di lettura “leggera”.
In prima pagina figura la dichiarazione esclusiva di un noto presentatore televisivo. Dice “Io sono contrario al fatto che ai neri sia permesso di svolgere i nostri stessi mestieri. Non possiedono le capacità cognitive di un uomo bianco, e lasciare che diventino capi di un’azienda italiana provocherebbe senz’altro un danno all’economia del nostro paese.”

“Sant’Iddio! Ma come si fa?! Ma che razzismo! Da denuncia!!! Ma quale troglodita può mai essere in grado di dire delle simili bestialità?!” gridate nella vostra testa.

Abbastanza indignati lasciate cadere sul tavolino quell’insulsa rivista, che ha avuto il coraggio di dare spazio ad una dichiarazione così irrispettosa, priva di logica e palesemente razzista.
Per calmarvi, allungate la mano verso qualcos’altro con cui distrarvi. Ne scegliete una in cui figura in prima pagina il faccione sorridente di una delle cantanti più gettonate dalle radio. 

Da poco diventata mamma, la rivista riporta le sue parole: “Non lascerò mai che mio figlio stringa amicizia con dei bambini ebrei. Possono vivere, per carità, ma non voglio che contagino il mio bambino con la loro ossessione per il denaro, per non parlare della loro strana religione… secondo me sono persone da evitare”.
Ripassate con sguardo attonito su quanto appena letto.

Dev’essere un’allucinazione. Ancora antisemitismo… dopo tutto quello che ci ha insegnato la storia?! Ma com’è possibile che una persona dotata di un cervello possa anche solo pensare una cosa simile?! Mi ritengo oltraggiato da una simile intervista!!!” 

Con il sangue che vi bolle nelle vene, vi guardate intorno per scrutare le facce degli altri pazienti, perché due uscite del genere in un giorno solo non vi erano mai capitate prima. 
Eccola: c’è una donna della vostra età poco lontana che sta leggendo la stessa intervista… e sorride annuendo!!! Ma… sul serio?!
Facendo “no” freneticamente con la testa, afferrate il periodico più vicino che trovate, aprite su una pagina a caso, tanto per distrarvi, e l’occhio vi cade sulla rubrica di opinione di quel noto attore comico, scritta in esclusiva per il mensile che stringete tra le mani. 
Dichiara “Proprio non capisco perché le donne continuino a battersi per i pari-diritti. Insomma, è lampante: Dio ti ha creata più debole e sensibile, perché nei secoli dei secoli rimanessi a casa ad occuparti della tua famiglia, e proprio non capisco perché adesso dovrebbe cambiare tutto. Il suffragio universale mi è sembrato già una grossa concessione…”

MA SIAMO FUORI DI TESTA?!?!” gridate a pieni polmoni. 

In tutta risposta, gli altri pazienti spostano le facce dalle riviste a voi, e solo per lanciarvi sguardi a metà tra l’indignato e l’ammonitorio.
È incredibile: non sembrano minimamente offesi da un simile concentrato di ignoranza, anzi, paiono essere addirittura compiaciuti da quanto stanno leggendo.

Ma come si può essere anche solo lontanamente d’accordo con delle esternazioni del genere?!” pensate sconvolti.

Poco da fare: dovete calmarvi, perché se anche vorreste correre a casa per organizzare una protesta fuori dalle redazioni di questi giornali, avete aspettato mesi per questo appuntamento con il medico, e rimandarlo comporterebbe un’attesa forse ancora più lunga.
Vi ri-buttate a sedere sulle poltroncine, scrutando con fare accusatorio chiunque vi circondi.
Mancano ancora due pazienti, e mica si può stare a braccia conserte senza far niente per tutto questo tempo.
Così, pregando che stavolta il cielo ve la mandi buona, decidete per l’ultima volta di cambiare rivista… e se anche questa dovesse andare male, è deciso, tanto vale stare ad annoiarsi per tutto il tempo che ci sarà da aspettare, che è sempre meglio che farsi contagiare da idee simili.
La rivista a cui concedete l’ultima possibilità è Panorama, con un’intervista esclusiva ai colossi della moda made in Italy, Dolce & Gabbana.
Parlano dei figli di coppie omosessuali e dei bambini concepiti in vitro, dicendo “Niente figli della chimica: la vita ha un percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. No ai figli della chimica che non hanno mamma e papà”.
Ci pensate su un attimo.
E poi pensate “Bè… è libertà d’opinione…”.

No: i primi tre articoli non esistono. Ma il quarto sì, esiste eccome (anche se dovreste vivere su Marte per non averne sentito parlare).
Ho scritto questo articolo per farvi capire che l’hashtag divenuto virale negli ultimi giorni #boycottdolcegabbana, non è un accanirsi contro una semplice espressione di un pensiero personale, una violazione del diritto a dire la propria senza aver paura di ritorsioni.
È la risposta a delle dichiarazioni che altro non sono se non un insulto ad una fetta di popolazione esistente, il mancare di rispetto a delle famiglie oltremodo degne di tale definizione, che su base giornaliera devono far fronte alla bigotteria, alla discriminazione e alle critiche di “innaturalità” lanciate dai soliti tre-quattro individui.
Individui che, però, sembrano avere più voce in capitolo di loro quando si tratta di legiferare in proposito.
Mi fa ridere amaramente pensare che, se fossero uscite le prime tre dichiarazioni, ne sarebbe venuta fuori la protesta del secolo, eppure se si tratta di discriminare la comunità LGBT è sempre un altro paio di maniche.
L’odio verso gli afroamericani nella Virginia del XVIII secolo, l’astio e il sospetto da parte del popolo tedesco verso la comunità ebraica infuso da Hitler agli inizi del nazismo, le persecuzioni al movimento delle Suffragette agli inizi del ‘900…
Se pensate che ci siano differenze con le discriminazioni alla popolazione LGBT, è ora che vi diate una svegliata.
Perché si nasce omosessuali, esattamente come si nasce scuri di pelle.
Perché appartenenti alla comuni
tà vengono quotidianamente uccisi, torturati o malmenati da qualche parte nel mondo, e spesso senza reali conseguenze per chi commette il crimine, un po’ come succedeva agli ebrei pestati dai nazisti per le strade.

E proprio come oggi ci suona assurdo che le donne un tempo godessero praticamente di un quarto dei diritti concessi agli uomini, spero che alla gente del futuro tutto questo odio, questa disuguaglianza ingiustificata suonino assolutamente ingiustificati.

E se il direttore di Panorama Giorgio Mulè ha twittato ad Elton John – tra i maggiori esponenti del movimento #boycottdolcegabbana – “Provare ad accettare idee diverse dalle tue è un buon esercizio di democrazia”, io ho solo un’ultima considerazione: certo che il signor Barilla non v’ha proprio insegnato niente…


Amministratore

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