NON CE STA BENE CHE NO3 min read

Giulia Mariani | 20-05-2019 | Attualità

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“Restiamo Umani” così era scritto sul lenzuolo srotolato da un sarcastico Zorro su un balcone di piazza Duomo a Milano il 18 Maggio durante il comizio sovranista organizzato dalla Lega e poi fatto rimuovere dalle forze dell’ordine. Questa modalità di protesta- ribattezzata “Balconiadi”- è nata alcuni giorni fa proprio in seguito alla rimozione, ad opera del Corpo dei Vigili del Fuoco, di uno striscione antisalviniano a Brembate, in occasione di un comizio elettorale. Da qui è partito un moto di contestazione che si è esteso per tutta la penisola, facendo risvegliare il sentimento di giustizia sociale degli italiani.

Ciò che giustamente terrorizza è la serrata ideologica, l’attacco all’articolo 21 della Costituzione Italiana il quale recita -riporto soltanto la parte iniziale- “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” La libertà di opinione e di espressione è un pilastro dello Stato Italiano e recentemente è stata violare ripetute volte: basti pensare alla professoressa palermitana Rosa Maria dell’Aria sospesa temporaneamente dal proprio lavoro per non aver censurato un elaborato dei suoi alunni in cui accostavano il Decreto Sicurezza alle leggi razziali del ’38 ( e cosa dovrebbe maggiormente desiderare un insegnate se non che i propri studenti sviluppino il pensiero critico? ) o ai tanti giovani fermati dalla DIGOS durante le contro-manifestazioni, magari soltanto per aver riportato su dei cartelloni frasi di De Andrè e Caparezza. Si badi che non si tratta più semplicemente di minacciare, ma di violare implicitamente la Costituzione: si sta proprio attuando, mettendo in pratica ciò che prima veniva soltanto promesso per alimentare la propaganda e la rabbia di cui ormai si nutre l’italiano medio. Non siamo in uno Stato di Polizia, la Costituzione vieta qualsiasi forma di censura ed è inaudibile che vengano attuate politiche da pseudo-regime per il controllo dell’opinione pubblica.L’attacco alla libertà d’espressione ha scatenato la diffusione della reazione opposta dei “nun me sta bene che no”, di coloro che non ci stanno a sentirsi violati nell’atto più umano che ci sia: nell’esprimere la propria opinione.  Le pratiche del ventennio fascista e il mostro del Minculpop sono e devono restare soltanto nella memoria, necessaria per evitarne il ritorno. Allora perché si respira un clima così asfissiante per il libre-pensèe? Con le Forze dell’Ordine che intervengono in campo è impossibile non notare forti analogie con il passato. Questa forma di reazionarismo, di retroazione è ciò che non dovrebbe esistere in uno Stato democratico nel 2019 – o meglio, in qualsiasi Stato nel 2019, ma questo è un altro discorso.

In un mondo che sta dimenticando l’empatia, si deve riscoprire invece che è proprio il sentire dentro (empatia, dal greco en-pathos) le motivazioni altrui che ci rende liberi. Un Paese ignorante è un Paese più facile da gestire: chi non sa, non può opporsi ed è per questo che si cercano di arginare il più possibile le idee che si discostano dal diktat di governo. La cultura è ciò che nobilita l’essere umano e lo rende cosciente di ciò che lo circonda. Scrivere, comprendere, ideare, leggere, ascoltare, parlare sono ciò che ci rende liberi e rappresentano un potenziale pericolo per un governo che fonda il suo potere sull’inettitudine. L’uomo è tale grazie al pensiero e il solo profilarsi della possibilità di farsi strappare via subdolamente questo ingrediente costitutivo deve attivare la protesta. La parola non dovrà mai più nella storia essere soggetta a controllo e condanna, l’insegnamento e la divulgazione dovranno essere scevri da ogni limitazione e non si dovranno più bruciare libri… così come non dovrà più succedere che dei poteri statali -senza il nullaosta dell’interessato, ma seguendo misteriosi ordini dall’alto- rimuovano una qualsiasi forma di espressione. Restiamo umani quindi, salvaguardiamo la nostra libertà e resistiamo contro chi cerca di togliercela.


Giulia Mariani

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