Mobilità notturna per Perugia – Non solo questione di fondi!

Marco Peverini | 13-05-2016 | Locale - UNIVERSITÀ

immagine Mobilità notturna per Perugia – Non solo questione di fondi!

Da anni nel nostro comune si discute sull’opportunità di avviare, anche solo sperimentalmente, un servizio di mobilità notturna. Finora tuttavia la questione è stata discussa dalle amministrazioni soprattutto in termini di fattibilità tecnica ed economica, senza tenere in conto le implicazioni di ordine sociale e culturale che tale servizio sarebbe capace di generare e senza inserirlo in una visione complessiva della città, ché pure ne sarebbe influenzata in modo importante.

Mercoledì 11/05/2016 si è svolto un incontro in cui Rappresentanti degli Studenti ed Università degli Studi di Perugia hanno presentato una proposta congiunta di sperimentazione per un servizio di Mobilità Notturna di fronte a Regione Umbria, Comune di Perugia, Umbria Mobilità. La forza di questa proposta è che viene direttamente dai “portatori dell’esigenza”, gli studenti.
La collaborazione con l’Università di Perugia, che ha fatto proprie in toto le nostre istanze, e con il Comune di Perugia, che ha concesso il supporto tecnico del Dirigente Leonardo Naldini, per vagliarne la fattibilità, rende il processo ancora più innovativo.
La buona riuscita di questo progetto sarebbe un esempio senza precedenti di partecipazione ai processi decisionali della città, con l’istanza che parte dal basso e con un’ attiva collaborazione a tutti i livelli.

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Cos’è la MOBILITÀ NOTTURNA e a chi serve?
È un sistema di trasporto collettivo che soddisfa la domanda di spostamento nel centro urbano dopo le ore 22:00 (all’incirca l’orario in cui attualmente gli autobus urbani smettono di circolare).
In prima istanza, il trasporto pubblico serale serve agli studenti medi (fino a 18 anni) e agli studenti universitari fuorisede, coloro cioé che non sono dotati di un mezzo individuale, per potersi muovere nella città anche negli orari serali.
Indirettamente però ciò interesserebbe anche altre due categorie: i genitori che accompagnano i figli e l’Università;
Infatti la mobilità notturna si inserisce nell’ambito dei servizi per gli studenti tanto quanto i collegi e le mense, costituendo motivo di attrattività nei confronti di coloro che si apprestano a scegliere in quale sede universitaria trasferirsi, e valorizza i servizi aperti dall’Università anche di notte, come le aule studio in centro recentemente realizzate o in fase di apertura.
In terzo luogo la mobilità notturna interessa tutti i cittadini e turisti che per qualunque motivo siano interessati a spostarsi per la città in orari serali senza usare un mezzo proprio; un esempio significativo sono tutte quelle persone che, assistendo un parente in degenza o per motivi di tirocinio, hanno bisogno di raggiungere l’ospedale anche di notte.

La situazione perugina
La città di Perugia vede contrapporsi due opposte tendenze: ben quattro forme di mobilità alternativa all’automobile (sistema capillare di autobus, linee ferroviarie, ascensori e scale mobili, minimetrò) convivono, a stento e tendenzialmente in perdita, con un’ urbanistica diffusa (fatta di villette sparse un po’ ovunque nel territorio), con un tasso di motorizzazione elevatissimo (686 veicoli ogni 1000 abitanti) che la rende terza provincia in italia per numero di veicoli/abitante e con un uso quasi esclusivamente individuale dell’automobile (in media 1,17 passeggeri per veicolo)1.

Cosa fanno gli altri comuni?
Le 9 città benchmark, che sono state individuate da Cittalia nel 2014 di comune accordo con il Comune di Perugia nel contesto della candidatura a Capitale Europea della Cultura 20192, presentano la seguente offerta di mobilità notturna:
-Ferrara, non ha autobus notturni;
-Foggia, 8 linee notturne fino a mezzanotte;
-Padova, non ha autobus notturni;
-Parma, autobus a chiamata dalle 20:15 alle 1:15;
-Pavia, autobus a chiamata dalle 20:00 alle 1:00;
-Pescara, 6 linee notturne fino alle 3:00 il venerdì, sabato e mercoledì (serata universitaria) da ottobre ad aprile;
-Ravenna, 3 linee notturne nei weekend per i lidi;
-Sassari, 2 linee notturne fino alle 3:25;
-Siena, molte linee notturne fino alle 2:00;3 

Si evince da questa classifica che solo le città più pianeggianti, Ferrara e Padova, possono esimersi dall’attivare un sistema di mobilità notturna proprio per il largo uso della bicicletta.
Siena, competitor diretto di Perugia in merito all’attrattività per i fuorisede, si è dotata di numerose linee attive fino a mezzanotte e di due linee fino alle h 2:00.

Perugia campus diffuso

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(mappa di Perugia con le sedi universitarie, i colledi Adisu, l’ospedale)

Dal punto di vista universitario, la città di Perugia si configura come un grande “campus”, in cui i Dipartimenti si trovano sia nel centro storico che nei quartieri intorno; situazione simile per i collegi universitari gestiti dall’Adisu.
Il concetto di Università diffusa nel territorio è il punto di partenza fondamentale nella progettazione di un servizio di mobilità che si proponga di connettere tutti gli studenti, sia con il centro che tra di loro.

La proposta di sperimentazione: una circolare notturna nei weekend.
Partendo dall’obiettivo, condiviso dall’Unipg, di connettere gli studenti non solo con il centro ma anche tra loro, ci si propone di superare l’idea classica di Perugia come città “a stella”, in cui cioè gli spostamenti sono radiali dalla periferia verso il centro, in favore di una mobilità “circolare” che permetta non solo di raggiungere il centro storico ma anche i quartieri esterni ad esso senza bisogno di cambiare mezzo.
Nel tracciare l’ipotesi di percorso che la mobilità notturna dovrebbe attraversare si è assunto quindi come esigenza imprescindibile il collegamento di tutte le residenze universitarie Adisu e dei quartieri a maggior concentrazione di studenti fuorisede.

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(proposta di tracciato indicante le residenze universitarie e i quartieri a maggior presenza di studenti fuorisede)

In secondo luogo si è cercato di raccordare il percorso con gli attrattori della vita universitaria e dello svago seral
e, interessando per quanto già detto l’ospedale e le sedi dei dipartimenti (auspicando nel futuro l’ampliamento degli orari di apertura degli spazi dell’Univeristà, non solo in centro).

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(proposta di tracciato indicante le sedi universitarie, i centri di svago, i punti di interscambio con altri sistemi di trasporto)

Fattibilità tecnica
Essendo una proposta frutto di una lunga discussione e di ampi ragionamenti, ma allo stesso tempo ambiziosa e innovativa, è opportuna la previsione di un periodo di sperimentazione della navetta per poter valutare dopo alcuni mesi la risposta dell’utenza a un tale servizio e poter quindi effettuare le dovute valutazioni e attuare eventuali misure correttive.
Sul piano tecnico si è proposto di attivare per i mesi di Giugno, Luglio e poi di nuovo Settembre, Ottobre, Novembre la sperimentazione di un servizio circolare attivo dalle ore 22:00 alle ore 2:00 (ultima partenza dal centro) del weekend (le due serate tra Venerdì e Domenica), nei due sensi, con frequenza di 30 minuti per garantire una buona efficacia.
In accordo con il Dirigente dell’ U.O. Mobilità del Comune si è quindi pensato di proporre il tracciato in mappa, utilizzando 6 autobus da 8 metri (3 per ogni senso) ognuno dei quali, considerando una velocità media commerciale di 22-23 km/h, è in grado di percorrere i 33,5 km del tracciato in 90 minuti, senza soste e perciò conseguendo il massimo di efficienza.
La scelta del minibus (35 posti) è obbligata volendo passare per piazza Grimana e piazza Cavallotti.
Una sperimentazione di 6 mesi, è stato calcolato, costerebbe circa 165.000 Euro.
Nella prospettiva di rendere il servizio permanente, il periodo di attivazione sarebbe di circa 45 settimante/anno (escludendo quindi il solo mese di Agosto ed alcune feste, quelle con minore presenza di fuorisede) con un costo complessivo di circa 270.000 Euro/anno (circa 400.000 se si volesse attivare per tre notti).4

Quali vantaggi apporta alla città
L’attivazione di un siffatto servizio di mobilità notturna avrebbe sia vantaggi a breve termine:
-nei prossimi anni l’Amministrazione Comunale sarà chiamata a redigere un nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), nel contesto del quale dovrà prendere provvedimenti per potenziare forme di trasporto di tipo collettivo ed alternativo: sarebbe un’ottima occasione per avvantaggiarsi.
-decongestionamento dell’acropoli e diminuzione del problema del parcheggio selvaggio nel centro storico; possibilità di parcheggiare nei posti legali fuori dal centro e poi raggiungerlo con la navetta.
-presidio di sicurezza in tutti i quartieri dovuto al maggior movimento di persone a piedi fino a tarda notte.
-sarebbe possibile migliorare la sicurezza stradale nelle ore notturne offrendo una alternativa a coloro che si muovono nella città cercando il “divertimento”, tanto più che gli incidenti stradali si concentrano proprio nelle zone dove si propone l’attivazione del servizio.
– l’Università di Perugia ha attivato alcuni servizi serali per gli studenti concentrati nel centro storico e dintorni; è imperativo che questi diventino accessibili perlomeno dai quartieri dove si ha elevata concentrazione di studenti fuorisede.

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…e altri vantaggi a lungo termine:
-incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico; possibilità per gli studenti fuorisede di vivere a Perugia senza possedere un automobile.
-maggiore appeal di Perugia come città universitaria.-diminuzione dell’inquinamento atmosferico-acustico: gli elevati livelli di traffico hanno portato tra le altre cose a numerosissime giornate di blocco del traffico col fine di ridurre l’inquinamento atmosferico; sarebbe auspicabile pensare che almeno nel weekend diventi possibile abbandonare il più possibile l’automobile.

…sempre tenendo presente che l’attivazione di un servizio di trasporto collettivo notturno sarebbe un primo gesto contro il predominio incontrastato dell’automobile, in favore della vivibilità dei luoghi e del benessere delle persone, punto di partenza per portare qualità della vita anche nei quartieri più critici di Perugia; per dirla con Fred Kent, presidente della organizzazione senza scopo di lucro Project for Public Spaces: “Se pianifichiamo le città per auto e traffico, avremo auto e traffico. Se le pianifichiamo per le persone e i luoghi, avremo persone e luoghi.”

La risposta delle Istituzioni
Di fronte all’esposizione del progetto, l’assessore alla Mobilità del Comune di Perugia, Cristina Casaioli, ha risposto che la “proposta è assolutamente condivisibile” e che “come città universitaria una Mobilità Notturna è d’obbligo”, tuttavia “ben venga questa proposta se c’è una disponibilità aggiuntiva rispetto alle risorse del Comune” poiché “il problema sono le risorse”.
In seguito i rappresentanti di Umbria Mobilità hanno ammesso che “esprimendosi solo dal punto di vista trasportistico, quello che è stato proposto è interessante, ha un senso, trasportisticamente è valido”, “prendendone coscienza come azienda”.
La Regione Umbria infine, nelle parole di Giuseppe Chianella, ha rimarcato che “il problema vero è che i soldi sono quelli” e, “dato che la coperta deve coprire tutti, dovremo razionalizzare le spese, tagliare i costi delle corse esistenti”, taglio giudicato impossibile dall’azienda di Mobilità in quanto si è già risparmiato il risparmiabile.
Verso la conclusione dell’incontro, infine, è stata espressa da parte di Cristiana Casaioli la “richiesta alla Regione Umbria di attivare un Tavolo tecnico di ridistribuzione delle risorse destinate ai Trasporti”, che si occupi tra le altre cose di trovare una copertura finanziaria per questo progetto.
Da questa esperienza gli studenti raccolgono il dialogo e la proficua collaborazione con lUniversità.
Tuttavia rimangono lamarezza e linsoddisfazione di un blocco (come nel caso della terza Commissione Comunale dello scorso gennaio) motivato dalla sola mancanza di risorse, senza alcun impegno da di Umbria Mobilità e senza chiara presa di posizione da parte delle Istituzioni nei confronti di un obiettivo così importante come quello di rendere la città a misura di studenti, che viene considerato solo come costo e non come investimento.
Soprattutto se si considera che la quantità di risorse richieste (per un servizio permanente) sarebbe soddisfatta con le cifre dopo la virgola della somma che verrà messa in campo con Agenda Urbana (11,6 milioni di Euro).5
Il progetto c’è e funziona, ora è compito delle Istituzioni non solo trovare i fondi, ma
soprattutto farne propria la visione complessiva della città.

Fonti:
1  fonte, dati Istat 2012;
2  ricerca Cittalia 2014 per conto del Comune di Perugia nel contesto della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019;
3  dati ricavati dai siti delle aziende di mobilità dei rispettivi comuni;
4  tutte le informazioni di carattere pratico sulla fattibilità e sui costi del servizio sono stati reperiti presso il Dirigente dell’ U.O. Mobilità del Comune di Perugia;
5  informazioni reperite presso il sito della Regione Umbria

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Marco Peverini

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