NO IN GRECIA: NUOVO COLPO PER RENZI3 min read

Amministratore | 11-07-2015 | Nazionale

Matteo Renzi affronta oggi il momento più difficile da quando nel febbraio 2014 ha sostituito Enrico Letta nel ruolo di capo del governo.
Una flessione registrata già un mese fa con l’esito delle elezioni regionali e amministrative, e che vede subire un ulteriore colpo con la vittoria del NO alle ultime proposte dei creditori nel referendum greco del 5 luglio.
Difatti a pochi giorni dal voto greco, Renzi era stato ricevuto dalla Merkel in una conferenza tenutasi a Berlino, criticando e giudicando la scelta del primo ministro ellenico Alexis Tsipras come un errore e schierandosi di fatto a fianco della Troika (Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea).
Una crisi che oltre al contesto nazionale vede espandersi anche in Europa, sia per la questione greca, dove l’Italia fatica ad inserirsi sia nei colloqui tra la Merkel e il primo ministro francese Francois Hollande, sia per gli sbarchi nel Mediterraneo, passati in secondo piano ultimamente ma ovviamente di grandissima importanza, dove l’Italia fatica a far sentire la sua voce.
La politica interna di Renzi vede ogni giorno subire la crescita della Lega Nord capeggiata da Matteo Salvini, che è in “vantaggio” con i like su Facebook (1 milione a 809mila) e che ha dimostrato come la destra abbia serie chances di vittoria nel caso si presenti unita (vedere gli esiti della Liguria e dell’Umbria dell’ultima tornata elettorale ), mettendo in discussione il sistema dell’Italicum tanto voluto dal premier e in cui lo scorso maggio ha posto la fiducia.
Ricordiamo inoltre la crescita del Movimento 5 Stelle, molto più presente in TV (a cominciare da Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio) e sul territorio, visti i risultati dello scorso mese.
Ed è notizia di poco tempo fa, la presentazione a Roma del nuovo soggetto politico di sinistra, con i vari Fassina, Civati e Cofferati, che dopo tante discussioni in merito a Buona scuola e Italicum hanno preso la decisione (con tempi diversi) di lasciare il PD e cercare un proprio spazio a sinistra, con la speranza di poter allargare il dialogo con i segretari di CGIL e FIOM, Susanna Camusso e Maurizio Landini, “acerrimi nemici” del segretario nazionale del PD.
Impossibile non parlare poi delle tante vicissitudini e controversie interne al partito.
L’ormai famosa vicenda del governatore campano Vincenzo De Luca, lo scandalo che ha colpito la capitale, con le tensioni createsi tra il premier e il sindaco di Roma Ignazio Marino…
In ultimo la vicenda di “Rimborsopoli” in Calabria , che ha colpito anche alcuni esponenti del PD locale.
Insomma il referendum greco isola ancor di più l’ex primo cittadino di Firenze, con un’opposizione che va da sinistra a destra, e che passa per il M5S , “uniti” in un unico coro contro quest’Unione Europea, e che fa di Renzi il bersaglio numero uno, definito ormai come il “cagnolino” della Merkel.
Intanto a Bruxelles, a prendere le decisioni sono sempre in due, anche se nel prossimo fine settimana è previsto un summit dei 28 Stati membri, in cui si dovrà decidere il futuro della Grecia.


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