Sulla mobilità il Comune non ha una visione4 min read

Marco Peverini | 18-04-2018 | Attualità - Locale

immagine Sulla mobilità il Comune non ha una visione4 min read

Una mobilità sostenibile non si fa con singoli interventi ma con un piano strategico che a Perugia non sembra esistere. Dunque una mobilità sostenibile non può che passare per gli studenti.

Si avvicina alla conclusione la progettazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile del Comune di Perugia, su cui, come attivisti di Giovani in Mobilità, abbiamo partecipato molto, detto molto e scritto altrettanto. Partecipazione che purtroppo si è rivelata in gran parte vana, poiché molti degli argomenti su cui avevamo portato l’attenzione non sembrano essere stati ascoltati.

Cominciamo dall’analizzare dichiarazioni della Consulta, che si è tenuta la scorsa settimana tra Sindaco, assessore alla mobilità Casaioli, team del PUMS, Comitato anti Ztl, rappresentanti dei residenti del centro storico, da cui gli studenti sono stati per l’ennesima volta esclusi. Nonostante l’interesse e l’impegno dimostrati ampiamente sul tema della mobilità in città.[1] Il quadro di ciò che emerge è in buona sostanza, preoccupante.

Si parla, in primis, di aprire totalmente Piazza Italia (già oggi teatro di fenomeni di sosta selvaggia) alle macchine, ma di chiuderla ai pullman! Una decisione a prima vista schizofrenica che costringe chiunque voglia raggiungere il centro a scomodi cambi di mezzo che, di fatto, disincentivano l’uso del mezzo pubblico. Si è infatti già verificato, con l’estromissione dei mezzi da Piazza Cavallotti e l’introduzione della Linea U (Sant’Erminio – Monteluce – Piazza Cavallotti), che se aumenta il numero dei cambi, le persone tendono ad andare in macchina o (chi non può) a piedi.

Peraltro non è ancora chiaro quale dovrebbe essere il percorso di questa “navetta” sostitutiva degli autobus per recarsi in centro. Come studenti, auspichiamo che la navetta interessi per lo meno i quartieri di Elce, Monteluce e Via dei Filosofi, per evitare che i fuori sede che vivono lì siano costretti, per salire in centro, a odiosi cambi di mezzo. O a comprarsi un’ automobile.

Il “Parco auto” nel centro storico cittadino in piazza Italia a Perugia

Insomma l’ennesima sconfitta, in controtendenza rispetto al resto del mondo e d’Italia, della mobilità lenta che vede ridotta e, forse, compromessa la Zona a Traffico Limitato (tra le prime ad essere introdotte nel paese). Ma questo atteggiamento (ricordiamo anche le parole di Fioroni, secondo cui uno dei maggiori problemi di Fontivegge sarebbe il fatto che l’ingresso della stazione è pieno di autobus) dimostra che questa giunta ha qualche problema con il trasporto pubblico su gomma.

Proprio il trasporto su gomma verrà ridotto nelle periferie per privilegiare la parte densa, con probabili effetti di sperequazione che ci riserviamo però di valutare quando avremo dati precisi. E nessun tipo di ragionamento è emerso riguardo al grande patrimonio di linee di trasporto su ferro (Trenitalia e Fcu). Eppure Stefano Ciurnelli, responsabile del PUMS, è autore di una interessante ricerca sulle prospettive ferroviarie del Comune di Perugia.[2]

Positivo l’accoglimento dell’idea, venuta da un suggerimento degli studenti, del MetroBus (linea di autobus ad alta frequenza, basata sulla teoria del Bus Rapid Transit[3]) purché sia realizzato in modo proprio (con corsie riservate, fermate protette e riconoscibili, alta frequenza: un esempio in foto).

Bus rapid transit

Ma nulla viene detto sul costo di biglietti e abbonamenti, che a Perugia sono tra i più alti d’Italia. E dire che come studenti universitari abbiamo insistito così tanto su questo tema importantissimo[4], ma non siamo stati ascoltati. Allo stesso modo, sembra mancare totalmente dalla progettualità qualunque ragionamento sulla mobilità delle biciclette, elettriche o meno, su cui il Comune sta investendo molto in termini di denaro (e c’è una recente legge quadro che obbliga i comuni ad occuparsi di ciclovie e piste ciclabili), ma che non sembrano essere un priorità per la giunta. Anche l’Università, nella sua lettera di intenti per il PUMS, ha espresso forte interesse in materia.

Una nota positiva si è avuta dal riconoscimento che ci sono alcune fasce orarie che non possono essere, come avviene ora, trascurate. Il trasporto pubblico va garantito, nei giorni feriali anche di mattina presto e di sera (senza bisogno, necessariamente, di arrivare alle ore 2:00, anche mezzanotte può bastare). Purtroppo, per la Giunta, GIMO, il servizio di Mobilità Notturna che ha dimostrato di poter camminare sulle sue gambe (senza alcuna pubblicità ha raggiunto un utenza media superiore a quella delle linee diurne!) non viene neppure citato.

L’appello da lanciare è che il Comune coinvolga di più la componente studentesca (circa 30.000 potenziali utenti del trasporto pubblico!) nella progettazione della sua mobilità.

[1] Vedi: articolo di Luca Benedetti sul Messaggero Umbria del 14 Aprile; articolo di Alessandra Borghi sul Corriere dell’Umbria del 15 Aprile.
[2] Disponibile sul sito del comune: http://www.comune.perugia.it/resources/Service/All.odgBoriDNAPerugia.pdf
[3] Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Bus_Rapid_Transit
[4] http://lalocomotivaonline.com/prezzo-mobilita/


Marco Peverini

Marco Peverini

Studente di Ingegneria Edile e Architettura nell'Università degli Studi di Perugia. Rappresentante di Dipartimento e attivista nell'Udu - Sinistra Universitaria. Particolarmente coinvolto nel progetto GIMO - mobilità notturna (https://www.facebook.com/GIMOmn/) e in tutti quei progetti che abbiano una visione aperta della città. Impegnato in una tesi di Sociologia Urbana e Geografia che lo porta a ricercare le cause della disuguaglianza in ambito urbano. Appassionato musicista e bassista.