Locomotiva Biancorossa #20 – Pari bagnato, Grifo imbarazzato2 min read

Riccardo Rinalducci | 11-11-2017 | Locomotiva Biancorossa

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Un ritardo notevole quello della fermata numero 20 della Locomotiva Biancorossa: l’acquazzone incessante di Perugia – Avellino ha appesantito le polveri alla macchina, ha piovuto sul bagnato invece per una squadra che continua, pur con il cambio alla guida tecnica, a non avere nulla a che fare con quella schiacchiasassi di inizio campionato. Io ho smaltito – per modo di dire – l’influenza rimediata lunedì sera, per nulla invece la delusione di un momento nero per la squadra biancorossa.

La gara con gli irpini, anche se non persa ai punti, non soddisfa le aspettative: il cambio modulo è stato interessante, ma non ha dato la scossa che ci si poteva immaginare, con poca incisività degli esterni d’attacco (meglio nel secondo tempo ma molto lontani dalla cattiveria e dalle idee che servono per far gol in serie B) e cali imbarazzanti in difesa. Il Perugia ha provato a costruire qualche azione e andar dentro con cross e verticalizzazioni anche ben costruite, ma niente da far saltare sul posto il pubblico del Curi, niente da far credere che questa partita la si stesse giocando per riscattarsi, per vincere e convincere. La partita è finita con un gol dell’ex Ardemagni che ha staccato di testa a centro area senza marcatura nel primo tempo, e un rigore (inesistente) di Cerri, battuto male ma fortunatamente entrato in rete.

Poco o nullo entusiasmo sugli spalti, mugugni e diffidenza nei contronti dei giocatori. A buon ragione, dopo le vicende e lo score dell’ultimo mese e mezzo. Con una classifica (ancora) così corta, sarebbe bastato un Perugia a metà della forza espressa nelle prime 6 partite per ammazzare campionato, rumors, contestazioni. Invece si è rotto il legame di fiducia fra gli undici in campo e la curva Nord, non c’è più sintonia fra l’arrembaggio in area avversaria e le mani e voci a tempo di tutto lo stadio ad accompagnare le giocate dei Grifoni. Ci vorrà tempo, serietà, professionalità e dedizione alla causa per ricucire quanto strappato in due mesi scellerati, e probabilmente nemmeno basterà a dimenticare quanto successo fra squadra, allenatore, presidente e tifosi.

Una squadra con quel ritmo, gioco e risultati espressi in campo non può svegliarsi un mattino qualunque e vanificare il lavoro di Giunti, nè ridestarsi d’improvviso con Breda. Cosa c’è dietro questo mese di ottobre funesto a Pian di Massiano lo scopriremo fra qualche mese, forse, o non lo scopriremo mai: per ora la formazione del Perugia al Curi è scandita senza gli olè della curva, e il messaggio «assordante» che parte dagli spalti dice che Perugia siamo noi, solo noi. Su giugno, luglio e agosto potremo sbizzarrirci e parlare più in là, c’è un campionato e una maglia da onorare prima.

foto dal web


Riccardo Rinalducci

Riccardo Rinalducci

Studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Perugia, entra in redazione nel 2017 come vicedirettore. Appassionato di calcio e tifoso del Grifo, si interessa di musica e cinema italiani - più sono d'autore e noiosi, meglio è. Ama viaggiare e discutere di attualità e politica, più volentieri davanti a una birra che a un touch-screen.