Locomotiva Biancorossa #19 – Adesso non ci sono più scuse(?)3 min read

Riccardo Rinalducci | 28-10-2017 | Locomotiva Biancorossa

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Questa è stata un’altra settimana del ca…lcio. Quinta sconfitta di fila, sesta in sette giornate, allenatore esonerato e squadra invitata caldamente ad andarsene a lavorare. Oggi non ha senso parlare della partita di martedì sera né delle due precedenti a Foggia e La Spezia, perchè quella vista al Curi e sentita in radio nelle ultime settimane non è una squadra.

Dopo le cronache sportive e non, con il rientro problematico a Perugia dopo la gara con lo Spezia, le voci e le critiche, ho passato una settimana a chiedermi come sarebbe stato entrare allo stadio, forse davvero per la prima volta da quando ho la passione del Grifo addosso, senza altro obiettivo che i tre punti e il riscatto della squadra. D’altronde ho avuto la fortuna di cominciare a seguire il Perugia mentre rinasceva dal fallimento e dalla serie D, poi la C2, la delusione playoff col Pisa e il trionfo in C1. Sempre campionati di vertice, sempre squadre per salire di categoria, e sempre campionati dignitosi (parentesi Bisoli a parte) se non esaltanti: per me è stato normale lasciarmi prendere dai biancorossi, e ora capisco meglio chi fra i vecchi del tifo perugino si lascia meno coinvolgere dai risultati del campo, purchè si sia data battaglia in campo. Ultimamente erano innegabili grossi cali nelle prestazioni e nei punteggi, ma le frequenze di Umbria Radio nelle ultime due trasferte consecutive non rendevano al meglio quanto ho constatato dagli spalti della curva Nord: gioco assente, sempre secondi sulle palle contese, difesa in imbarazzo su incarichi elementari, nemmeno l’ombra degli acclamati fuoriclasse delle prime uscite stagionali in tutti i reparti. 3-0 con l’ultima in classifica, 5 delle 6 squadre con cui abbiamo perso sono dietro di noi fra la 17esima e la 22esima posizione.

Proprio dalla Locomotiva Biancorossa qualche settimana fa dicevo “sarà ora che cominciamo a perdere qualche partita, per non pregustare troppo una serie A tanto desiderata e poi regalarla a chissà chi a giugno”. Detto fatto – come mi succede spesso, avrei fatto bene a starmene zitto! In queste partite però si è sempre più rotto il legame che aveva fatto il Perugia ancora più forte di quel che forse era a inizio campionato. Niente più concordanza fra le note scandite a gran voce dagli spalti e la carica arrembante degli undici in campo. Quel che è successo negli ultimi giorni lo hanno già raccontato in molti: rumors su un spogliatoio spaccato con giocatori che si mandano a quel paese fra loro nel rettangolo di gioco, voci sul ritorno dell’amato Cosmi – non si sa quali contatti ci sono stati e quali fossero le condizioni delle parti – dell’arrivo del meno acclamato Stellone, poi virata su Breda. Liquidato il tifernate ex capitano del Perugia, il nuovo tecnico, ex Ternana e Salernitana fra le altre, si è detto onorato di avere la responsabilità di rimettere sui binari giusti una grande fede.

In bocca al lupo, quelli visti in campo sono stati capaci di segnare 14 gol e totalizzare 13 punti nelle prime 6 giornate, stessi interpreti della banda di scappati di casa che ha incassato 5 sconfitte e 16 gol nelle ultime 5 gare: non sarà facile, o almeno non dovrebbe esserlo per un tecnico che deve andare a Cremona con squalificati ed emergenze. Vedremo il Grifo in campo nelle prossime uscite, ci chiederemo quanta responsabilità potesse esserci da parte dell’allenatore, del presidente… Noi tifosi vorremmo 3 punti ad ottobre, soprattutto oggi, per l’amato e indimenticato Renato Curi, che con questa maglia in campo perse la vita. Il campionato è lungo e la classifica ancora corta, ma occorre ritrovare la vittoria e onorare la maglia, da subito!


Riccardo Rinalducci

Riccardo Rinalducci

Studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Perugia, entra in redazione nel 2017 come vicedirettore. Appassionato di calcio e tifoso del Grifo, si interessa di musica e cinema italiani - più sono d'autore e noiosi, meglio è. Ama viaggiare e discutere di attualità e politica, più volentieri davanti a una birra che a un touch-screen.