Locomotiva Biancorossa #18 – Per quelli innamorati come noi3 min read

Riccardo Rinalducci | 09-10-2017 | Locomotiva Biancorossa

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Il Perugia a cavallo fra settembre e ottobre sbatte forte i denti contro Brescia e Pro Vercelli. Se in terra lombarda avevano perso di misura una partita difficile, al Curi gli uomini di Giunti hanno incassato una pesante sconfitta dai piemontesi in una gara che tutti aspettavano come il classico testa-coda per riprendere il cammino delle prime posizioni. Così non è stato: una rete a cinque, con il tecnico biancorosso che si è prontamente preso le responsabilità della brutta, bruttissima giornata.

Una domenica proprio no, raramente così largo il passivo in casa, specie in questi ultimi anni: Rosati sbaglia su due gol senza troppe attenuanti, anche se tiene chiusa la porta in un altro paio di occasioni; Pajac rimedia un rosso diretto nel primo tempo che condiziona gli equilibri del resto della gara; turn-over, soprattutto davanti fra indisponibilità varie, che avrebbe dovuto essere meno pesante di così, con Falco e Mustacchio ancora non al meglio e troppo vicini a Di Carmine; meno filtro a centrocampo del solito e troppa lontananza dal reparto offensivo, con Cerri ancora out, Han in patria e Brighi fuori. Eppure il Grifo era riuscito a pareggiarla, a metà ripresa, con Belmonte su un episodio che poteva rimetterla sui binari giusti. Il terzo tempo di testa con palla all’incrocio di Castiglia, simile al gol dell’iniziale vantaggio di Han su cross di Pajac a Brescia la settimana prima, è l’eurogol che taglia le gambe al Perugia. L’undici di mister Grassadonia poi dilaga, per un 1-5 che non ha pietà dell’assenza di gioco e idee dei grifoni, e che rappresenta un segnale importante prima di due trasferte consecutive e difficili: a Foggia venerdì 13 e a La Spezia sabato 21 la rotta deve essere nettamente invertita e la squadra dovrà innanzitutto scendere in campo con un altro atteggiamento, più offensivo e grintoso.

Quel che fa strano è che, fatta eccezione per i poco affezionatissimi che hanno cominciato a lasciare gli spalti all’ottantesimo, fino al novantaquattresimo si è continuato a incitare la squadra, anche mentre Vives prendeva la rincorsa sul dischetto per l’1 a 4. Nonostante la brutta, bruttissima figura e la delusione per non aver sfruttato l’occasione di scavalcare tutti in testa a un campionato dalla classifica (per chi la guarda già alla giornata 8/42) cortissima: le prime hanno solo il doppio dei punti delle ultime. Questa è la serie B del dopo-riforma della Lega Pro, e lo stiamo imparando in questi anni di risalita. La Pro Vercelli stravince a Perugia e il Frosinone cade a Novara, il campionato è di un livello più basso rispetto a qualche anno fa, più competitivo: sempre più spesso si affrontano fra loro squadre mix di giovani motivati e giocatori esperti – talvolta rinnovate ogni anno – e più o meno grandi corazzate assemblate per tornare/scrivere la storia nella massima serie. E non è così semplice trovare la formula giusta per ammazzare il campionato, come successo alla SPAL, al Cagliari e al Crotone, al Carpi da quando siamo tornati in cadetteria.

Perciò al lavoro, lasciandoci alle spalle una settimana da dimenticare, ma da tenere bene a mente: non si perdono le partite per essere entrati in campo con l’atteggiamento sbagliato, nè per aver preso male le misure coi centimetri di Caracciolo, nè per aver messo la gamba con meno convinzione dell’avversario su una seconda palla. Non ci sono dubbi sul fatto che la squadra che ha dimostrato tanto bel calcio nelle prime uscite possa riprendersi già dalla prossima partita, e con i giusti interpreti a disposizione, così come non c’è da dubitare del supporto e del calore verso la squadra: il campionato è lungo e noi non vediamo l’ora di tornare a sostenerti!


Riccardo Rinalducci

Riccardo Rinalducci

Studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Perugia, entra in redazione nel 2017 come vicedirettore. Appassionato di calcio e tifoso del Grifo, si interessa di musica e cinema italiani - più sono d'autore e noiosi, meglio è. Ama viaggiare e discutere di attualità e politica, più volentieri davanti a una birra che a un touch-screen.