Locomotiva Biancorossa #17 – Questo Perugia ha una gran fame3 min read

Riccardo Rinalducci | 25-09-2017 | Locomotiva Biancorossa

immagine Locomotiva Biancorossa #17 – Questo Perugia ha una gran fame3 min read

La tappa della Locomotiva Biancorossa di Perugia – Frosinone giocata sabato comincia con un messaggio spassionato al presidente, allo staff, alla squadra: se non vogliamo andare in serie A, cominciamo già da ora a perdere qualche partita. Non come successo col Palermo, immeritatamente, creando occasioni da gol e annullando una retrocessa dalla massima serie per quasi tutto il primo tempo e completamente nel secondo. Una settimana fa c’è voluto un uomo in più ai siciliani per strappare tre punti a un Grifo battagliero e determinato a giocarsela su ogni campo. Saremmo primi da soli, dopo 6 giornate, senza un Ros di Pordenone che all’ottantesimo ha deciso di rubare la scena a tutti, con un’interpretazione quantomeno fantasiosa su un involontario tocco di mano di Colombatto in area. Dovremmo iniziare a perdere molto meglio di così per farci trovare pronti a una delusione in Benevento style come quella di giugno scorso… Ma scherziamo, ovviamente. Mai e poi mai rinunceremmo a giornate ed emozioni come quelle che questo Grifo di inizio anno sta riservando alla sua gente.

Grifo di popolo: sopra, lo striscione con il quale la curva Nord e tutto lo stadio hanno dato voce alla vertenza Perugina e ai suoi dipendenti a rischio esubero; sotto, la solidarietà dei tifosi ai 537 operai licenziati dell’acciaieria ternana nella partita, curiosamente sempre contro il Frosinone, del 12 ottobre 2014

Quella coi ciociari è stata una partita indimenticabile: forte dei seimilasettantotto abbonamenti staccati e di quasi altrettanti biglietti venduti, il catino del Curi ha dato incessante sostegno ai ragazzi in campo, glie‘m fatto fischià le ‘recchie, detto in gergo aulico-calcistico perugino. E con una Curva Nord calda e unita come sabato non c’è corazzata che la spunti. Chiedetelo a Rosati, tornato ai livelli di due anni fa, che ha letteralmente tolto la palla da dentro la porta in almeno due occasioni per i gialloblù: chiedetegli che si prova a sentire tutto lo stadio col fiato sospeso in quel secondo prima del suo guantone sui tiri di Ciano e Dionisi, per poi esplodere di gioia come per un gol fatto. Questo Frosinone non è quello degli ultimi anni, che era salito in A dalla C con grandi individualità e la filosofia del buttiamola su e qualcosa accadrà. La squadra di Longo costruisce gioco, ha saputo limitare Colombatto (che pure non ha demeritato, con tanto e preziosissimo gioco sporco), davanti ha un reparto organizzato (che prima di sabato aveva sempre segnato, ma ha trovato sulla via del gol un muro difensivo a tratti invalicabile e un estremo difensore da 7,5), e dietro ha elementi esperti della categoria. Il Perugia di mister Giunti però ha fame, è schierato con intelligenza, azzecca cambi in corsa, di uomini e modulo. E il gol di sabato è da manuale: l’azione inizia a centrocampo, Di Carmine dalla fascia sinistra serve Bandinelli e corre a centro area, il centrocampista la lascia scorrere e di prima trova Buonaiuto in profondità che la mette a centro area per il ritorno del numero 10. Piattone destro al volo, gol e applausi.

Riformuliamo il messaggio di apertura: continua così Grifo, sabato prossimo a Brescia e ovunque giocherai. Il campionato è lungo e difficile, ogni gara ha insidie ed è fondamentale non abbassare la guardia… Non svegliamoci!


Riccardo Rinalducci

Riccardo Rinalducci

Studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Perugia, entra in redazione nel 2017 come vicedirettore. Appassionato di calcio e tifoso del Grifo, si interessa di musica e cinema italiani - più sono d'autore e noiosi, meglio è. Ama viaggiare e discutere di attualità e politica, più volentieri davanti a una birra che a un touch-screen.