Locomotiva Biancorossa #10 – Il calcio è solo un gioco, un bellissimo gioco3 min read

Enrico Guarducci | 18-09-2016 | Locomotiva Biancorossa

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Ogni volta che mi reco allo stadio o che parlo di calcio in pubblico mi domando almeno per qualche istante se la mia passione per il Perugia Calcio e per il frequentare lo stadio non siano aspetti troppo beceri in una vita fatta di università, studio, impegno sociale, passioni di un minimo livello culturale. Ogni volta mi rispondo che no, andare allo stadio non è una occupazione stupida e da stupidi e non è niente di cui dovrei vergognarmi, perché quel panem et circenses antico di secoli è sempre attuale e si è levato di dosso tutto l’aspetto grottesco e umanamente povero che aveva nelle antiche arene romane. La vita è fatta di gioie ma anche di tanti dolori, malattie, litigi, ostacoli più o meno insormontabili, ed è necessario e bello al fine di non rimanerci troppo secchi trovare qualche occupazione che possa permettere almeno per qualche minuto di non pensare, di concentrarsi su qualcosa di infantile e prettamente giocoso, di riporre voce ed energia in qualcosa di fine a se stesso ma romantico da far star bene. Altrimenti non se ne esce.
In quella che ieri doveva essere la madre di tutti i panem et circenses, il derby umbro di calcio, si è consumato un fatto assai raro e sconvolgente che ha avuto risonanza a livello nazionale ed internazionale. Nel secondo tempo della partita, a seguito del goal del Perugia e del successivo spettacolare pareggio della Ternana, uno spettatore sessantaduenne che seguiva la gara dalla Tribuna Est ha avuto un arresto cardiaco e nonostante i soccorsi immediati è morto quando ancora la partita era in corso e mancava circa un quarto d’ora al fischio finale. Quando si è capito che la situazione sarebbe volta verso il peggiore degli scenari per il povero Osvaldo, così si chiamava l’abbonato di vecchia data proveniente da Gualdo Cattaneo, i tifosi di Perugia e Ternana si sono prima calati in un silenzio surreale, hanno poi rimosso striscioni e bandiere ed infine sono entrati in campo chiedendo ad arbitro e giocatori di interrompere immediatamente la gara. La partita si è fermata per parecchio tempo ed è infine terminata con uno sterile e fittizio passaggio del pallone onde evitare la ripetizione dell’incontro che sarebbe stata improponibile a livello organizzativo ed umano. Si è già scritto tanto riguardo alla solidarietà dei tifosi presenti allo stadio, della rivalità storica tra Perugia e Terni spazzata via in un istante da un applauso commovente, della squadra ternana uscita dal campo tra gli applausi della curva nord del Curi. Quello che a me preme sottolineare è la lucidità con cui ognuna delle quattordicimila persone presenti ieri allo stadio si è disinteressata della partita e si è messa a fissare quel punto della gradinata piena di volontari del 118 intenti a rianimare Osvaldo. Questa lucidità è stata per me l’ennesima risposta al mio quesito iniziale, l’ennesima conferma che andare allo stadio non significa essere poveri di contenuti, ignoranti, mentalmente pigri. Andare allo stadio ed amare la squadra della propria città significa giocare, scherzare, divertirsi e stare in compagnia di persone che magari non si rivedono da lungo tempo. Significa essere umani sapendo che ciò che si sta facendo è solo un gioco, uno scherzo, rimandare o alleviare pensieri e problemi ben più seri consci però che la vita vera continua ad esistere e a scorrere anche quando Rolando Bianchi con un colpo di testa gonfia la rete degli odiati ternani, significa essere sempre pronti e vigili ad interrompere eventualmente il gioco e a fregarsene di rivalità e sfottò che ti incendiano l’animo per giorni e settimane. Il calcio, nelle sue forme più pregiate, è uno degli ossigeni più puri della vita e una delle più grandi dimostrazioni di affetto per il luogo in cui si vive e per i compagni di una vita intera. Il calcio è solo un gioco, un bellissimo gioco. Terni merda, oggi un po’ meno.

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Enrico Guarducci

Enrico Guarducci

Studente di Giurisprudenza atipico. Appassionato della Città di Perugia, di Cinema e di Sport, curo la rubrica Locomocinema sulle nuove uscite in sala e la rubrica Locomotiva Biancorossa sulle imprese del Grifo. «Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi»