La Lega Nazionale: i Padani verso la conquista del Sud6 min read

Amministratore | 22-12-2014 | Senza categoria

È stato presentato qualche giorno fa, anche se era nellaria da un po, il progetto della Lega Nazionale di Matteo Salvini, il quale, astuto come una volpe reinventa il brand che fu di Bossi e del Nord padano e produttivo, aprendosi verso quel Sud fino a ieri tanto odiato.
È il nuovo che avanza, che lascia leredità regionalista ed aspira a diventare partito nazionalista a pieno stampo, attingendo forse dalle idee di quel fascismo che negli ultimi tempi sembra andare a braccetto col populismo leghista. Matteo Salvini è entrato a gamba tesa alla testa di un partito distrutto dagli scandali, tra diamanti e lauree false, ed è riuscito a ripartire da una base ormai distrutta da una crisi implacabile per rilanciarlo verso obiettivi sempre più ambiziosi.

NOI CON MATTEO

Per reinventare un brand serve prima di tutto un bel logo nuovo: Noi (scritto bello grosso) con (piccolo piccolo) Salvini (di nuovo bello grosso).
Noi, ma noi chi? Questa prima persona plurale è un noi esclusivo, è un arroccamento nellidentità del noi contro laltro, il diverso, lesterno, che si tratti dei clandestini o dellUnione (Sovietica, come scrive spesso nei suoi post il nostro Salvini) Europea.

Questo Noi trova un rappresentante, una faccia relativamente nuova, bella rotonda e affidabile, con quellorecchino da giovane che non guasta mai. Il nuovo sito, che ancora è in rodaggio, si apre appunto con una bella foto del Matteo S. a dito puntato, nel classico stile “England wants you”, alla ricerca di sostenitori da mobilitare per creare una base politica anche al centro-sud, su cui sputava sopra fino allaltro ieri.

A fianco spuntano le rubriche in cui sono divisi gli articoli: Famiglia, Made in Italy, Economia e Fisco, Basta Euro: i temi classici rimangono quelli, perdendo purtroppo quella nota di Folklore celtico che tante gioie ci aveva regalato con i suoi elmi cornuti e le ampolle di acqua del Po.

È questo il cambiamento radicale che il segretariato di Salvini impone al suo partito, un allargamento culturale che riesca a spingerlo fuori dalla fossa elettorale post-scandalo, un crollo che sembra ormai superato e che vede il nuovo partito oltre l11% negli ultimi sondaggi.

Salvini è incazzato, è scandalizzato, non sopporta il nuovo corso di Renzi, larroganza dei tecnocrati, lassalto dei clandestini, elogia pubblicamente la satira di Crozza e non prende le distanze da chi commenta i suoi post chiamando un nuovo Duce o augurando morti violente al bersaglio di turno.

È la faccia di unItalia distrutta che vede attorno a sé solo nemici, del benaltrismo e della sofferenza per una crisi che sembra non finire mai, che si chiude a riccio nella propria identità cristiana. Se Berlusconi era luomo delle vacche grasse, coca e mignotte, la crisi non esiste, Salvini è luomo della crisi, che picchia forte sullo stomaco di chi ha fame e chiede una reazione.

VUOTO A DESTRA

La Lega Nord nasce nel 1989 come partito indipendentista, con lobbiettivo di separare quel mitico reame chiamato Padania dal resto dellItalia, basandosi su unideologia che faceva della xenofobia e del razzismo i suoi punti cardine. La superiorità dei “padani” si manifestava sulla stessa italianità, definendo i meridionali come selvaggi e scansafatiche, contrapposti ai nordici operosi che dovevano distaccarsi da uno Stato Centrale corrotto ; “Roma ladrona” era lo slogan di critica alla corruzione dellapparato partitocratico. Ma si sa, chi va con lo zoppo impara a zoppicare; gli ambienti di Roma non devono aver avuto una bella influenza sui guerrieri del Nord, tanto che negli anni la Lega è stata più volte soggetto di scandali che lhanno portata vicino allautodistruzione. Purtroppo la gente ha memoria corta ed è bastato un veloce riassetto e il rotolamento delle teste più scomode per ritornare a colpire alla pancia della gente, in questo momento di grande disperazione.

LItalia si trova in una situazione economica di disoccupazione alle stelle (12.7% secondo Eurostat nellultima rilevazione di agosto). Salvini ha deciso di fare quindi una mossa coraggiosa, ovvero passare da un partito xenofobo, razzista locale e far diventare “Noi per Salvini” un nuovo partito neofascista.

Il cambio del nome vuol far pensare a un partito completamente nuovo, con una nuova ideologia, non più lantimeridionalismo che ha permesso alla Lega Nord per tanti anni di avere un bacino di voti consistente. Il progetto di Salvini prevede un ritorno allItalianità, nello stile del Ventennio.

Raccogliere voti al Sud e al centro: questo è lobbiettivo, e tutti i mezzi sono leciti. I sondaggi dicono che il 14% degli abitanti del Sud e delle isole lo voterebbero. Non cè da stupirsi, il tipico stile fascista e la retorica dellimmigrato che ruba il lavoro fanno sempre breccia, soprattutto quando condizioni economiche del Paese sono drastiche, e specialmente se cè un vuoto immenso a Sinistra, con il PD che definisce se stesso come partito di Sinistra ma è a tutti gli effetti un partito di Destra moderata. Questo vuoto è il più grande dei problemi, poichè non cè nessun partito che possa combattere il “Salvinismo”. La scelta di cambiare il nome in “Noi con Salvini”, le foto da desnudo, ci fanno balzare agli occhi come ogni partito di Destra che si rispetti deve avere unimmagine del proprio leader come colui che puoi risolvere i problemi del paese, insomma un venditore di fumo. E Salvini è proprio questo, un fascistello della più becera specie, che si propone ancora una volta come uomo della provvidenza e del popolo.

INTERNAZIONALE

Punto forte del programma della Lega è ovviamente luscita dalla moneta unica. I vantaggi che ne deriverebbero sono discutibili: il ritorno alla lira svalutata farebbe aumentare la domanda di beni italiani allestero, ma cosa succederebbe al debito pubblico italiano, che si aggira intorno ai 2.200 miliardi di euro? Duplicherebbe o triplicherebbe con questa moneta svalutata?

La strategia leghista è duplice, diventare il partito di destra nazionale con tanto di alleanza con Casapound e lestrema destra, e in campo internazionale sostenere un antieuropeismo filo-russo1. Sostegno incondizionato alla Russia come antagonista allimperialismo americano e teorie euroasiatiche. Anche la teoria è importante: da più di un anno allinterno della Lega proseguono discussioni sugli scritti di Dugin (neofascista russo studioso di Julius Evola) e Thiriart (ex SS belga fondatore della Giovane Europa negli anni sessanta). La scelta della Russia come alleata non è però solo ideologica: sembra che Putin finanzi il fronte euroscettico, dal Fronte National di Marine le Pen passando per Nigel Farange dellUkip, per arrivare a Casapound, Forza Nuova e, da quanto dimostrano le continue visite di Salvini a Mosca, anche il nascente Noi per Salvini vorrebbe un goccio della vodka dello Zar, sempre che non labbia già assaggiata2.

LA RISPOSTA

Il boom della Lega è in pieno corso, spinto da un leader giovane e capace di cavalcare la voce di una base delusa dalla democrazia della rete grillina e dallassenza di
un canale di sfogo a sinistra.

Sia nel campo nazionale che in quello europeo, la voce di Salvini le spara grosse (uscita dallEuro e dallUE, alleanza con Putin ed i partiti fascio-nazionalisti, blocco totale dellimmigrazione), e se il suo trend di gradimento rimarrà invariato, la prossima tornata elettorale potrebbe riservare grosse sorprese.

La risposta a questo fenomeno deve arrivare dalla Sinistra, che deve riuscire a trovare la forza di unirsi a costruire un nuovo progetto, un partito dei lavoratori, degli studenti, dei precari e dei disoccupati, di coloro che non sono toccati dal finto “bene nazionale”, sempre più inesistente in un paese dove il 10% delle famiglie detiene oltre il 45% della ricchezza nazionale (Banca dItalia, 27 gennaio 2014).

 

 

 

1      http://temi.repubblica.it/micromega-online/linfatuazione-putiniana-della-lega-tra-neofascisti-italiani-e-dugin

2      http://ilmanifesto.info/la-russia-connection-degli-euroscettici 


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