LE FONDAMENTA DELLUNIVERSITÀ3 min read

Amministratore | 30-11-2014 | UNIVERSITÀ

Quando ci si dimentica di essere stati studenti.

Mi piace pensare che luniversità sia una piccola città del sapere, con la sua popolazione, studenti, docenti, personale, e la sua democrazia, che si mostra tramite gli organi di rappresentanza e gestione.

Il Senato Accademico è uno di questi organi, detta lindirizzo politico ed è incaricato di gestire lAteneo tenendo conto di tutte le parti sociali di cui è composto. La famigerata legge Gelmini ha svuotato questorgano della sua forza, rendendolo, in certi casi, un passacarte burocratico in favore del sempre più importante Consiglio di Amministrazione.
Gli studenti, in Senato, sono rappresentati da quattro senatori accademici eletti direttamente ogni due anni dalla comunità degli iscritti allAteneo. Io sono una di loro, eletta dellUdU Perugia insieme a Tiziano Scricciolo.

Portiamo avanti mozioni volte a migliorare la vita degli studenti di questo Ateneo, anche se spesso ci ritroviamo a sbattere la faccia contro il muro dei docenti, non sempre compatto, ma sicuramente difficile da superare.

Agli occhi di uno studente, certi professori sembrano quasi noncuranti delleffetto che alcuni provvedimenti potrebbero avere sulla vera linfa vitale dellUniversità.
Solo pochi mesi fa, ci siamo trovati a combattere sulla questione degli appelli minimi, in numero maggiore rispetto allattuale Regolamento Didattico, che solo ultimamente sembra si sia sbrogliata. In alcuni dipartimenti la resistenza allintroduzione di otto appelli minimi allanno, anziché sei, è più feroce, sostenuta dallequazione totalmente errata di “più appelli=più fuori corso”, mentre il provvedimento che introduceva la IV rata delle tasse, che per calcoli ingiusti andava ad abbassare limporto della rata di cui sono esentati 900 studenti meritevoli, se non avessimo fatto notare noi la questione e bloccato il decreto, sarebbe passato nel silenzio generale (anche, purtroppo, degli altri due rappresentanti degli studenti, uno assente dal giorno della nomina, laltro accondiscendente).
Verrebbe da chiedersi se non sia il caso di rivedere le proprie priorità, cari prof (e colleghi studenti).
Altre volte, le battaglie sono più facili, magari ti prepari a scendere in trincea e invece ti rendi conto che il mondo degli arcobaleni felici esiste davvero, e trovi qualche prof ragionevole che ti supporta, applicando non solo gli otto appelli minimi e riconoscendo che qualcuno dovrebbe ripassare la matematica, ma appoggiando anche la tua mozione sullintroduzione degli studenti negli organi minori in cui non sono previsti (le giunte di dipartimento, ad esempio, piccoli consessi che aiutano i direttori nella gestione delle ex facoltà).
Gli unici di cui non ci si può lamentare, sono i ricercatori e il personale tecnico­-amministrativo, membri anchessi del Senato Accademico, che quasi sempre si schierano dalla nostra parte.

Osservando il Senato e le sue dinamiche, a questo punto, mi è cominciata a saltellare per la mente unidea: sarà che forse, tra i banchi delle aule e le cattedre ci sia un muro invisibile che rende alcuni prof ciechi e sordi di fronte ad uno studente in lotta per non finire fuori corso, il quale accetterà il 18 perché sa che dopo non avrà un altro appello per potersi preparare meglio? Sarà che loro, non pagando le tasse universitarie da qualche decennio, non si rendono conto che una diminuzione dellimporto di una rata anche di 10­-20€, è inconcepibile per uno studente? Sarà che bisogna ricordare a qualcuno che siamo tutti sulla stessa barca e che se non ci siamo noi, ai banchi vuoti la loro lezione non interessa?


Amministratore

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