Le 10 canzoni più brutte del 201515 min read

Hakim Ben Hamida | 31-12-2015 | Cultura - Musica

Le 10 canzoni più brutte del 2015

Ed eccoci giunti pure alla fine di questo 2015.
E anche quest’anno la musica, in più di un caso è stata parecchio inclemente.
Le regole sono le stesse dell’anno scorso: nessun caso clinico del web, soltanto canzoni che abbiano ricevuto airplay radiofonico e per cui, dunque, siano stati spesi bei soldoni.
Vi potrà rendere felici il sapere dall’inizio che quest’anno nessun brano italiano è riuscito a raggiungere la malfamata top 10, e mi direte “ma Maria Salvador? Ma ti piace Roma Bangkok?!”.
Non è che mi piacciano.
È solo che, fidatevi di me, c’è stato di molto, molto peggio.
Buona lettura!

10) Lizzie McGui…ehm, Hillary Duff “Sparks”
https://www.youtube.com/watch?v=dpPXpHx9jO4
 Non mi dispiace, non me ne pento, (in tenera età) ho dato la mia vita a Disney Channel.
Ho passato pomeriggi interi a lobotomizzarmi davanti alla prima generazione di serie tv per giovani(ssimi) adolescenti propinatemi dal canale satellitare nei primi anni 2000, e sono convinto che mi abbia reso un adulto migliore.
No, grazie regia, non c’è bisogno di una controparte.
Ecco, mi fa pure piacere ritrovarmi davanti di tanto in tanto qualcuno di quei poveri sfigati che quindici anni fa mi allietavano il pomeriggio, scoprire che dopo la loro vanagloria durata tre-quattro stagioni (vige tutt’oggi la rigorosa politica Disney di cancellamento di un programma giunto al centesimo episodio), magari abbiano ancora un lavoro per portare a casa la pagnotta.
Bene, solo che in questo caso un po’ meno.
Hillary Duff, ex (beneamata) protagonista del telefilm “Lizzie McGuire” ce la mette proprio tutta: si tinge i capelli di blu, si imbaldracchisce un pochetto, e nel videoclip vi spara pure due mossette di danza del ventre, ma proprio non funziona.
Ah bella, sei rimasta al 2002.
Nella mia testa, ma soprattutto nel mio cuore, lei è ancora in Vespa a girare con un cantante italiano neomelodico che in realtà non sa cantare per cui ha una cotta ma lui la sfrutta e allora si accorge che l’amore della sua vita è in realtà il povero ricciolino bruttino e sfigato che ti seguiva manco fosse il tuo cane da compagnia e sacrifica la sua gita di fine liceo per te perché ti ama brutta troia egoista come puoi non capirlo e…
Vabè, guardatevi “Lizzie McGuire – il Film”, e dimentichiamoci assieme questa schifezza infarcita di improbabili fischiettii.

9) Meghan Trainor “Dear Future Husband”
https://www.youtube.com/watch?v=ShlW5plD_40

 A me “All About That Bass” non piaceva.
Voglio dire, bello il messaggio che anche se sei cicciona va bene uguale e devi amare te stessa per come sei eccetera. Solo faceva ridere che la cantasse una che chiamarla sovrappeso era tipo dire “il mondo deve allargare le porte di casa” o “stai per morire per ostruzione alle coronarie” a qualunque donna che superasse i settantacinque chili.
Ma lasciamo perdere questo excursus.
“Dear Future Husband” sono 33 pugnalate assestate con rabbia alla tomba di tutte le suffragette esistite nella storia del pianeta.
La morale generale è “se mi tratti bene sarò la mogliettina ideale”, con aggiunte di “amami in ricchezza e in povertà, in fase pre-mestruo e in mattinata con l’alito che sa di gorgonzola lasciato in frigo d’estate con la presa staccata”.
Che può essere pure simpatico.
E poi se ne esce con cose come:

    • Se fai il bravo faccio la spesa
    • Se sei caruccio ci baciamo, ma niente sesso che è scurrile
    • Comprami un anello che è tutto ciò che voglio
    • Anche se faccio la psicopatica e non ho ragione, sappi che ho ragione

Ahahah che simpatica!
Meghan, sei la morte del femminismo, targata 2015.

8) One Direction “Drag Me Down”
https://www.youtube.com/watch?v=Jwgf3wmiA04


 Dopo questa domani il sito della Locomotiva verrà tipo hackerato a vita, che voi siete tutti spaventati dall’Isis, ma manco con le fan dei 1D si scherza, sa.
Quest’anno l’uscita dal gruppo di Zayn Malik è stata tipo una delle cose più arciparlate arcipubblicizzate arcirotturadimaroni sulla scena musicale, seconda tipo solo al ritorno del Messia Adele, Nostra Signora dei Depressi e Single Amareggiati.
E voglio dirvi che non ho proprio nulla contro il pop di cartapesta da scuola elementare, che anzi la nostra generazione dovrebbe tacere amabilmente, avendo regalato fiorfiore di quattrini a casi clinici di pop spazzatura come Aqua e Cartoons.
Proprio in virtù di ciò, fino a questo punto mi ero appellato alla facoltà di non parlare riguardo la loro musica. Ma stavolta toccava parlarne per forza.
Cari amici miei MonoDirezione: ce ne sono stati di episodi di rock fasullo prima di voi, eh.
Figuratevi che Avril Lavigne ci ha tirato su un’intera carriera.
Solo che bisogna star cauti quando lo si fa, e non perché alla critica non siete mai piaciuti. È solo perché è un genere a doppia-lama, e se lo fai male ci vuol poco a star molto velocemente sulle balle sia all’ascoltatore medio, sia a tutte quelle fan che fino a ieri vi idolatravano e si strappavano i capelli per una rima baciata “heart/fart”.
Questo è stato il loro caso sfortunato.
“Drag Me Down” è quel genere di canzone che ti spara due chitarre elettriche e due grida computerizzate e si sente più cazzuta dei Power Rangers dopo aver composto il proprio Megazord.
Solo che poi, dieci ann
i dopo, ti ricapita sotto tiro in tv un vecchio episodio dei Power Rangers, e vorresti sotterrarti per quanto era fatta inquietantemente male quella serie, roba che popo non se po’ vedè.

Stesso principio: fan dei One Direction, tornate qui tra dieci anni e ne riparliamo con pace e con amore.

7) Selena Gomez “Same Old Love”
https://www.youtube.com/watch?v=9h30Bx4Klxg


Selena Gomez è uno di quei casi di successo planetario che ancora fatico a spiegarmi.

Dico, sei carina eh, anche se ultimamente ti truccano e imbellettano stile escort di terza classe.
Avevi un fidanzato famoso, che però faceva di nome Justin Bieber, eppure tutto l’odio che si è beccato lui a te t’ha a malapena sfiorata.
Hai lo stesso carisma della palla di capelli e acari che si forma sotto l’armadio al sesto mese di sciopero di Swiffer.
E ha probabilmente più capacità vocali di te il passante anonimo fermato per strada a cui chiedi di cantarti Maracaibo così, su due piedi.
Poi è vero, i produttori fanno magie, e qualche canzoncina orecchiabile te l’hanno data, e l’ho colpevolmente canticchiata pure io.
Ma questa “Same Old Love” è proprio una pacchianata inverosimile.
Pop triste, senza qualità, senza arte né parte, che anzi, irrita già dal primo ascolto come solo i peggiori sanno fare.
Canti “sono così stufa del solito vecchio amore!”.
Ma io, tesoro mio, sono più che stufo di questo solito, vecchio, vecchissimo pop votato all’anonimato più totale.
Radio italiane, vi prego, ve ne scongiuro: liberiamocene entro il prossimo autunno.

6) Chris Brown “Back To Sleep”
https://www.youtube.com/watch?v=OQLuhelCaDQ

 Esordirei dicendo che il brano doveva originariamente chiamarsi “Fuck You Back To Sleep”, che, per i non-anglofoni, in italiano suona tipo “Ti bombo finché non ti riaddormenti”, o “Ti rimando a letto ballando la mazurka”, o ancora “Ti sfinisco a forza di fiki fiki”.
Il femminismo, il rispetto della donna, del genere femminile sono concetti parecchio astrusi per Chris Brown (e per praticamente il 95% dell’hip-hop americano, se vogliamo dirla tutta).
Che poi, senza scherzare, è quello che qualche anno fa quasi sfigurò di botte l’allora fidanzata Rihanna.
Dunque, cambiando discorso, musicalmente non sarebbe neanche male.
Il problema è il testo, che è tipo la morte del rispetto alla donna su scala mondiale.
Riassumendovelo un poco, Chris, rinominato Cristiano per l’occasione, sta tornando con un volo che atterrerà in tarda notte, così, siccome proprio non c’ha sonno e stasera ha l’ormone ballerino, si ricorda di quella tipa con cui aveva fatto zigo-zago qualche tempo fa in quella città, così la contatta per sentire se anche lei dovesse avere per caso caldo alla natura.
Lei, modello di donna in carriera, domani c’ha da lavorare presto, ma lui non ha tempo per le sue scuse, allora le propone un po’ di possibilità: mi vuoi lasciare da qualche parte la tua chiave di riserva? Vuoi lasciare la porta di casa accostata così manco ti devo fare lo squillo sul cell? Ma perché non chiami domani al lavoro per dire che c’hai i disturbi intestinali così famo anche il bis?
E qui giungiamo al perché del titolo: lui le dice praticamente di andarsene a dormire nel frattempo, che lui appena arrivato la sveglierà a forza di mambo-jambo, per poi rimetterla a dormire con la stessa moneta.
Cioè, adesso, apparte tutto, Cristiano bello di papà: ma se questa s’addormenta nel mentre, non sarà un buon segno, neh?
La mia risposta: no Chris, stasera no ché ho mal di testa.

5) Psy “Daddy”
https://www.youtube.com/watch?v=FrG4TEcSuRg


Ragazzi vi giuro, mi sforzo tantissimo, ma non capisco proprio l’appeal della musica coreana, se non per fare video memorabili come “Cesso al Mango” e “Mi Emozioni Col Cacio”.

Quando uno mi fa “ascolto il k-pop” vi giuro che mi sembra mi stia prendendo per il culo, perché a me due volte su due la loro musica mi pare la sagra del rispolveramento di glorie trash europop anni ’90.
Ecco perché Psy lo avevo trovato intelligente: aveva capito che, in linea generalissima, al resto del mondo la loro musica faceva al massimo alzare il sopracciglio destro in espressioni di perplessità, e proprio per questo lo aveva sagacemente caricato di una massiccia dose di idiozia pura, proprio come a volermi rassicurare personalmente rispondendomi “sì Hakim, stavolta ti stiamo realmente prendendo per il culo, guarda, è tutta una burla”.
Quindi quando partiva “Gangnam Style” alla festa di compleanno dell’amico tu “sì, che figo, daje, facciamo gli idioti, wohooo”.
Ma, come diceva sempre Asdrubale, il mio compagnuccio della Scuola Materna che non ho mai avuto, il gioco è bello quando dura poco.
Psy ha veramente, realmente, assolutamente rotto le balle.
No, non mi fa ridere il tuo video in cui attaccano la tua testa a quella di un bambino e ti piazzano a cagare sul vasino.
No, neanche quando ti vesti da vecchio e fai il marpione con le signore della scuola della terza età.
No, tantomeno quando mi parodizzi “Shall We Dance”.
Tantopiù per il fatto che la canzone è spudoratamente identica al vecchio (in)successo di Will.I.Am. “I Got It From My Mama”, che già faceva rizzare i capelli di suo.
Basta così, Psy, mi hai annoiato, puoi andare.

4) Nicky Jam & Enrique Iglesias “El Perdon”
https://www.youtube.com/watch?v=hXI8RQYC36Q

 

 Se c’è una cosa che mi fa perdere il c
ontrollo, è il sentirmi preso in giro.

Via, “Bailando” nel 2014 l’abbiamo bailata un po’ tutti, e ci stava, non passava più roba latineggiante in radio da un pezzetto, e in fondo così male non era.
Ma si vede che al signor Iglesias i soldi dell’anno scorso non erano bastati.
Così, un tizio che a quanto dicono non aveva più un successo da tipo un decennio di nome Nicky Jam, che il nome gangsta ci sta sempre bene, decide di scrivere qualcosa come la copia esatta sputata del brano che aveva fatto tornare per un attimo in circolazione la musica del primo.
Il ritmo da quinzanera ce l’abbiamo? Claro.
Il testo romantico in spagnolo muy basico così che più o meno tutti capiscano che minchia stai dicendo? Pues, sì.
Enrique Iglesias? También.
E noi cosa facciamo? Ce la facciamo pure piacere, così le radio quest’estate hanno saputo, senza indugio, con cosa trapanarci le orecchie per ogni ora composta da sessanta minuti.
Senza darsi la pena di scegliere un titolo, facevano prima a chiamarla “Bailando Parte Dos”, tanto c’eravamo comunque accorti tutti.
Enrique: prendi i soldi e fuggi, prima che io ti trovi.

3) Silentò “Watch Me (Whip/Nae Nae)”
https://www.youtube.com/watch?v=vjW8wmF5VWc

Tattattatara, Chihuahua!
Namananimmanani Macarena!
Robelacolittarricanitta move la colita!
Sensuel un movimento sensuale secsuel un movimento secsi!
Grandi successi del passato che hanno accompagnato i nostri migliori/peggiori momenti di alcolemia da party di carnevale, e che ancora oggi causano slogamenti d’anca nel pubblico della terza età di tutti i villaggi vacanza più in della Penisola.
Tutto caruccio, tutto molto divertente, ok, ok, ok.
Orbene, Silentò, che è uno che la modestia non gli ha accettato la richiesta d’amicizia su Facebook (“you already know who it iiiiis” a inizio brano. No, non lo so. Chi minchia sei.) al suo singolo di debutto vi spara praticamente il “Gioca Jouer” se fosse stato registrato nel ghetto meno credibile di questo pianeta.
Mosse di grande effetto, tra cui va assolutamente ricordata la gamba-che-puzza (“Stanky Leg”) compongono una coreografia che fa scintille, in cui, con grandissima gioia del nostro Claudio Cecchetto, appare anche la mossa “Superman”, prova della sua eccezionale notorietà oltreoceano.
La canzone, fra le altre cose, è piacevole quanto il grumo di sale che si forma nella scatola che tu vai a piegare sopra l’acqua che bolle, e allora PLAFFFF, cade a mo’ di bomba nucleare nella pentola provocandoti ustioni di diciassettesimo grado alla mano destra e c’hai la pasta che sa di Mar Morto.
Solo che al popolo di internet ‘ste mode piacciono un casino.
Allora tiè, tutti a scaricare (legalmente, miseria, per una volta che vi avrei istigato alla pirateria) questa cosa per farvi un video mentre la ballate come scimmie ammaestrate e caricarlo su YouTube.
Ergo, il video ufficiale ha da poco superato il mezzo-miliardo di views, e il brano sembra sia uno dei più venduti dell’anno, di cui due milioni di copie nei soli Stati Uniti.
E, anche qui in Italia, mi è capitato di sentirlo in radio più di una volta. Precisamente già troppe.
Ma che problema avete.
Ma che, ve lo mettereste nell’Ipod “A mi me gusta bailar el ritmo vuelta” per ascoltarvelo nel bus mentre andate al lavoro?
Ma allora smettiamola di finanziare ste fregnacce, ve ne supplico.

2) Halsey “New Americana”
https://www.youtube.com/watch?v=b-eYbUVZedY

 Vorrei solo dire che ho una grande, grandissima ammirazione per gli artisti emergenti che si fanno strada da soli, il che è un po’ come iniziare la frase con “non sono razzista, ma”.
Similmente, Halsey è una che, partita come un trilione di altri caricando cover di grossi pezzi discografici su YouTube, si è poi fatta strada nel mercato iniziando a scrivere e a produrre brani originali, attirando infine l’attenzione di una qualche casa discografica.
E allora voilà che ve la fanno pesare manco avesse fatto la vita della piccola fiammiferaia: “oooh, ha sofferto tanto” “ooooh non ha potuto iscriversi ad un’università perché viveva bene ma non abbastanza per rispondere alle tasse demenzialmente alte dei college americani e allora ne ha fatta un’altra” “oooh scrive i suoi testi da sola” “oooh ha i capelli blu è un botto alternativa”.
Eh, che ve devo dì: c’avrò il cuore di ghiaccio.
Insomma ‘sta martire immaginaria tira fuori il suo primo successo discografico quest’anno, e le radio di mezzo globo hanno sembrato apprezzare fortemente.
Canta come Lana Del Rey.
Scrive come Lana Del Rey.
Fa anche le copertine dei cd tipo post di Tumblr proprio come Lana Del Rey.
E allora quando Lana Del Rey, con il passare degli anni, inizia a far sempre un po’ più schifo, fa parecchio comodo.
E a me Lana Del Rey stava già parecchio simpatica, sì.
Vabbè, è tipo un brano patetico sull’uso di droghe legali tra i giovani come atto di rivolta al sistema, scritto, peraltro, con la stessa profondità che avrebbe potuto avere Giorgia Meloni se le avessero chiesto di scrivere una canzone sui marò.
Ciliegina sulla torta, la rima “Americana/Marijuana”.
Che top.

1) Wiz Khalifa & Charlie Puth “See You Again”
https://www.youtube.com/watch?v=RgKAFK5djSk

 Uno degli attori di “Fast & Furious” muore.
Condoglianze.
Ma ora torniamo a noi.
Esce il settimo capitolo (SETTIMO, dico,
ci sono serie TV che hanno stagioni con meno episodi), e tutti, presi da questo sentimento di “ah, che triste, ah, ragazzi era il mio attore preferito, ah, mi piange il cuore”, rivalutano quella che è una delle saghe più inutili che il cinema hollywoodiano abbia mai avuto il cattivo gusto di produrre. Titolo alternativo “Fagiana & Motori”.

Quindi si decide anche di spararsi un bel brano strappalacrime per speculare un pochetto, e si chiama all’arrembaggio quel rapper un po’ yeh-yeh e il tizio con la voce in falsetto di turno che può farti tre note di fila al pianoforte per dar parvenza d’arte.
Ora, sarà pure uno dei più grossi successi discografici del 2015.
Sarà che sono così duro che non piango da quando mi hanno detto che non esisteva Babbo Natale (quattro mesi fa, non piango da QUATTRO MESI INTERI. ROAR.).
Ma io non ci sono cascato.
E lo so che a questo punto voi avrete già fatto il video per l’amica del cuore in Windows Movie Maker con le scritte Times New Roman che inizia “era il lontano 2013…” con sta canzone di sottofondo, e quindi mi commenterete “non capisci un cazzo”.
Magari quest’estate, visto che le radio non passavano altro, avete pure gridato il ritornello con il finestrino abbassato, sentendovi troppo profondi, troppo “woah, che momenti, best summer in the world”.
Chissà che ce l’avete anche nell’Ipod e ve l’ascoltate in cameretta con la lacrimuccia che scende perché il ragazzo vi ha lasciati/e.
Ma fidatevi quando vi dico che è proprio una bella canzone di merda.
Fidatevi quando vi dico che sto matrimonio, sentito e ri-sentito di rap e pop al piano è la cosa meno originale, meno ricercata che ho sentito quest’anno.
Fidatevi quando vi dico che ci siete cascati, che in realtà è peggio che mediocre, e Hollywood ha di nuovo fatto segno con l’ennesima bomba di marketing emozionale.
Vogliamoci bene, e evitiamo di farci portare a spasso anche nel 2016, perché qui sarà anche passata a miglior vita una persona, ma “Fast & Furious” è e rimane una saga indecente, e “See You Again”, è il più triste sfruttamento di fatti di cronaca che si sia sentito nel 2015.
Andate in pace.

Hakim Ben Hamida


Hakim Ben Hamida

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