Lavoro etico, etica del lavoro. Parliamo di lavoro con il cinema2 min read

Alessandra Moreschini | 15-01-2018 | Cultura - Locomocinema

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Gianluca Menichino, 35 anni, nato e cresciuto a Terni, ci ha lasciato dopo mesi di sofferenza causati da un incidente sul lavoro. Lavorava all’Acciai Speciali di Terni. Un maledetto giorno di luglio un coil d’acciaio da 22 tonnellate lo ha schiacchiato provocandogli un gravissimo trauma cranico, che lo ha tenuto su di un filo sospeso tra la vita e la morte per sei lunghi mesi. Anche Paola è morta mentre era a lavoro, non in Umbria, ma in Puglia, nei campi di Andria. Paola Clemente è morta di fatica in un campo di pomodori, per due euro l’ora. La sua morte ha portato alla recente legge sul caporalato, che prevede sanzioni più rigide per i caporali. Quanti ancora dovranno morire di lavoro? Per Gianluca, per Paola, e per tutte le vittime dell’incuria da parte di chi dovrebbe tutelare i lavoratori, il presidio di Libera Unipg ha deciso di realizzare un piccolo cineforum presso il Nuovo Cinema Méliès, a prezzi popolari, per parlare di lavoro attraverso cinque film.

Il cineforum inizierà martedì 16 gennaio con la proiezione del film “Morire di lavoro” di Daniele Segre. Un film che quest’anno compie dieci anni, ma che rimane – purtroppo – attuale. Il docufilm di Segre indaga la realtà del settore delle costruzioni in Italia, parlando di sicurezza e della sua mancanza. Gli attori sono veri lavoratori e famigliari di lavoratori vittime.

Proseguiremo martedì 30 gennaio con il film “7 minuti” di Michele Placido, del 2016, ispirato ad una storia realmente accaduta, in Francia, dove una multinazionale acquisice una azienda tessile richiedendo alle operaie di firmare una particolare clausola che prevede una riduzione di 7 minuti della pausa pranzo. Il film ha ricevuto nel 2017 il Nastro d’Argento per la speciale attenzione del cinema civile sul tema del lavoro.

Martedì 13 febbraio è prevista la maratona della commedia “Smetto Quando Voglio” di Sydney Sibilia. Film frizzante, che racconta la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari, i quali tenteranno di risolvere le difficoltà causate dal precariato producendo e spacciando smart drugs.

Il 27 febbraio verrà proiettato il film “L’esodo“, di Ciro Formisano, uscito lo scorso novembre ma ambientato nel 2012, quando la Riforma Fornerò lasciò a casa 390mila persone in attesa di un’età pensionabile alzata all’ultimo minuto.

Il cineforum si concluderà il 13 marzo con la proiezione del film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia, la cui storia è ispirata alla nascita delle cooperative agricole che lavorano sui terreni confiscati alle mafie.

Cinque film, cinque storie diverse, così come sono diversi i modi con cui vengono narrate: ma tutte e cinque aventi come tema centrale il lavoro. Questo cineforum vuole essere una strada da percorrere verso la consapevolezza che solo conoscendo e facendo rete le cose possono cambiare davvero. Il presidio di Libera Unipg vi aspetta per questi cinque appuntamente al Nuovo Cinema Méliès, alle ore 20 per chi vuole mangiare una pizza insieme, presso la pizzeria “Pizza e Musica” (11€ pizza+bibita+film) e alle 21:30 per l’inizio del film (3€ under 30, 5€ over 30).


Alessandra Moreschini

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