L’ARTE DI GOOGLE5 min read

Bianca Maria Buhus | 25-01-2017 | Cultura

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Si chiama Google Art Project e grazie alla tecnologia di Google Maps consente di visitare i maggiori musei del mondo senza uscire di casa. Completamente gratuito e con un livello di dettaglio straordinario ad altissima risoluzione, per osservare i dettagli delle pennellate che non potrebbero essere colti a occhio nudo.  www.googleartsproject.com

LA RIVOLUZIONE GOOGLE CONTINUA

Dopo l’accordo stipulato con Google Books per la digitalizzazione di un milione di volumi dalle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze e quello con Street View per la mappatura delle principali aree archeologiche italiane, questa volta il Ministero per i Beni e le Attività Culturali collabora con l’azienda Mountain View per promuovere in tutto il mondo il grande patrimonio storico-artistico italiano.

Ma il Google Art Project non è solo questo. Grazie al contributo di oltre 250 strutture, tra cui alcuni degli istituti d’arte più prestigiosi al mondo, consente di visualizzare online decine di migliaia di opere d’arte appartenenti ad oltre 6.000 artisti. La tecnologia Street View (la stessa di Google Maps) e la fotografia GPS vengono utilizzate da Art Project per permettere di visitare a colpi di mouse le gallerie della National Gallery e del Tate Britain di Londra, del Museum of Modern Art (MOMA) di New York, dell’Hermitage di San Pietroburgo, degli Uffizi di Firenze, del Van Gogh Museum di Amsterdam ed altri, analizzando fin nei minimi dettagli alcuni dei capolavori dell’arte di tutti i tempi.

Dal lancio iniziale, avvenuto nel mese di febbraio del 2011, i numeri del progetto hanno subito un’evoluzione notevole. Oggi sono disponibili più di 45.000 oggetti visualizzabili in alta risoluzione, una crescita enorme rispetto ai 1000 della prima versione. Le opere d’arte in alta risoluzione sono passare da un numero iniziale di 1.016 a un numero che supera i 45.000. Ai 486 artisti che illuminavano con la propria arte le prime pagine del progetto si sono aggiunti altri 5.514, per un numero totale di 6.000 autori. Le immagini di Street View, appartenevano in origine a 17 musei, mentre ora ne riguardano oltre 60 ed altri sono in arrivo. 

DALLA PLANIMETRIA DELLE CITTÀ A QUELLA DEI MUSEI

Dopo aver rivoluzionato l’universo delle mappe con l’incredibile opzione zoom, la tecnologia Street View viene ora utilizzata per realizzare immagini panoramiche degli ambienti museali. Uno speciale “trolley” di Street View, adatto a muoversi senza fare danni negli spazi delicati di un museo ha percorso lo spazio interno delle gallerie, scattando immagini a 360° che successivamente sono state riunite per consentire un’esplorazione continuativa dell’intero spazio. Gli interni delle gallerie possono inoltre essere esplorati direttamente da Google Maps.

INCREDIBILI LIVELLI DI ZOOM

Alcune delle 45.000 opere d’arte in alta risoluzione sono state fotografate ad un livello di dettaglio sorprendente attraverso una tecnologia fotografica con risoluzione in “gigapixel” che consente a chi guarda di studiare i dettagli delle pennellate ed i particolari della patina che altrimenti non potrebbero essere colti a occhio nudo.

Ogni opera viene ripartita in piccoli riquadri che vengono fotografati singolarmente e successivamente rimontati uno accanto all’altro come in un gigantesco puzzle digitale. Le fotografie così acquisite hanno una risoluzione 700 volte maggiore rispetto a quelle scattate con una reflex digitale e possono essere zoomate online in tempi rapidissimi grazie ad un software di compressione che le ridimensiona.

UNA PROPRIA GALLERIA D’ARTE PERSONALIZZABILE

L’obiettivo di questo progetto è quello di rendere l’arte gratuita ed accessibile, permettendo a chiunque di avvicinarsi alle opere ed esplorarle anche nei loro dettagli più minuziosi e segreti. I visitatori della galleria virtuale possono godersi i capolavori artistici a qualsiasi ora, adattando la scoperta e lo studio ai normali ritmi delle proprie giornate con il vantaggio di evitare la fila per l’acquisto del biglietto. I contenuti  possono essere sfogliati per nome dell’artista, opera o tipo di arte, museo, Paese, città e collezione. Le produzioni artistiche di un determinato autore possono essere visualizzate scegliendo di incentrare l’attenzione sui quadri che hanno riscosso maggiore successo, in ordine cronologico oppure effettuando una selezione in base alle sfumature cromatiche.

Chiunque può creare una galleria personale contente le opere preferite, cartelle personalizzabili da condividere con amici e famiglia, aggiungere eventuali commenti a ogni dipinto oppure confrontare bozzetti e versioni finali uno accanto all’altro per una nuova visione del processo creativo.

UN ESPERIENZA MIGLIORE DI QUELLA REALE?

Grazie ad Art Project è possibile apprezzare elementi solitamente invisibili, anche quando si ammira l’opera a occhio nudo e ad una distanza molto ravvicinata. Un esempio di messaggio nascosto è rappresentano dalla scritta  R.I.P. Stephen Lawrence” contenuta nell’opera “No Woman, No Cry” (1998) di Chris Ofili, visibile solo dopo aver selezionato l’opzione “View in Darkness”. Si tratta di un tributo alla memoria dell’adolescente ucciso a Londra nel 1993 durante un attacco razzista. Un altro dettaglio che si può cogliere grazie all’altissimo livello di zoom è l’immagine della giovane vittima collocata all’interno delle lacrime che scorrono sul viso di Doreen Lawrence, protagonista del quadro e madre del giovane.

Dettaglio tratto da “No Woman, No Cry”, lacrima contenete l'immagine di Stephen Lawrence.

Dettaglio tratto da “No Woman, No Cry”, lacrima contenete l’immagine di Stephen Lawrence.

L’ARTE DI TUTTO IL MONDO A PORTATA DI CLICK

7 gennaio 1839 è la data di nascita ufficiale della fotografia, invenzione che costituisce la realizzazione di un sogno antico che a vario titolo era stato perseguito degli artisti di tutti i tempi. Prima di questo momento la stragrande maggioranza delle persone non aveva mai visto un’immagine. Per molti secoli le suggestioni della luce, i colori della natura, delle scogliere battute dal vento, dei giardini reali e delle rive nebbiose dei fiumi sono stati indissolubilmente ancorati alla collocazione geografica del paesaggio. Raffigurazioni per lo più di carattere sacrale potevano essere ammirate all’interno di chiese e tempi, ma solo le fasce più benestanti della popolazione potevano permettersi di acquistare un quadro e collocarlo all’interno della propria abitazione. Oggi sperimentiamo un universo visivo sommerso da immagini infinitamente riproducibili. Le raffigurazioni visive costituiscono il mezzo di comunicazione dominante, superando la scrittura per la pervasività e l’immediatezza con cui raggiungono il destinatario.

Google Art mette le persone di tutto il mondo nella condizione di ammirare opere d’arte che fino a pochi anni fa potevano essere contemplate solo raggiungendo di persona le strutture museali, racchiude in un unico spazio immagini provenienti dai musei di tutto il globo e rende la storia, il significato e la bellezza dell’arte più accessibili di quanto non lo siano mai state nella storia dell’umanità.


Bianca Maria Buhus

Bianca Maria Buhus

In redazione dal 2015, diventa caporedattrice a marzo del 2016. Nasce sulla riva del Mar Nero ma cresce e realizza il proprio percorso di studi in Umbria. Studia Giurisprudenza ed è da sempre animata dall’amore per la lettura e per gli eventi storico-artistici.