LA STUDENTESSA MADRE ESISTE3 min read

Sara Tibido e Sofia Lionetti | 21-02-2018 | Attualità - Locale

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“Essere mamma non è un mestiere.
Non è nemmeno un dovere.
É solo un diritto fra tanti diritti.”
(Oriana Fallaci, “Lettera ad un bambino mai nato”)
Negli ultimi dieci anni la percentuale di madri under 25 è passata dal 13 al 11,4%. A influire su questo andamento decrescente è anche la consapevolezza di vivere in una società ancora non disposta a riconoscere e a sostenere con gli adeguati supporti la figura della studentessa madre.
Vi è una relazione di proporzionalità inversa che lega il livello d’istruzione e numero di figli. Maternità e percorso accademico sono quindi realtà che entrano in contrasto tra loro e l’una è sempre più distante dall’ altra.
Escludendo un discorso economico, sono le stesse studentesse madri dell’Ateneo di Perugia a rimarcare che la volontà dei costituenti, di tutelare famiglia ed istruzione, non trova un effettivo riscontro nella realtà sociale contemporanea. Esse sottolineano di dover affrontare difficoltà aggiuntive al loro status di madri proprio per la mancanza di adeguati provvedimenti e di figure, quali tutor, che possano offrire loro sostegno circa il percorso accademico.
Eppure, secondo la Costituzione, il compito della Repubblica è proprio quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale che limitano libertà e uguaglianza dei cittadini impedendo loro il pieno sviluppo (Art. 3 Com. 2), fornire un’adeguata protezione al fine di adempiere alla funzione familiare della madre del bambino (Art. 37 Com. 2) e quindi proteggere maternità e infanzia favorendo istituti, agevolazioni economiche o provvidenze con lo scopo di adempiere ai relativi compiti (Art.31).
Partendo da queste norme, le quali indicano quali siano i differenti interessi tutelari, è necessario che un istituto di formazione individuale quale l’università, si faccia portavoce di un determinato messaggio politico volto a superare il concetto per il quale genitorialità esclude necessariamente percorso accademico e viceversa. E’ per questo motivo che il 20 febbraio 2018, la Sinistra Universitaria (UDU) ha presentato, all’ ultimo Consiglio degli Studenti, differenti proposte per tutelare al meglio la condizione della genitorialità degli iscritti all’Ateneo. Infatti, modificando lo statuto degli studenti all’Art.11 Com.3 e all’ Art.22 Com. 1, vengono estesi lo status di studente part-time e la sospensione di carriera anche alla categoria degli studenti genitori. E viene inoltre richiesto che l’Ateneo verifichi, interloquendo con il Comune di Perugia, lo stato dei lavori del progetto Chianelli per estenderne la destinazione agli studenti che ne fanno richiesta, anche attraverso la creazione di un asilo.
Il messaggio sociale di tali proposte è quello di superare il conflitto che si viene a creare tra maternità e formazione personale, garantendo il giusto ed indispensabile sostegno per evitare di porre tanti giovani dinanzi ad un ultimatum.
Le studentesse madri ci sono, esistono, e con loro esistono anche molte problematiche che necessitano di essere riscontrate come tali. La società non può più chiedere ai giovani di fare una scelta: famiglia o lavoro, figli o studi, maternità o realizzazione professionale. E’ invece ora che, a partire da istituzioni quali l’università, si prenda consapevolezza della presenza di queste persone che coraggiosamente scelgono di non scegliere, di non negarsi in nessun loro aspetto ma di affermarsi come effettivamente sono: genitori e studenti.


Sara Tibido e Sofia Lionetti

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