La satira nel vento2 min read

Amministratore | 20-01-2015 | Cultura

Il vento esprime la vita: dal principio, da epoche ataviche, nella notte dei tempi, sotto il chiarore della luna, ci ha dato il modo di respirare, volare con la forza della resistenza aereodinamica e sognare intonando il suono sibilante di note ed armonie che ci portano lontano anche dove risuonano i tamburi di guerra e i fischi delle pallottole. Lì il vento, sicuro della sua forza, addolciva la giornata dell’esistenza; forse ancora nelle notti aride di valori e vuote da ogni falsa ideologia il vento sarà nostro amico di viaggi disperati, avventure sciagurate e vite mai vissute. Ma in questi giorni risuona il fischio dell’intolleranza, che spira da Oriente sul civilizzato Occidente in tutti i teatri di guerra che dilaniano e creano un inferno sul pianeta sperando in un paradiso incerto e non sicuro: forse è meglio creare unesistenza di pace oggi evitando di sperare nella salvezza futura dopo la fine sicura che è la morte. Vedendo in questi giorni l’attacco a Charlie Hebdo mi chiedo come la libertà di espressione ed esistere in quanto persona capace di poter esprimere le proprie idee libere da ogni condizionamento può essere calpestata e violata e mi ritorna in mente come una melodia, una nenia senza remore, “La Canzone del Bambino nel Vento” di Guccini

 

 

“il fumo saliva lento

nel freddo giorno dinverno

e adesso sono nel vento.

è strano: non riesco ancora

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può luomo

uccidere un suo fratello,

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,

ancora non è contento

di sangue la belva umana,

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

che luomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare,

e il vento si poserà”

 

Forse un domani l’uomo sarà capace di capire e rispettare ogni abitante di questo pianeta bello e allo stesso tempo maledetto : ora si può solo difendere uno dei principi fondamentali del vivere , la libertà di espressione e di ridere la cosa che supera ogni barriera umana e arriva dove la guerra calpesta l’uomo e non resta che lo spettro dell’umana presenza; poiché la forza delle idee è come il vento: non si fermerà mai.

Per concludere vi lascio una speranza:

“da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati dogni tipo e natura,
libera nos Domine.”


Amministratore

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