La nuova Grecia, la nuova Europa?8 min read

Alessio Smacchi | 28-02-2015 | Internazionale

Il partito di Alexis Tsipras ha stravinto le elezioni in Grecia. I dati reali assegnano alla coalizione di sinistra circa il 36,3%, contro il 27,8% di Nuova Democrazia, secondo partito. Syriza ottiene così 149 seggi su 300, due meno della maggioranza assoluta. A seguire, i neonazisti di Alba Dorata si affermano come terzo partito, con poco più del 6%, mentre To Potami (centrosinistra), Kke (comunisti) e Pasok (socialisti), Anel (indipendenti) sono tutti tra il 4 e il 6%: avranno tra i 13 e i 17 seggi a testa. Tutti gli altri partiti non superano il 3%.

Alexis Tsipras quindi diventa il nuovo Premier greco, il più giovane degli ultimi 150 anni. Il voto contro lausterità è stato forte e chiaro, e poi ha teso una mano alla Ue:

Troveremo con lEuropa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso dellausterità e per far tornare a crescere lEuropa. La Grecia presenterà ora nuove proposte, un nuovo piano radicale per i prossimi 4 anni”.

Un voto quindi storico per il movimento guidato da Alexis Tsipras, che si afferma sulla maggioranza guidata da Antonis Samaras, Premier conservatore. “Oggi si fa la storia, riconquistiamo la democrazia“, aveva detto Tsipras al seggio di Kipseli, quartiere popolare e multietnico di Atene dove vive e ha votato. E alla folla di giornalisti e simpatizzanti: “Il futuro non è lausterità“.

Ma ora, veniamo al momento clou dell’articolo, chi è questo nuovo ministro dell’economia che sta alimentando tanta attenzione attorno a sé e quindi alla Grecia?

 

Stiamo parlando di Yanis Varoufakis, classe ’61, il quale non è stato solo il deputato più votato di queste elezioni greche, con 130mila preferenze, ma è lo stesso che personalmente ha steso il programma di Syriza e che meglio di tutti incarna il cosiddetto “stile Tsipras”: non a caso la sua designazione a ministro delle Finanze l’ha annunciata via Twitter prima del comunicato ufficiale. Fisico squadrato e atletico, camicia fuori dai pantaloni, abbigliamento decisamente casual e bicipiti da culturista: il neo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, sta calamitando lattenzione mediatica perché lontano anni-luce dallo stereotipo del burocrate studioso di economia. La stampa greca lo ha incoronato come il politico più “cool” mai avuto sulla scena, il quotidiano “The Guardian” ha spiegato che orde di ragazzine lo hanno atteso nei giorni scorsi presso i palazzi governativi per scattargli una foto. Varoufakis non segue letichetta: di fatto, verso la fine di gennaio, allincontro ad Atene con il presidente dellEurogruppo Jeroen Dijsselbloem, è arrivato a bordo della sua Yamaha 1300 cv, suscitando ancora una volta la curiosità dei giornalisti. Il suo biglietto da visita è il “fiscal waterboarding”. Due parole che richiamano il nome in codice delle terribili torture della CIA ma si riferisce all’austerità imposta da Bruxelles e Berlino. Paragonandone gli effetti, appunto, a quelli dell’annegamento controllato utilizzato negli interrogatori dei sospetti terroristi. Secondo Varoufakis l’austerity è una scelta senza senso perché non aiuta a ottenere il risultato voluto, dal momento che al termine del trattamento il prigioniero è quasi morto, come a Guantanamo. Ed è la ragione per cui punta a trasformare il prestito della troika in un maxi bond a scadenza illimitata.

Il quadro oleografico Europeo: La Grecia che Avanza.

In questi giorni, dopo le schermaglie dellEurogruppo, tra i capi di Stato e governo torna la fiducia e la distensione. Il cancelliere tedesco Angela Merkel apre al compromesso e a Bruxelles stringe la mano al premier greco Alexis Tsipras che al suo primo vertice europeo dice: “Sono fiducioso per unintesa contro lausterity” e infine aggiungerà: “Abbiamo fatto passi avanti ma non abbiamo ancora coperto tutte le distanze“. Sottolineando che: “Rispetteremo le regole fiscali e lequilibrio di bilancio, non torneremo al deficit, ma ho chiesto il supporto dei partner perché così riusciremo a fare della Grecia un paese normale“. Intanto la Bce ha alzato a 65 miliardi, dai 59,5 precedenti, le disponibilità di liquidità a favore della Grecia: a fine mese il paese si sarebbe trovato a corto di almeno 3 miliardi. A sbloccare la situazione ha contribuito larrivo nella capitale belga del presidente francese Francois Hollande e della Merkel: i due leader sono arrivati da Misk dove hanno chiuso lintesa con il presidente russo Vladimir Putin e lucraino Petro Poroshenko per la tregua tra Mosca e Kiev. Chiuso il fronte orientale, i grandi dEuropa sono tornati a concentrarsi sulla Grecia ripartendo dal nulla di fatto raggiunto nella notte a livello di Eurogruppo. E per il momento un primo accordo è arrivato fra Tsipras e il presidente dellEurogruppo Jeroen Dijsselbloem per avviare un dialogo tra “tecnici” Ue, Fmi, Bce e greci che studino le distanze che separano lattuale accordo e le richieste greche. Una prima analisi sarà fatta entro lEurogruppo di lunedì. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis si mostra fiducioso, di certo un accordo è nellinteresse di tutti. Il più diretto è il premier britannico David Cameron secondo cui “quel che è richiesto tra la Grecia e lEurozona non è uno stallo ma una soluzione“, anche perché “leconomia britannica sta crescendo e facendo bene ma siamo colpiti anche noi dalla situazione dellEurozona“. Decisiva sarà comunque la posizione della Germania e dei falchi dellEurozona. Mentre Matteo Renzi continua a chiedere un cambio di passo nella politica economica europea, mettendo al centro “crescita e flessibilità”, il numero della Bundesbank, il tedesco Jens Weidmann dice: “La Grecia avrà ancora bisogno di aiuti, ma questo può essere dato solo se gli accordi sono rispettati. Un ulteriore taglio del debito non aiuterebbe molto a cambiare la situazione di liquidità“.Lapertura di credito più importante arriva però proprio da Angela Merkel: “LUe cerca sempre il compromesso, questo è il suo successo. La Germania è pronta ma va detto che la credibilità dellUe dipende dal rispetto delle regole e dallessere affidabili. Vedremo quali proposte farà Atene, saranno discusse allEurogruppo lunedì quindi abbiamo ancora qualche giorno”. Di sicuro, dai comunicati sparisce la parola “Troika”: la nota con cui Tsipras e Dijsselbloem siglano laccordo per dar vita alla missione tecnica non contiene mai questo termine. I greci hanno chiesto di sostituire la parola con il generico “istituzioni”, anche se gli esperti che lavoreranno con i greci provengano proprio da Ue, Fmi e Bce, ovvero le tre istituzioni che compongono la Troika. «Non vogliamo nuovi prestiti», «ci serve tempo, non denaro per fare le riforme»: lo ha detto il premier greco Alexis Tsipras in una intervista al settimanale tedesco Stern alla vigilia dellEurogruppo a Bruxelles, dove prevede «negoziati difficili», anche se si dice «fiducioso» sullesito della trattativa. «Sono per una soluzione in cui tutti possano solo vincere», una «soluzione win-win», ha detto ancora Tsipras: «Voglio salvare la Grecia da una tragedia, scongiurare una spaccatura dellEuropa», ha continuato il premier greco. «Noi non vogliamo nuovi prestiti – scandisce -. Invece dei soldi, noi abbiamo bisogno di tempo per attuare il nostro piano di riforme. Ve lo prometto, dopo questo, la Grecia sarà tra sei mesi un altro Paese».
La cancelliera Angela Merkel è «una donna molto gentile», nientaffatto «severa come uno si aspetterebbe da come viene descritta sulla stampa», ha poi detto Tsipras. Quel che apprezza in lei, ha aggiunto, è che è una politica pragmatica che non intende mettere in pericolo il futuro dellEuropa. Tsipras ha detto di aspettarsi allEurogruppo domani «trattative molto difficili» ma di essere «molto fiducioso». Atene ha bisogno di tempo per le riforme e allora, «lo prometto», «fra sei mesi la Grecia sarà un altro paese».

E Renzi?

Da quando Renzi è al governo, in Italia si era abituati ai consigli europei che man mano prendevano confidenza con il nuovo leader italiano, quello del 40 per cento conquistato dal Pd alle europee, quello che spingeva per una maggiore flessibilità dei trattati europei, riuscendo a portarsi dietro tutta la famiglia socialista, anche la parte tedesca. Adesso, la contingenza vuole che questo ruolo sia di Alexis Tsipras, alfiere della bandiera anti-austerity che ha catalizzato su di sé l’attenzione di un intero continente. I riflettori restano puntati su Tsipras e tutto il resto passa attraverso la risoluzione della trattativa sul caso Grecia, troppo piccola da poter fallire, per citare al contrario la nota pellicola sulla crisi del 2008 negli Stati Uniti (“Too big to fail”), ma non senza rischi per tutta l’Eurozona. Non a caso il premier greco riesce parlare a quattr’occhi e a stringere un asse con il premier britannico David Cameron, che si sbilancia a favore di Atene: “Leconomia britannica sta crescendo e facendo bene ma siamo colpiti anche noi dalla situazione delleurozona” per cui “più dura lo stallo più è dannoso per noi“. Renzi conserva l’equilibrio tra Atene e Berlino, propendendo per la seconda: “I patti vanno rispettati”. Del resto, anche nel gruppo socialista la discussione non scorre senza inciampi: tra chi spagnoli, portoghesi sostenendo la necessità di offrire una spalla ad Atene e i nordici sostenendo che parteggiare con i greci può essere controproducente nella battaglia europea sulla crescita, perché produrrebbe rotture con chi decide: Merkel. Però nella riunione dei 28 leader europei, Tsipras si siede al fianco del premier italiano, questo sì. A sinistra.

Sicuramente lo scenario che si va a delineare, per mia modesta opinione è sicuramente positivo, credo fortemente nell’Unione Europea, anche se oggettivamente ci sono stati degli errori di coordinazione, di equilibrio per meglio dire tra l’unione monetaria e l’integrazione politica, le nuove politiche monetarie messe in atto dalla BCE, il periodo di relativa “distensione” all’interno dell’Europa e la presunta crescita del PIL in numerosi paesi Europei, dimostrano che prima di tutto l’interesse generale e generalizzante sta cedendo verso programmi “mirati” per singole nazioni, ed è questo che ci può portare alla rinascita. Tsipras docet.


Alessio Smacchi

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