LA LOTTA DEL BIANCONIGLIO4 min read

Dario Sattarinia | 12-06-2016 | Cultura - Locomocinema

Intervista agli organizzatori del RabbitFest

Il RabbitFest è il primo e unico Festival Internazionale di Animazione della nostra città e uno dei pochissimi in tutta Italia. Attivo fin dal 2010, fermo solo per un anno a causa di problematiche non solo organizzative, ma soprattutto di fondi, ritorna questo anno per esporre dal 16 al 19 giugno i migliori prodotti di animazione internazionale sia in materia di lungometraggi che corti, spaziando dalle tecniche più classiche fino alle avanguardie sperimentali.
La decisione di incontrarli è derivata non solo dalla volontà di promuovere questo Festival, ma anche dalla curiosità di sapere cosa significa per un gruppo di giovani fare attività culturali nella nostra città.

Iniziamo dalle cose semplici, chi siete? Perché avete deciso di fare questo Festival?
Siamo membri del Collettivo Skunk, una associazione culturale che sta anche all’interno del Forum Regionale dei Giovani. Siamo nati a Foligno, ma da anni svolgiamo le nostre attività, in particolare questo festival, sempre a Perugia.
Il Rabbit è nato dalla voglia di poter dare maggiori possibilità sia agli spettatori che agli autori. Ai primi, ovviamente, volevamo dare modo di poter vedere molte opere che, altrimenti, sarebbero sempre state inaccessibili sia a causa delle distribuzioni italiane che dalla difficile condivisione anche via web. Per gli autori, quindi nell’altra prospettiva, abbiamo voluto offrire uno spazio in più in cui poter proiettare i loro prodotti in modo da renderli più famosi e noti.

Difficile scegliere tra le opere che vi inviano?
Abbastanza, alcune volte è molto facile, ma spesso ci ritroviamo a dover escludere alcuni prodotti molto belli per mancanza di tempo. Ci saranno sempre quelli veramente belli, ma è comunque un peccato escluderne alcuni che sono comunque di ottima qualità. Fortunatamente la sezione del RabbitOFF ci permette di spaziare anche alla ricerca di quelli più innovativi e sperimentali, in realtà avremmo sempre voluto provare a potenziare questa parte. Altri Festival si organizzano praticamente solo su quel genere.

Usciamo un secondo da questa specifica edizione, vorrei chiedervi perché avete deciso di avviare e mantenere questo Festival a Perugia.
Perugia ha un’offerta culturale potenzialmente molto elevata, basti pensare alle due Università, di cui una incentrata principalmente sul piano internazionale. Aggiungi il Conservatorio di Musica, l’Istituto di Mediazione Linguistica e l’Accademia di Belle Arti. Eppure, nonostante tutto questo, l’aria ci è sembrata un po’asfittica, pesante. Anche per questo abbiamo voluto provare a fare questo progetto aperto a tutta la cittadinanza, sia per i veri appassionati che per i novizi, o quelli che pensano che l’animazione sia un mondo relegato alla dimensione infantile e poco “matura”, quando invece offre maggiori possibilità in quella direzione rispetto ad altre forme di cinema.


Una proiezione durante il Festival ai Giardini del Frontone

È stato difficile? Arrivati alla sesta edizione potete anche provare a fare un rapporto…

Tralasciando le normali e quotidiane beghe organizzative, ci siamo trovati in seria difficoltà, in particolare l’anno scorso, dove di fatto non siamo riusciti a far avviare il Festival. Non che prima ci fossero le porte spalancate, ma crediamo che di fatto si stia avendo una diversa idea di città, ma anche a prescindere da una appartenenza politica precisa. Noi crediamo che il nostro progetto abbia senso e speriamo che la cittadinanza riesca a coglierlo. Siamo anche ad un livello minimo di quello che potremmo fare, come per esempio invitare alcuni autori, tenere delle conferenze, far diventare la città un punto importante per questo settore come lo è diventato per altri sempre grazie ai contenitori dei Festival. Il problema è che serve la voglia di innovare e provare a investirci su questa aggregazione, che poi porta anche un guadagno alla città, poiché attiri gente interessata anche da fuori.

Eppure quest’anno ci siete…
Sì, fortunatamente siamo riusciti a cogliere l’occasione del Bando per le Attività Culturali del Forum Regionale dei Giovani grazie alla vittoria di Perugia come Capitale Italiana dei Giovani, dove abbiamo recuperato i fondi necessari per tutto.

Mai pensato di mettere a pagamento, almeno per venire incontro ai costi?
Il pensiero e la proposta ci sono stati, ma andava contro la nostra filosofia. Vogliamo dare una possibilità al più gran numero possibile di persone e non vorremmo mai tradire questo principio.

L’intervista si conclude qua, ma il RabbitFest deve ancora iniziare. Se siete appassionati dell’animazione dovreste già sapere tutto, in caso contrario potete ancora rimediare. Se conoscete qualcuno che sicuramente non vorrebbe venirci, provate a scommetterci una birra (tanto sarete al Frontone) che rimarranno sorpresi.

Il 16 e il 19 giugno inseguiamo il BianConiglio che non ha mai smesso di lottare per Perugia.

 

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Dario Sattarinia

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