LA GIOVENTÙ MUOVE L’EUROPA A SIVIGLIA: UNA STORIA DA RACCONTARE, TANTE DA ASCOLTARE4 min read

Amministratore | 25-03-2015 | Studenti senza frontiere

Oggi vi vogliamo raccontare una storia. La storia di due attivisti della Sinistra Universitaria – UdU Perugia chiamati a rappresentare la loro stessa associazione in un contesto più ampio di quello della loro calda (calda?) e accogliente (sì, accogliente, sì) città del centro Italia. Si sa, a volte quando si esce dal proprio confine d’azione ci si sente spaesati. Immaginate poi se dovete interfacciarvi con ragazzi spagnoli e portoghesi, coetanei e non, con cui già è difficile dialogare a causa della diversa lingua e a cui dovete pure spiegare cosa è l’UdU, che è già difficile in italiano. Ma andiamo con ordine.

Presentiamoci. I nostri piccoli grandi eroi sono Martina e Tancredi, e sono stati chiamati a raccontare la loro attività nel territorio perugino e umbro tutto per conto della Sinistra Universitaria a Siviglia, dove si è tenuto un seminario della durata di due giorni che ha visto come protagoniste le esperienze di tanti giovani del sud Europa che si sono trovati a doversi relazionare con la crisi degli ultimi anni. Il tema di sfondo era proprio “La gioventù muove l’Europa” , per stare a significare non solo che i giovani sono i soggetti più suscettibili alla crisi, ma che sono anche coloro che possono davvero decidere le sorti del proprio Paese, con gesti che a volte sembrano gocce nell’oceano. Ma, ricordiamocelo, che ogni tanto un po’ di retorica non guasta: sono le gocce che fanno l’oceano.

Primo step. Il primo step è stato dover preparare una descrizione più o meno corposa della nostra attività all’interno della Sinistra Universitaria UdU Perugia, da esporre pubblicamente nel corso del seminario. Beh, cosa c’è di più facile che presentare il proprio operato quotidiano? Niente, a meno che tu non faccia il sindacato studentesco. Che, vi assicuro, ha così tante sfaccettature, che sappiamo già che qualcuna stiamo per dimenticarla. Inoltre, spesso, la passione si confonde col dovere e finisce che la propria attività allarghi i confini in modo esponenziale, in modo non previsto. Ma sicuramente bellissimo.
Abbiamo iniziato spiegando ai nostri interlocutori cosa vuol dire fare rappresentanza studentesca in Italia, ossia avere a che fare con istituzioni che spesso fanno orecchie da mercante costringendoci a dover portare avanti battaglie per acquisire diritti molto spesso elementari. Abbiamo, inoltre, dato risalto all’importanza che ha all’interno della nostra associazione la tematica del Diritto allo Studio, spiegando come per noi questo sia non solo fondamentale, ma un valore imprescindibile per chiunque voglia mettersi a rappresentare la categoria degli studenti. Infine, abbiamo mostrato come ci piaccia divertirci e organizzare anche eventi ricreativi volti a conferire alla nostra città una marcia in più. No, non siamo una di quelle associazioni noiose!

La rivelazione. È stato bello esprimerci, ma ancora più bello è stato ascoltare le storie degli altri. Perché ascoltare, nonostante le difficoltà linguistiche, è stato un grande momento di crescita culturale che ci ha fatto capire quanto i nostri compagni europei siano simili a noi nelle battaglie, nelle rivendicazioni dei diritti, nella passione politica e nella grande sofferenza e rabbia sociale a cui la crisi e la mala gestione della cosa pubblica ci hanno spinto. Siamo una generazione delusa, dagli occhi mesti, una generazione che fatica e si affatica per affermarsi, che non conosce pause, vacanze, ferie. Però una cosa è certa: in nessuno dei nostri racconti trapelava la voglia di arrendersi, nessuno ha mai detto “basta!”. Al contrario, tutti abbiamo mostrato una grande forza e volontà di esserci, di essere una delle tante e sempre più numerose gocce dell’oceano, pronte a coinvolgere i nostri coetanei, a dialogare con le istituzioni, a rendere più vive le nostre città, a creare degli alti momenti d’arte e di cultura. Perché l’informazione, la formazione e la presa di coscienza, in ogni civiltà che si rispetti, passano per l’arte e per la cultura. Mai per le violenze e le discriminazioni.

Siviglia. Va bene, lo ammettiamo, tra un racconto e l’altro ci siamo dilettati a visitare questa splendida città dell’Andalusia, nel sud della Spagna. Sono stati due giorni anche di approfondimento artistico grazie alle meraviglie che Siviglia ci ha riservato, dall’indescrivibilmente commovente Plaza de España, alla maestosa Cattedrale, tra le più grandi del mondo. Birra e tapas è stato il motto di Tancredi per quelle due sere spagnole (ma Martina non disdegnava!). Trovare lungo la strada l’Università di Siviglia ci ha fatto anche riflettere di quanto i nostri atenei dovrebbero essere rivalorizzati, per tornare a competere con l’istruzione del resto del mondo.
Ma nonostante le dovute e doverose differenze che caratterizzano ogni città, ogni nazione, la grande verità che ci portiamo dentro da questo viaggio è che “Tutto il mondo è Paese”, e che i nazionalismi e le divisioni che qualche politico millanta, anche all’interno della stessa Europa, sono solo il frutto di menti bigotte che fanno leva sulla stanchezza e sull’ignoranza della gente.


Amministratore

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