La CGIL lancia la sua #sfidaxiDiritti3 min read

Amministratore | 28-06-2016 | Nazionale

di Francesca Ricci

#SfidaxiDiritti è lhashtag lanciato dalla CGIL nella sottoscrizione della nuova Carta dei diritti universali del lavoro, il nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori. Un patrimonio di dignità – lo definisce il sindacato – volto ad estendere ed integrare la legge 300/70 ed al contempo a riscrivere il diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che superi le disparità oggi esistenti tra le tante forme e tipologie nelle quali esso si è declinato, per una tutela uniforme ed omogenea, come sottolinea Vittoria Arcovio, membro del direttivo del NIdiL CGIL Perugia, da noi intervista per qualche delucidazione in merito.

“La CGIL con la Carta, propone un testo composto da 97 articoli, un progetto di iniziativa popolare che estenda diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti, alla luce dei significativi cambiamenti di questi ultimi anni.”

Ma perché è così importante così importante sottoscriverla? “La Carta dei diritti universali del lavoro si applica ai lavoratori subordinati, precari, autonomi, sia pubblici che privati, delle imprese di tutti i settori, anche quelle con meno di 15 dipendenti. Oggi il mondo del lavoro, infatti, è molto più articolato e complesso, il sistema dellorganizzazione del lavoro molto più flessibile e i modelli influenzati da dinamiche globali.”
In questo contesto è molto importante il ruolo del sindacato e in particolare dello stesso NidiL, che dal 1998 si occupa di rappresentare i lavoratori precari, in somministrazione o con contratti “atipici”.

“Importanti sono anche i diritti di rango costituzionale che vengono ad essere rimarcati e difesi a garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra questi il diritto ad un equo compenso, quello alla sicurezza, quello al giusto riposo settimanale, ma anche quelli alle pari opportunità e alla formazione permanente, per un aggiornamento costante di pareri e competenze. In particolare, però, emerge chiaramente la scelta di dare attuazione allart 39 della stessa Costituzione, dando così efficacia generale alla contrattazione e traducendo in legge gli accordi su democrazia e rappresentanza. Il lavoro – dice ancora Vittoria – deve tornare ad essere un fattore di benessere e crescita personale”.

Lobiettivo è sicuramente il coinvolgimento maggiore nelle scelte, aumentando la partecipazione attiva di lavoratrici e lavoratori, rovesciando lidea che sia limpresa il soggetto forte a determinare le condizioni di chi lavora, come soggetto debole. “Il contratto nazionale allora – sottolinea ancora la giovane esponente del Nidil Cgil – deve tornare ad essere un punto di uniformità generale dei diritti, rafforzando anche la contrattazione decentrata, attraverso la rappresentanza eletta direttamente dai lavoratori a cui demandare poteri negoziali”.

La CGIL, inoltre, ha proposto, contestualmente alla raccolta firme per la Carta, tre quesiti referendari abrogativi di parti del Jobs Act aventi come oggetto i seguenti temi: cancellazione del lavoro accessorio (voucher), reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, reintegro del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo in tutte le aziende con più di 5 dipendenti (in pratica un ripristino dell’articolo 18, ma allargato).
Il tentativo per il sindacato è quello di opporsi alle logiche neoliberiste, che negli ultimi decenni hanno portato ad una profonda crisi nel mondo del lavoro. È necessario ripartire da regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, dalla dignità intrinseca al lavoro e non dalla sua mercificazione, che si attua quando i diritti, non valevoli per tutti, diventano privilegi.

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