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Anna Mellino | 01-04-2019 | Attualità - Cultura

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Da un po’ di tempo ad accendere gli animi della comunità perugina è la situazione che si è creata ai danni del POST, struttura il cui nome è un acronimo di Perugia Officina della Scienza e della Tecnologia. Ma cosa è successo a questa struttura e a chi la gestisce di così grave da indire un incontro pubblico intitolato “Stati generali del Post”?
Il POST è ormai da anni un punto di riferimento per la comunità scientifica ed impegna a divulgare proprio ciò che dovrebbe essere prioritario per la crescita e lo sviluppo dell’individuo: la cultura. Oltre ad essere un Museo della Scienza, infatti, esso porta avanti numerosi progetti con le scuole e non solo.
Dal 26 febbraio del 2019 il POST, per la prima volta dalla sua apertura, ha chiuso i cancelli al pubblico nella fascia pomeridiana a causa di difficoltà economiche, per poi lanciare una campagna con l’hashtag #iostoconilpost. Lo scopo di questo progetto è quello di dare risonanza alla situazione vissuta dalla Fondazione e, di conseguenza, dai suoi dipendenti.
Per discutere delle prospettive presenti e future del POST, il 29 marzo si è tenuto un incontro che ha visto partecipare un gran numero di persone di ogni fascia d’età e svariati rappresentanti delle istituzioni per dare sostegno, anche solo morale, a coloro che negli anni si sono prodigati ad essere presenti per la comunità con la loro dedizione e impegno.
Il presidente della Fondazione Luca Gammaitoni, in qualità di portavoce e moderatore, ha aperto l’incontro spiegando che il 5 maggio 1789, qualche mese prima della presa della Bastiglia, era stata convocata da Luigi XVI un’assemblea intitolata Stati generali per discutere della crisi finanziaria che stava attraversando la Francia ed è la stessa ragione per cui è stato dato lo stesso nome all’incontro al POST: discutere della situazione attuale e cercare delle soluzioni per il futuro. Accanto al presidente erano presenti gli altri due soci fondatori: il Comune di Perugia rappresentato dal Sindaco Andrea Romizi e il Presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta.
I motivi della convocazione riguardano la crisi economica del Post che si dirama in due aspetti: uno contingente e uno di più lungo periodo. Il primo riguarda la legge del Ministero chiamata tabella triennale che finanzia un certo numero di istituzioni museali è in ritardo: si sarebbero dovuti erogare dei fondi per il triennio dal 2018-2020 tuttora non si sa se il Post, come altre strutture museali, riceveranno o meno questi fondi. Questa situazione ha portato ad una crisi di liquidità della struttura e al ritardo di tre mesi del pagamento degli stipendi ai dipendenti.
Il Presidente ha illustrato il lavoro fatto con il Consiglio di Amministrazione composto dalla Dott.ssa Irene Biagini e la Dott.ssa Alessia Dorillo per abbattere al minimo le spese per la struttura, passando da nove a sei dipendenti e riducendo da 600.000€ a 450.000€ l’anno le spese totali. Di questi 450.000€ annui tra stipendi e costi di gestione ammonterebbero a circa 250.000€ le spese fisse del POST, spese che a detta del Presidente e del consiglio di amministrazione sarebbero imprescindibili e dovrebbero quindi essere garantite dalle istituzioni. Nessuna richiesta simile viene invece avanzata per il resto del budget, rimandato quindi al contributo degli sponsor, dei privati e dei lavori a progetto. Per raggiungere questo importo non sono però certo sufficienti i 50.000€ erogati dal Comune (la Provincia non eroga invece alcun fondo da anni) e l’invito del Presidente ai rappresentanti delle istituzioni, sia pubbliche che private, in qualità di stakeholders, è di proporre delle soluzioni sulle sorti del POST tenendo conto sempre del tetto soglia da raggiungere per permettere a coloro che ci lavorano di poter operare con regolarità.
Sono stati numerosi gli interventi che si sono susseguiti, sia da parte sia degli enti pubblici (Regione, Provincia, Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, l’Università ed altri Istituti scolastici), sia da quelli privati come alcune aziende e associazioni importanti di Perugia: Grifo Latte, GESENU, la fondazione Umbria Jazz, Umbra Acque e altre realtà imprenditoriali del territorio hanno detto la loro sulle soluzioni possibili per il POST.
Molti interventi hanno più volte ricordato alla platea che attualmente si è in piena campagna elettorale, sottolineando quindi che le promesse fatte dalle istituzioni potrebbero essere uno specchio per le allodole e non portare i frutti sperati.
In ogni caso, il Sindaco in carica Romizi si è detto aperto a stanziare dei fondi ma, visto il bilancio del Comune, non promette nulla di più che già non sia stato fatto in precedenza. Si propone tuttavia di fare da intermediario, come ha già fatto, per facilitare le collaborazioni con altre strutture pubbliche e cariche politiche per facilitare degli iter che potrebbero, visti i tempi giurisprudenziali, ostacolare i progetti messi in atto dal POST.
Hanno poi avuto luogo gli interventi degli assessori della Regione e del comune Bartolini e Fioroni, personalità che hanno riacceso le speranze del futuro del POST parlando in termini concreti di progetti e di tempistiche molto brevi per la realizzazione e per l’erogazione dei fondi. Uno in particolare che consiste nell’erogare dei fondi, stanziati dall’UE, che ammontano a 500.000 per tre anni per il progetto di DigiPass Lab che promuove la cultura digitale. I due assessori riconoscono al POST le potenzialità per poter realizzare il progetto e, con un miglior utilizzo della piazza antistante il museo, lo spazio sufficiente per il suo sviluppo. I tempi promessi sono di 7/10 giorni e l’impegno di passare ai fondi al Comune che poi dovrebbe rigirarli alla struttura.
Tra gli esponenti dei vari partiti politici spicca l’intervento di Cristina Rosetti, capogruppo del Movimento 5 stelle, la quale si pone in estrema contraddizione col pensiero esposto da coloro che spingono per dei finanziamenti pubblici, affermando di conseguenza che il POST possa mantenersi solo con i finanziamenti dei privati. Da alcune forze politiche si è ribadito invece l’impegno per accelerare le pratiche relative al Ministero per l’erogazione dei fondi, nonché la proposta di legiferare in ambito regionale per rendere più stabile e duratura la problematica economica, ad oggi legiferata di volta in volta ogni tre anni.
Molto positivi gli interventi dei privati che hanno rinnovato la volontà di contribuire economicamente e di collaborare all’interscambio culturale con dei progetti concreti come è avvenuto in passato con il Post. Due esempi sono: quello di Umbra Acque, che riconosce il supporto nel divulgare messaggi soprattutto alle nuove generazioni e dell’importanza di razionalizzare l’acqua; quello della Grifo Latte che afferma di aver visto aumentare il numero di bambini e di ragazzi che si sono avvicinati all’azienda e alla realtà che rappresenta grazie all’intermediazione proprio del POST.
Un suggerimento sulle vie per finanziare il Museo deriva dall’iniziativa dell’Art Bonus, il quale prevede delle agevolazioni fiscali fino al 65% per chiunque decidesse di erogare denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.
Per quanto riguarda l’Università, visti gli sforzi degli ultimi anni e visto l’impegno che molti studenti hanno investito per fare del POST una struttura degna di nota, l’ente ha comunicato la sua volontà di entrare anche a far parte, in qualità di socio, della Fondazione, ritenendo tale mossa l’ideale per garantire una continuità a un percorso che dalle scuole, passando per l’Università, dovrebbe servire ad approdare al mondo del lavoro.
Presente inoltre anche il mondo della scuola, rappresentato da professoresse provenienti da vari distretti scolastici che hanno condiviso la necessità di mantenere il Post come centro di divulgazione scientifica. Tali personalità hanno ricordando come, in assenza di strumenti e di attrezzature necessari per poter svolgere dei laboratori didattici all’interno degli stessi istituti, è stato proprio il museo ad aprire le sue porte agli studenti e offrire loro una possibilità di crescita.
La prof.ssa Galassi, responsabile dei Musei scientifici, ha invece illustrato l’importanza della collaborazione tra il Post e le altre realtà museali che coordina per facilitare un interscambio di conoscenze e anche culturale.
Si è fatto presente come sempre meno persone scelgono materie in ambito scientifico e questo ha creato, nel corso degli anni, il dilagare dell’ignoranza su questi argomenti e la necessità di puntare sulle nuove generazioni per rilanciare la Scienza.
Nonostante la sua condizione di precarietà, il POST continuerà ad operare e portare avanti gli impegni presi in passato e, a tal proposito ha annunciato la presenza del Nobel per la Tecnologia, Bruno Murari, con il suo accelerometro per il giorno 15 aprile, per poi passare agli “Ignobel” del 16 aprile, premi dati per ricerche e invenzioni bizzarre. Un impegno che viene rinnovato quindi sul breve termine, ma che si spera possa avere vita lunga, dando dunque un senso a tale assemblea.
A chiudere gli interventi è stata una bambina di nove anni che, in qualità di “fan” del Post, ha espresso tutta la sua paura con una semplice frase: “non voglio che tutto questo finisca”. Chiudere il POST vorrebbe dire chiudere le porte alla speranza di crescere, di migliorarsi e rischierebbe di mandare un messaggio sbagliato alle nuove generazioni. La cultura non dovrebbe mai essere messa all’asta ed essere garantita e alla portata di tutti.


Anna Mellino

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