“FIORI” ROCK PER VOI – Intervista ai Wonder Vincent5 min read

Amministratore | 29-09-2015 | Cultura - Musica

Che la scena musicale umbra e segnatamente perugina fosse particolarmente feconda in questi anni lo si era capito da tempo. Che una band, composta da Andrea Spigarelli, Andrea Tocci e Luca Luciani, rispettivamente batteria, voce e chitarra, riuscisse, dal triangolo Gualdo Tadino-Foligno-Castel Rigone con baricentro nello studio di registrazione di Perugia, a dare alla luce un disco come “Fiori” davvero non ce laspettavamo. Uscito lo scorso 23 settembre, seconda fatica dopo “The Amazing Story of Roller Kostner” del 2013, questo album autoprodotto ha già conquistato critica e riviste di settore ed è pronto a farsi largo nelle orecchie e nei cuori degli amanti del rock. Per il primo singolo, “Spoon Rest”, è stato girato un video già ricco di riconoscimenti a livello internazionale, come lingresso nella cinquina de nominati a “Miglior video musicale” ai Los Angeles Independent Film Festival Awards (link al video: https://www.youtube.com/watch?v=JWj955Sau6s ).

Noi de La Locomotiva abbiamo avuto il piacere di intervistarli appena prima della partenza del loro tour, con una anteprima sulla loro prossima data perugina!

 

Partiamo dal titolo dellalbum, “Fiori”. Ora, a parte quelli a pelo dacqua nella vasca del video di “Spoon Rest”, un “Gelsomino” che fa capolino tra le tracce ed uno shooting tra i verdi prati a Castelluccio di Norcia, cè un motivo per cui avete scelto questo nome?

Ogni tanto in tour, durante le prove, a cena o semplicemente parlando nelle varie conversazioni virtuali, capita di inventare parole o di nominarne altre delle quali amiamo il significato o semplicemente il suono e subito pensiamo di usarle per il titolo di una canzone o di un disco.
FIORI è stata scelta ancora prima di entrare in studio per entrambi i motivi. Il più semplice e forse banale è che eravamo in un periodo di merda per molte cose che destabilizzavano le prospettive e con le registrazioni prossime potevamo soltanto affidarci letteralmente al training autogeno per crearne qualcosa di bello e che risollevasse la nostra esistenza.
Nonostante ci piacesse molto, abbiamo tirato fuori anche altri titoli, ma alla fine questo ha vinto per quanto detto prima e per gli altri innumerevoli significati.
Se ci pensate esiste un fiore per ogni momento, dal più brutto al più bello, e così è questo disco: non ha soltanto canzoni di un determinato genere o con un mood specifico, viaggia a fasi alterne come le sensazioni che abbiamo provato in quel periodo e con le quali tuttora conviviamo.
Chiamare un disco come questo FIORI è come spiegare in una lingua comprensibile a chi abita il tuo stesso paese un contenuto molto diverso da ciò a cui sono abituati.

 

Sullo streaming di Soundcloud (dovè disponibile da pochi giorni lalbum) campeggia uno scarno tag: #Stoner. Se poteste aggiungerne di altri per caratterizzarvi, quali scegliereste?

#indietrotuttamanonfinoinfondo #apalladefoco #desertodellamente #amicievinodenello

 

Non nascondo che il primo singolo, “Spoon Rest”, occupa un posto fisso nel mio lettore sin dalla sua uscita. Perché proprio lui per presentare lalbum? Avevate già in mente il video a riguardo?

Perché era ed è la rappresentazione di ciò che eravamo e di ciò che siamo.
È un brano forte nato in fase embrionale circa 3 anni fa con un giro di batteria che faceva ciò che fa ora la chitarra ritmica e poi messo da parte per colpa dei vari cambi di formazione e per il sopraggiungere di altri impegni. Quando abbiamo iniziato a lavorare al disco in trio lo abbiamo ripreso e lo abbiamo terminato. Come se quella canzone fosse il risultato di quel cammino, tempo che ci ha messo nelle condizioni di scrivere un brano che ci gasa e ci piace così tanto. Sicuramente se lo avessimo finito 3 anni fa ed inserito nel primo disco sarebbe stato totalmente diverso quindi meglio così.
Per quel che riguarda il video invece è nato tutto dalla contaminazione e dallamicizia con il regista Tiziano Fioriti. Dovevamo collaborare da molto tempo ad un video e da altrettanto tempo ci diceva di avere in mente un video che parlasse dellapnea, del “cazzeggio” apparente che ti aiuta nel tuo percorso e del morso allo stomaco che comunque senti. Con Spoon Rest e noi aveva tutto loccorrente. Un paio di mesi prima di girare è venuto a trovarci al Jap Perù (studio di registrazione di Perugia), ha ascoltato tutto il materiale e si è convinto anche lui del potenziale onirico, ma allo stesso tempo reale della scelta della canzone.

Parliamo di lingue e voci. Di chi è quella femminile nella acustica “Trampoline Man”? Chi è il cantante preferito da Tocci? Quanta voglia avete di scrivere canzoni nella vostra lingua madre?

La voce femminile in Trampoline è di Lucia Mariani, nostra sorella, amica e compagna di serate al Jap. Nella stessa “Trampoline Man” nei cori finali ci sono i ragazzi che frequentano la zona dello studio che oramai chiamiamo “fauna del Jap”. Grandi! Grandi tutti!
Il cantante preferito di Tocci è Jeff Mangum
(cantante dei Neutral Milk Hotel n.d.r.) e riguardo la lingua madre… per ora non abbiamo molta voglia. Proprio non riusciamo. 🙂

Per concludere, ho visto che stanno spuntando vostre date sparse per lEuropa, mentre lultimo appuntamento a Perugia risale ad oltre un anno fa. Quanto tempo dovrà aspettare un universitario perugino per ascoltarvi dal vivo? Inoltre, cosa dovrà aspettarsi di trovare sul palco?

Il prossimo appuntamento sarà il 4 novembre al 100dieci per il Mercoledì Rock. Sicuramente lo conoscerete. Sicuramente verrete.
Ci saremo noi tre con uno splendido Marco Zitoli al basso e tante, tante cose fatte come si deve. Vi aspettiamo.

 

Statene certi: non mancheremo!

Daniele Papasso


Amministratore

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