La politica musicale degli Eva Braun4 min read

Amministratore | 24-04-2016 | Cultura - Musica

Intervista alla band romana

di Giovanni Clericò, Marco Meniconi e Elia Meniconi

Gli Eva Braun, neo band romana, esordendo con “Dopo il diluvio (Vol.1)”, si affacciano in modo atipico sul panorama musicale, diversamente da altri gruppi appartenenti all’underground italiano. L’ambizione, la voglia di emergere in modo prepotente e la carica prorompente sono il biglietto da visita con cui il gruppo delinea la sua personalità, frutto di una consapevolezza singolare. Infatti è raro che una band, con l’album d’esordio, ti trascini dentro il disco, brano dopo brano, suscitando nell’ascoltatore un climax di sensazioni ed emozioni, caratteristiche peculiari di un “concept” incentrato sulla precarietà della vita, sulle incertezze a cui lo stato sociale ci sottopone; sono concetti rivoluzionari in cui la voglia di rivalsa supera la cognizione della propria inutilità al fine di non essere succubi del sistema. Tale maturità è un’inevitabile conseguenza di una palese esperienza assunta negli anni; del resto, la ricerca approfondita delle parole, il bagaglio musicale e la serietà del progetto ne sono una chiara dimostrazione.

Ci hanno rilasciato una breve intervista che vi riportiamo di seguito, e per convincervi che questi ragazzi spaccano vi invitiamo ad ascoltare alcuni dei loro pezzi su youtube che vi linkiamo dopo le domande.

Chi sono gli Eva Braun e qual è il significato del loro nome?

Non esiste amore più incondizionato di quello di Eva Braun, ameresti il diavolo in persona?
Mica è facile arrendersi a ciò che siamo, essere sinceri con i propri sentimenti.

Che cosa vuole raccontare il disco e come mai “dopo il diluvio”?

Racconta di un disturbo della vista: il nistagmo. E una malattia che ti fa tremare in continuazione i bulbi oculari. Chi ne è affetto ha una visione tremolante della realtà e fatica a distinguere i contorni delle cose. Ma sai che cè? Siamo tutti affetti da nistagmo. E ci sforziamo da adulti a correggere il nostro difetto, indossiamo occhiali, usiamo colliri, strizziamo gli occhi.
Eccoci qua: vogliamo solo il meglio per noi, vedere tutto accuratamente a fuoco: la perfezione dei contorni.
Invece siamo solo degli irresponsabili, perché il nistagmo non si cura. Bisogna arrendersi alla nostra situazione, a ciò che siamo. I bambini lo fanno. I nostri genitori lo hanno fatto.
Questa generazione temo di no. I bambini si arrendono allamore che provano. E se lo tengono stretto. Anche se non è a fuoco. La resa è il vero amore. L album racconta questo: è un dono di amore incondizionato.
Per vedere che è in arrivo un diluvio non cè bisogno di una vista sopraffina. Neanche per riconoscere l’amore.

Cosa significa fare musica indipendente oggi senza una major?

Ma anche senza una minor! Significa che sei fottuto. Per questo noi vogliamo FARCI FOTTERE dal migliore: Giorgio Canali. Per il Volume 2.

Ognuno di voi ha esperienze differenti, cosa vuol dire amalgamare i vari bagagli musicali?

Guarda: funziona così, è incredibile, davvero incredibile! Ti faccio un esempio: stavamo provando un nuovo brano per il Volume 2, si intitola “Undicesima scala Mercalli”. Faccio un accordo e Alessia ci mette sopra un riff da sballo, Daniele inizia a suonare il basso come se già sapesse tutti gli accordi successivi che avrei fatto e si scervella su dove e come introdurre degli obbligati sulla sezione ritmica insieme a Simone, che intanto mi legge nel pensiero e inizia a suonare come Dave Grohl.
Poi mi sveglio.
Scherzi a parte: le esperienze diverse non sono affatto un limite, e lamalgama la danno la sintonia e la pazienza. Sono fortunato ad aver incontrato tre musicisti che prima di essere musicisti sono persone.
Cinque musicisti a dire il vero. Se contiamo anche gli ex membri a cui mando un abbraccio: Emanuele Bastianelli e Marco Vollaro. A cui ho spezzato le reni perché non facevano quello che dicevo io. Perché mi guardi così? Ci chiamiamo Eva Braun, mica Anna Frank. Che ti credevi?

Il nostro è un giornale universitario e quindi siamo curiosi di conoscere anche la vostra vita accademica se siete studenti, cosa scorre in parallelo alla vostra vita musicale?

Non siamo studenti da un bel po. E anche in questo caso veniamo da realtà molto diverse tra loro. Cè chi ha studiato matematica a cavallo tra la prima e la seconda guerra punica, chi scienze delleducazione, chi ingegneria. E ora le nostre vite spaziano da un estremo allaltro.
Da chi come Daniele lavora al servizio di una bambina di un mese e mezzo a chi come Alessia che di ragazzini che deve tenere a bada ne ha una classe intera. Simone è taciturno: lo conosciamo da poco, è entrato da pochissimo in formazione. Mi informerò meglio sulla sua vita privata e vi farò sapere.
Quanto a me: sono disoccupato: mai lasciare tutto per amore, ti porta ad essere una persona eccessivamente bella, troppo bella, ma anche eccessivamente squattrinata. Lavoro leggendo al pub, davanti a una birra. Facciamo anche cinque birre, dai, con una ti sciacqui la bocca. Anzi vi ringrazio e approfitto di questo spazio: ing. informatico magna cum laude, PhD in processamento del linguaggio naturale impartisce ripetizioni di matematica e fisica a bambini di scuole elementari e medie.
Bambini, eh, mi raccomando. Gli adulti non mi piacciono. Sono tutti disillusi e pieni di sé. E con questo problema del nistagmo che li infastidisce.

 

Buon ascolto.

 

IMPROMPTU N.1000

https://www.youtube.com/embed/_rU3UFM1Cso

 

CONOSCERSI DA SEMPRE

https://www.youtube.com/embed/o3_aLlPAeDo

 

TANATOSI

https://www.youtube.com/embed/7UD9xwLe6dw


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