IMMIGRAZIONE, OLTRE 900 MORTI IN MARE NEL CANALE DI SICILIA2 min read

Amministratore | 29-04-2015 | Nazionale

Si tratta della più grande tragedia marittima dal dopoguerra ad oggi. Un peschereccio, stracolmo di persone, si è capovolto in mare nella notte tra il 18 e il 19 aprile a circa 60 miglia a nord della Libia. Sono stati recuperati 2 persone in vita e 24 corpi senza vita, i cui funerali si sono svolti in settimana a Malta. Alla partenza molti passeggeri, che avevano pagato una cifra minore rispetto agli altri, sono stati chiusi a chiave nei livelli inferiori della barca, non rendendosi quindi neanche conto della tragica fine che stavano facendo. Si contano oltre 900 vittime, secondo la testimonianza di un sopravvissuto alla strage. Nelle ultime settimane è stato costante l’esodo dei migranti dalla Libia, con 950 morti dall’inizio del 2015 e oltre 11.000 arrivi nell’ultima settimana. Le strutture di accoglienza in Sicilia sono allo stremo e non possono accogliere altri migranti. Per questo motivo il Ministero dell’Interno ha chiesto, con una circolare, alle varie Prefetture di accogliere gli immigrati, ma alcune amministrazioni del Nord, in gran parte governate dalla Lega di Matteo Salvini, hanno rifiutato. Il Governo italiano, nelle ore successive alla tragedia, ha chiesto la convocazione di un Consiglio europeo straordinario, che si è svolto giovedì 23 aprile a Bruxelles. Anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha fatto un appello all’Europa affinché si impegni per porre fine al traffico di esseri umani. Durante il Consiglio europeo il Commissario Avramopoulus ha portato una proposta che prevede: rafforzare in tempi brevi le missioni Triton e Posseidon raddoppiando le risorse a disposizione, smantellare la rete di trafficanti di esseri umani e processarli, distruggere le imbarcazioni dei trafficanti attraverso una missione Pesd che va richiesta dal Rappresentante UE per la politica estera Mogherini in accordo con la legge internazionale, affidare a Europol il compito di combattere le attività Internet dei trafficanti, infittire la collaborazione con i Paesi di partenza ed intermedi dei flussi prima che i migranti arrivino sulle coste del Mediterraneo, inviare in loco personale UE per ottenere informazioni in merito, aumentare la capacità dei partner regionali di controllo delle frontiere e di gestione di operazioni di ricerca e soccorso, avviare un programma di sviluppo per le aree interessate, incentivare il rimpatrio dei migranti irregolari, avviare un programma di rimpatri rapidi, ridistribuire almeno 5000 migranti richiedenti asilo in vari Paesi su base volontaria, aumentare gli aiuti di emergenza nei Paesi di frontiera e infine identificare i richiedenti asilo.


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