Immaginate.3 min read

Amministratore | 19-09-2015 | Nazionale

Immaginate di rivivere il liceo. Non siete il migliore della classe, ma ci sono un paio di materie umanistiche che vi vengono “naturali”. Dopo il diploma, decidete di ascoltare i consigli di quella prof vecchia a cui stavate sempre simpatico e trasformate la vostra passione in un lavoro nel settore dei beni culturali.


Immaginate quindi di rimanere in Italia, al contrario dei vostri amici che vanno all’estero in cerca di fortuna, perché siete nel paese di Pompei, della Valle dei Templi, delle Tombe Etrusche – siamo pieni di monumenti qui, ci vengono a studiarli dall’estero. Così dopo anni di lavoro finite nella Soprintendenza Speciale per il Colosseo. Con la cultura non si vincono le elezioni, perciò la paga non è il massimo, ma non è un problema, perché fate un lavoro che vi piace e che alla fine della giornata vi fa sentire una persona migliore.


Immaginate poi che un giorno l’Italia inizi a capire che la cultura non è solo un mucchio di vecchiacci di pietra con cui abbellire le rotonde. Così il ministro appena arrivato, di un grande “governo del cambiamento”, inizia a proporre un sacco di cose interessanti: incentivi per le visite, direttori da tutto il mondo… insomma, come i grandi musei europei! La notizia vi riempie di gioia: finalmente qualcuno ridarà dignità al vostro lavoro. Tra le proposte spunta anche l’idea di aprire il Colosseo di notte; lavoro straordinario, toccherà tornare a casa sempre più tardi. Ma immaginate il Colosseo illuminato; dev’essere un’esperienza incredibile. Accettate le direttive, chissà, magari diventa una bella esperienza.


Immaginate poi che dopo un anno di lavoro, questi straordinari non vi vengono pagati; mesi e mesi in cui vi viene promesso che “sì, li avete fatti, ma è un periodaccio, i soldi arriveranno”. Iniziate a stancarvi per il vostro lavoro non retribuito e vi chiedete come reagirebbero le altre persone se si ritrovassero nei vostri panni. Eleggete così una rappresentanza sindacale pronta a fronteggiare il problema (con quei pochi mezzi che gli sono rimasti). Le chiacchiere stanno a zero e la pazienza è al limite: decidete di fare assemblea, perché non vi ascolta più nessuno.


Immaginate così di convocare un incontro. Non vi pagano da un anno gli straordinari, il lavoro è organizzato male e nonostante tuteliate il Colosseo, nessuno tutela voi. Sapendo le regole, protocollate la richiesta ed avvisate chi di competenza. Il Ministero approva tutto, siete regolari e puntuali.


Immaginate poi che il giorno della vostra assemblea ricevete unimprovvisa attenzione da parte del governo e dei media. Pensate che si sono finalmente resi conto della situazione, e che provvederanno a ridare dignità ad un settore regolarmente violentato. E invece no, perché mentre vi siete “permessi” di protestare, i turisti hanno dovuto aspettare fuori, o non hanno visto il Colosseo. Per due ore.


Immaginate così di vedere improvvisamente l’opinione pubblica, il governo ed i giornali ritorcersi contro di voi solo perché vi è venuta la malsana idea di far valere i vostri diritti – di essere attaccati da tutti senza che nessuno si chieda come mai avete deciso di protestare in primo luogo. Passa il messaggio che il vostro diritto ad uno straordinario retribuito è, agli occhi del governo, meno importante di un turista costretto a fare la coda; ve lo fa capire proponendo addirittura un decreto contro le assemblee, perché “tenete in ostaggio la cultura”; perché voi ed i sindacati siete di colpo la causa per cui il paese va a rotoli. Alla fine succede che nessuno parla della vostra protesta, il Sindaco di Roma vi tratta come qualcuno che odia l’arte e i giornali preferiscono intervistare il turista costretto a stare al sole per due ore piuttosto di voi, che da un anno lavorate di notte senza essere pagati. In tutto ciò il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali non ha detto una parola sui soldi che vi spettano di diritto.

Immaginate di vivere in un paese del cazzo.

 


Amministratore

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