Il lato oscuro della Luna4 min read

Anna Mellino | 21-01-2019 | Cultura

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“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Con questa citazione Neil Armstrong marchiò con una penna indelebile uno dei capitoli più importanti della storia dell’astrofisica, la prima volta che un uomo calpestò il suolo lunare. Nella storia millenaria dell’umanità, la Luna non era mai stata visitata prima da un essere umano: il programma spaziale Apollo aveva reso accessibile un posto remotissimo; era il 21 luglio del 1961. L’ultimo uomo a mettere piede sulla luna fu Eugene Cernan nel 1972; da allora, circa 46 anni, nessun uomo ha calpestato più il suolo lunare. Tralasciando le teorie complottiste, che affermano a gran voce che tutto questo non sia mai avvenuto e che in realtà il tutto si sia girato in qualche studio cinematografico, il costoso programma Apollo è stato chiuso e gli Stati Uniti hanno ridotto i loro investimenti, per quanto cospicui, nelle iniziative di esplorazione sulla Luna. Da allora abbiamo costruito il più grande avamposto in orbita, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma gli astronauti non si sono più spinti oltre i 400 chilometri circa di distanza dal nostro pianeta. Non solo gli Stati Uniti ma anche altre Nazioni mondiali come Unione Sovietica e Cina hanno investito in progetti che riguardano il nostro satellite.

La luna ha ispirato poeti, artisti, filosofi, scienziati e la stretta vicinanza al nostro pianeta influisce su numerosissimi fattori naturali e ambientali, dalle fasi lunari, all’alternanza delle maree, regola il ciclo riproduttivo di alcune specie e i periodi di caccia e svolge un ruolo molto importante anche per la stabilità dell’asse di rotazione terrestre. Non essendo una stella non brilla di luce propria ma dalla luce riflessa della nostra stella più vicina, il Sole.

Tutte le missioni spaziali che si sono susseguite nel corso degli anni, dalle missioni Apollo pianificate dalla NASA, a quelle Luna pianificate dall’Unione Sovietica, hanno in comune una cosa: sono sempre state indirizzate sul lato “visibile” del nostro satellite. La luna, a causa della sua rotazione sincrona, ad un osservatore terrestre è visibile solo da un lato. Per rotazione sincrona si intende che il nostro satellite impiega più o meno lo stesso tempo, circa 27 giorni e 8 ore, per compiere il suo movimento di rotazione (il movimento intorno al proprio asse) e quello di rivoluzione (quello intorno alla terra).  Del lato nascosto della luna fino a qualche anno fa si conosceva ben poco, solo qualche foto giunta da alcune spedizioni spaziali.

I primi giorni del 2019, tuttavia, segnano una data storica per l’astrofisica: la sonda cinese Chang’e-4 è atterrata “con successo” sulla Luna alle 10:26 locali (3:26 in Italia). Una prima volta mondiale per la Cina che, con in suo programma Chinese Lunar Exploration Program, CLEP) e noto anche come Programma Chang’e, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Cinese (CNSA), si inserisce di prepotenza tra le potenze mondiali che riguardano l’esplorazione della Luna.

Il programma cinese ha preso vita nel 2007 con Chang’e 1 e seguita dalla missione Chang’e 2, entrambe sono entrate in orbita intorno alla Luna. Nel 2013 sono state seguite dal lander Chang’e 3, atterrato nel Sinus Iridum il 14 dicembre. Il 2 gennaio 2019 è allunato con successo nel cratere Von Kármán il lander della missione Chang’e 4. Un lander, o veicolo d’atterraggio, è un tipo di navicella spaziale che effettua la discesa e sosta sulla superficie di un corpo celeste. Per i corpi provvisti di atmosfera, l’atterraggio è chiamato rientro, e il lander si definisce veicolo di rientro. In questi casi, il lander può utilizzare dei freni aerodinamici o anche dei paracadute per attutire la caduta, oltre che utilizzare dei piccoli razzi di atterraggio che portano il lander ad appoggiarsi al suolo dolcemente. Nel corso del 2019 è previsto anche il lancio della missione Chang’e 5 che dovrebbe consentire la raccolta ed il ritorno sulla Terra di campioni della superficie lunare.

“La missione Chang’e 4 è un grandissimo successo dal punto di vista scientifico e tecnologico”, ha rilevato il commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Piero Benvenuti. La missione, ha proseguito, “è una combinazione di tecnologie mai sperimentate finora, che mettono in luce l’alto livello raggiunto dall’agenzia spaziale cinese”. E’ stato un grande traguardo, infatti, riuscire a far atterrare un veicolo sul lato della Luna dal quale è impossibile comunicare con la Terra, e risolvere il problema utilizzando un satellite come ponte radio.

 

Aspettando dunque tutte le novità che la scienza continuerà a regalarci non ci resta che lasciarci ammaliare dalla bellezza della notte e, a tal proposito, la notte scorsa a farla da padrone è stata l’eclissi di luna che si è tinta di rosso rendendo il cielo notturno ancora più suggestivo.


Anna Mellino

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