ALISIA: il coraggio per andare e per tornare3 min read

Amministratore | 20-01-2015 | Studenti senza frontiere

Generazione priva dideali, ambizioni e passioni, o comunque totalmente inabile nel concretizzarli. Generazione di incompetenti, la nostra, di fannulloni apatici e privi di iniziativa. 

Così siamo ritratti da una società che per partito preso è solita deprimere tutto ciò che è presente. Il passato appare sempre migliore per chi lo ha vissuto, si sa, forse lo è stato realmente, o forse sembra più bello solo perché visto attraverso sbiadite immagini modificate dal photoshop della lontananza…
Il risultato è che questa nostra gioventù è la prima a sentirsi inadeguata e, mortificata, si annulla. La testimonianza che ho raccolto, però, mi piace pensare non sia l’eccezione, ma la prova che la maggior parte dei nuovi giovani è solo in una faticosa fase di adattamento ad un mondo in perenne agitazione che a volte può esser loro ostile, come una larva che tenti di diventare farfalla in un habitat completamente nuovo.

Alisia ha 26 anni e viene da Formia. Diciottenne, va a Napoli per frequentare la triennale di Economia e Commercio. A due esami dalla laurea si trasferisce in Germania dove vive per due anni e mezzo, intanto torna in Italia solo per laurearsi e raccogliere materiali per un importante mercatino domenicale tedesco. In Germania fa corsi di inglese e tedesco mentre lavora come cameriera in un ristorante.

Fin qui non mi sembra proprio che Alisia possa rientrare nella categoria descritta all’inizio. Di certo però non è spingere tutti i nostri ragazzi fuori Italia lo scopo della mia riflessione. È troppo facile in ogni caso lamentarsi contemporaneamente delle fughe e della poca intraprendenza quando sotto casa, inutile dirlo, ci viene offerto ben poco. E “sotto casa” non solo in senso letterale. Alisia mi ha detto: “Dovevo andarmene perché qui non funzionava niente”.
Le critiche poco costruttive le sentiamo già e non ci piacciono, e probabilmente non piacciono neppure a lei se è tornata in Italia. Ora vive a Perugia con il fidanzato e sta studiando per la specialistica di Economia. Quando le ho chiesto se sarebbe voluta rimanere in Germania per concludere gli studi, mi ha risposto onestamente di sì, ma che i tempi per sostenere gli esami di lingua non glielo hanno permesso. Più ci parlavo però e più emergeva dell’altro: anche noi possiamo fare qualcosa a casa nostra. Le opportunità non ci sono? Noi ce le creiamo.
Non conosceva affatto Perugia quando è arrivata qui, né i suoi abitanti. Ha scoperto subito il suo indiscutibile fascino insieme alla difficoltà che la nostra cittadina ha nello svegliarsi dal torpore. Ha collaborato con altri ragazzi all’apertura di un locale proprio nel cuore del centro storico, in via Danzetta. Il neonato “Dot Bar” propone altro rispetto a gradite colazioni o aperitivi: è infatti sede di eventi musicali artistici e culturali ed Alisia si occupa proprio di questo. “È stata una scommessa più che altro” mi dice. Intanto mette a frutto ciò che studia nel migliore dei modi, perché gestire un’attività non è la stessa cosa che studiare su un libro, e questo lei lo ha capito molto presto. Missione principale, quella di proporre qualcosa di diverso all’interno delle mura perugine, far sì che la gente non scappi da un Centro sempre più in drammatica quiescenza, ma torni a farlo vivere. Ciò che questi ragazzi chiedono è che gli sia data la possibilità di crescere, nella loro esperienza di certo gli ostacoli di una mentalità chiusa non mancano. Nel menù i progetti già partiti o in fase di realizzazione sono tanti e li apprendo con gioia. Con scadenza mensile il Dot aprirà le porte a tutti i ragazzi che abbiano un hobby o una passione, ospitando produzioni artigianali, mostre fotografiche e nuove manifestazioni pittoriche, oltre che al già avviato progetto del mercatino vintage. Niente paura per i più festaioli: presenti anche serate jazz e aperitivi con bella gente e bella musica. Dot organizza anche pre-serate per noti locali fuori Perugia, giusto per non farsi mancar nulla. In collaborazione con loro hanno ottenuto di far partire delle navette dal Centro. Il risultato: piacevoli serate senza rischi, un po’di lavoro per tutti e riflettori di nuovo puntati sul cuore della città. Queste sono le idee dei nuovi giovani in cui in ogni caso dobbiamo avere fiducia.


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