IL FUTURO DELLA MOBILITÀ NOTTURNA3 min read

Marco Peverini | 22-06-2017 | Locale - Politica universitaria

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IL FUTURO DELLA MOBILITÀ NOTTURNA

Il 7 aprile scorso è stato ufficialmente varato con tanto di bottiglia di spumante GIMO (Giovani In Mobilità), il primo vero servizio di Mobilità Notturna che la città abbia mai avuto.
L’ avvio della circolare notturna che congiunge il centro storico con i quartieri a Sud-Ovest dalle 22:00 alle 2:00 del venerdì e sabato notte, dimostra che questo servizio fino ad ora considerato in modo improprio “tecnicamente irrealizzabile” è in realtà una necessità latente della città.
GIMO è un servizio a tempo determinato che in quanto tale nasce con il “peccato originale” della precarietà.
Configurandosi di fatto come una concessione una tantum al bisogno espresso da studenti e Università, la sperimentazione è stata finanziata solo fino a fine giugno, senza avere chiaro quali siano le condizioni per la sua eventuale stabilizzazione ed escludendo dal periodo di esercizio un momento cruciale per la vita culturale di Perugia come Umbria Jazz!
La risposta dei cittadini, al di là delle pur significative comparsate, prima di un coro tedesco e poi dei partecipanti del Gran Ballo di Perugia, sarà chiara una volta disponibili i dati numerici sui passeggeri. Nel frattempo però una domanda si può già porre: quale atteggiamento ha intenzione di prendere l’Amministrazione Comunale nei confronti della Mobilità Notturna?

C’è una strategia per la Mobilità a Perugia?

È iniziata da poco la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), documento che porrà le linee guida per la gestione del trasporto pubblico e non solo.
L’investimento di quasi 90.000 Euro fanno presagire l’intenzione di discutere in modo serio la questione dei trasporti pubblici e del loro significato per la città. Purtroppo la discussione si è tristemente focalizzata su ZTL e parcheggi, con annunci anacronistici della prossima riapertura al traffico del centro storico e di nuovi parcheggi blu, cedendo alla pressione di pochi negozianti del centro e sacrificando la vivibilità (già messa alla prova) dell’acropoli.
Il Comune adotta un approccio che sembra poco coerente, parlando di pianificazione sostenibile, ma improntando di fatto il discorso su questioni quali viabilità e sosta, senza prendere in considerazione il trasporto pubblico.
Mentre l’Amministrazione si lascia governare dagli istinti, i rappresentanti degli studenti spingono la Mobilità Notturna, creando una pagina Facebook per far conoscere GIMO e per renderlo parte dell’offerta culturale dei quartieri interessatii, svolgendo il lavoro che spetterebbe al Comune, ovvero promuovere l’utilizzo del mezzo pubblico e creare collegamenti con altri servizi della città. È indispensabile che l’Amministrazione si assuma finalmente le sue responsabilità e adotti una linea strategica riguardante la Mobilità Notturna, stabilizzandola e inserendola coerentemente all’interno del PUMS.

Quale futuro per la Mobilità Notturna?

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In questo silenzio amministrativo sembra lecito, se non doveroso, che gli studenti stessi si interessino al futuro di questo servizio.
Ci si augura che la sperimentazione vada a buon fine e che si accetti che la Mobilità Notturna come servizio indispensabile per una città universitaria con pretese da capitale europea della cultura. Se questo dovesse accadere, si porrà presto in modo pressante il problema dell’esclusione di una parte della città dal servizio.
La linea GIMO è stata disegnata dagli studenti, in collaborazione con l’Università e l’Ufficio Tecnico, per interessare i quartieri a maggior presenza di fuori-sede, le residenze Adisu ed i campus dispersi nell’ampia fascia periurbana della città.
Per ragioni di fattibilità il disegno originale ha escluso una parte molto importante e densamente abitata: la fascia dei Ponti. Nell’ottica dell’inclusione della Mobilità Notturna nel servizio di trasporto pubblico perugino, sarebbe indispensabile implementare una linea che interessi per lo meno le frazioni più popolose della fascia fluviale, Ponte San Giovanni, Ponte Valleceppi e Ponte Felcino.
Rifacendosi alle stesse modalità, la seconda linea circolare, attualmente rimasta esclusa, andrebbe a formare un “8” con la linea GIMO, incontrandosi con questa nell’acropoli, fungendo da nodo-capolinea per entrambe le linee e agevolando il cambio.
In tal modo inoltre si potrebbe razionalizzare la linea GIMO, che non dovrebbe più passare per Monteluce e potrebbe servire invece il quartiere di San Marco.
La fattibilità tecnica è dimostrata, ora spetta agli organi competenti assumere la decisione in merito alla sorte di un progetto così importante per la città.


Marco Peverini

Marco Peverini

Studente di Ingegneria Edile e Architettura nell'Università degli Studi di Perugia. Rappresentante di Dipartimento e attivista nell'Udu - Sinistra Universitaria. Particolarmente coinvolto nel progetto GIMO - mobilità notturna (https://www.facebook.com/GIMOmn/) e in tutti quei progetti che abbiano una visione aperta della città. Impegnato in una tesi di Sociologia Urbana e Geografia che lo porta a ricercare le cause della disuguaglianza in ambito urbano. Appassionato musicista e bassista.