ENORME SUCCESSO PER L’EVENTO “SULLA PELLE DI TUTTI3 min read

Fabio Calcioli | 05-12-2018 | Attualità

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E’ stata un’aula 3 piena in ogni ordine di posto e oltre, quella che ha accolto nel dipartimento di Giurisprudenza Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo. L’evento è iniziato con l’intervento di Ion Rotaru, moderatore dell’evento e referente del dipartimento di Giurisprudenza della Sinistra Universitaria UDU Perugia, che ha organizzato l’evento. Ha spiegato gli obiettivi di questo incontro, ossia di analizzare il sistema penitenziario, spesso poco chiaro. Il professor Stefano Anastasia, docente di Filosofia del diritto a Giurisprudenza e garante per i diritti dei detenuti per la Regione Umbria, ha in primis ringraziato gli ospiti e ha sottolineato che la storia di Stefano Cucchi è emblematica sia per il successo del film “Sulla mia pelle” sia per il grande impegno che Ilaria Cucchi e la sua famiglia hanno profuso per far emergere la verità e la giustizia. Questa storia racconta una verità: vi sono dei rischi insiti nell’esercizio del potere di coazione, che va esercitato nel rispetto della vita e della dignità umana. Ogni anno centinaia di persone muoiono in carcere per i più svariati motivi, di salute, per suicidio. Molte volte le cause di queste morti non viene accertata. Il potere di coazione, ossia l’arresto, il fermo ed altri istituti di diritto del processo penale, va usato solo se strettamente necessario e nel rispetto della persona umana. Anastasia ha auspicato che un’aula così affollata come quella odierna sia segno di un forte impegno civile. L’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, ha sottolineato che non sempre tutti i cittadini riescono ad esercitare tutti i diritti di garanzia. Stefano Cucchi era stato visto in vita da 150 pubblici ufficiali e nessuno ha notato nulla di quello che gli era stato fatto, vuoi per i ritmi serrati degli arresti vuoi per grave approssimazione, per usare un eufemismo. Nonostante tutto la famiglia Cucchi ha dato segno di fiducia estrema nei confronti delle istituzioni. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha rimarcato come suo fratello era un ultimo, una sorta di “signor nessuno” rispetto ai potenti ed è morto come tale. Ha anche dichiarato che non riuscirà mai a perdonare i pubblici ufficiali che si sono voltati dall’altra parte di fronte a Stefano. Al termine dell’incontro, tra le domande del pubblico presente, la nostra testata ha cercato di capire la dinamica dell’incontro avuto da Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo con il ministro della Difesa Trenta e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Nistri. Purtroppo, visto anche il processo in corso nei confronti dei militari dell’Arma, non si sono potute avere delle risposte esaurienti, anche in vista dell’udienza del prossimo 6 dicembre. Il pubblico ha formulato molte domande, a cui gli ospiti hanno dato risposta. Uso questo spazio, da cronista e da cittadino italiano, per ringraziare Ilaria Cucchi per l’impegno civile dimostrato e che continuerà a dimostrare, anche a dispetto dei detrattori che a distanza di nove anni dalla morte di Stefano Cucchi ancora trovano appigli a cui agganciarsi per non riconoscere i propri errori di valutazione.


Fabio Calcioli

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