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Giorgio Casella | 08-05-2019 | Recensioni

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Parlare di Avengers Endgame non è affatto facile. Non è facile perché non è come parlare di un semplice film, che nasce in quell’ora e mezza o due e finisce lì. Non è neanche come parlare dell’ultimo film di una trilogia, già un po’ più complicato, ma basta accorpare tutto in un unico filmone da sei ore circa e più o meno ci sei.
Per parlare di Avengers Endgame bisogna prendere coscienza di una cosa: è come se tu stessi parlando dell’ultimo episodio di una stagione di una serie tv. Devi tirare le somme, devi guardare l’intero insieme. Slegato dal resto, Endgame è un bel film, con qualche colpo di scena, un po’ prevedibile, tanta azione, effetti speciali pazzeschi. Ma resta solo un bel film da ben tre ore di visione. Poi però lo incastri nel grande quadro dell’MCU, l’ultimo pezzo di un puzzle cominciato circa tredici anni fa (2006, anno dell’inizio della pre-produzione di Iron Man) e che si compone di ventidue pezzi, per la bellezza di più o meno 47 ore di visione. Come parlare di tutto questo? Come si recensiscono 2867 minuti tutti insieme? A cui tra l’altro si aggiungerà Spider-Man Far From Home, in uscita a luglio, a fare da cornice a questo quadro.
E’ proprio qui che avviene la magia, quando riesci a fare qualche passo indietro mentre osservi solo Endgame e ti accorgi che è solo al centro, cuore pulsante, di un progetto enorme, di tante piccole parti che affluiscono tutte insieme in un unico punto. E’ in quelle due parole che finalmente, finalmente, Steve Rogers pronuncia al limitare degli ultimi trenta-quaranta minuti di film: Vendicatori uniti. “Avengers Assemble”.
Questo bisogna fare, cercando di guardare questo film: assemblare. D’un tratto dialoghi di sette anni fa sembrano segni premonitori, scene vecchie di un decennio si guardano con occhi diversi, frasi che all’apparenza erano solo delle belle uscite ad effetto acquistano un significato profetico.
Dunque, è proprio in quel momento, durante quella presa di coscienza, che Avengers Endgame, la fine di un’era, un punto di svolta, di cambiamento, si rivela per il capolavoro che è: la degna fine di un qualcosa di grande, a tratti poetico.
Non mi dilungherò molto sulla parte tecnica, non è necessario. La regia dei fratelli Russo è in alcuni punti emozionante, ci sono scene dall’impatto visivo che resteranno negli annali della cinematografia, inquadratura da mozzare il fiato. Gli effetti speciali sono impeccabili e di una potenza devastante, con quella colonna sonora da far rabbrividire. Un applauso, infatti, va sicuramente ad Alan Silvestri, che ha creato musiche d’impatto e coinvolgenti, senza farle risultare invadenti. Cercate il brano “Portals” e guardate che effetto fa sulla vostra pelle nel momento in cui chiudete gli occhi e l’associate all’esatta scena del film in cui vi rimbomba nelle orecchie. Alcuni dialoghi, alcuni momenti, resteranno in maniera indelebile nella cultura pop degli anni a venire. Quanti di voi conoscevano perfettamente la battuta “No, io sono tuo padre”, quasi sempre erroneamente riportata come “Luke, sono tuo padre”, di Star Wars senza aver mai visto il film o senza neanche conoscerlo? Penso che un paio di frasi di Endgame avranno lo stesso risultato. E ne ho in mente giusto tre, due delle quali cominciano proprio con “io sono”.
Parlare del cast è superfluo a propria volta. Tanti nomi, tutti insieme, che coesistono e non si calpestano i piedi, trovando il loro spazio in un modo o in un altro. Ovviamente un paio di elementi risaltano sugli altri, ma impossibile evitarlo. Anzi, direi ineluttabile.  

Più che una recensione, la mia sembra tanto un elogio, ma il film non è esente di difetti. Ci sono state un paio di scelte che ho trovato discutibili, che mi hanno fatto storcere il naso. Una mi ha fatto proprio incazzare, ma è la perpetrazione di un precedente errore per la visione che ho io sulla suddetta cosa, quindi potrebbe essere soggettivo. Una pecca piuttosto ingombrante è la mancata spiegazione in maniera chiara di alcuni risvolti legati alle azioni dei nostri amati eroi, spiegazione che può essere trovata attraverso le cose dette durante il film, ma che necessita di un’accurata ricerca su tematiche che al film stesso non interessava spiegare nel dettaglio. Questo perché la narrazione non aveva interesse nel focalizzarsi troppo nel far capire in maniera tecnica e scientifica ciò che accadeva, ma ben altro, per cui alcune conseguenze e avvenimenti potrebbero risultare confusionari o incomprensibili sul momento. Ma su questo ci ritorneremo.
Infatti,  visto questo articolo è pensato per essere privo di qualsiasi spoiler, non posso andare a sviscerare determinati argomenti, senza parlare apertamente o svelare trama e precise scene del film, perché ho avuto modo di constatare come in molti ancora non abbiano visto l’ultimo capitolo uscito in sala dell’MCU.
Pertanto, vi preannuncio che tra un po’ di tempo farò uscire un altro articolo, totalmente spoiler, dando così modo a chi ancora non ha visto Endgame di farlo e di poter al contempo leggero ciò che scrivo.
Avengers Endgame è un film unico nel suo genere. Nessun altro film nella storia del cinema è paragonabile a questo prodotto, non tanto per bellezza, ma per narrazione complessiva, per la maniera in cui ci si è arrivati, per il modo totalmente unico di narrare un’unica grande storia in così tanti anni. E se scene risultano prevedibili non è perché sono scontate, ma perché sono la naturale fine di un percorso che non poteva chiudersi altrimenti. Infinity War da questo punto di vista aveva molte più libertà, si poteva concedere lussi e colpi di scena molto più liberamente, non essendo il capitolo di chiusura della saga delle gemme dell’infinito.
Per cui, godetevelo, godetevelo secondo per secondo. Immedesimatevi in questi eroi quanto mai uomini, lasciatevi trasportare da ogni sensazione, lasciatevi sbalordire e non siate troppo freddi o lucidi. Quando lo guardate per la prima volta lasciate soltanto che siano il cuore e l’istinto a guidarvi, ci sarà tempo per analizzare quelle che vi sembrano incongruenze, errori o difetti. Non lasciate che una visione troppo distaccata vi impedisca di godervi il film. Dopotutto il cinema è emozione prima di ogni altra cosa, il tempo per le critiche verrà poi. Accantonate ogni pensiero e abbandonatevi ad un amore tremila insieme alla perla dei Marvel Studios.

“Noi staremo bene. Adesso ti puoi riposare.”


Giorgio Casella

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